Storie dall'Italia

QUEL BAMBINO VENUTO DAL MARE…

Il racconto di Serena, il medico della Marina Militare che ha fatto nascere due bambini a bordo di Nave Etna. Il Presidente Napolitano l’ha ricordata nel suo ultimo di scorso agli italiani.

Messina- Le emozioni a volte hanno il volto delle persone e il suono delle parole. Serena Petricciuolo è un giovane medico della Marina Militare. Una donna che ha deciso di fare questo mestiere e di farlo così, tra la gente che vive di speranza. La stessa di quei viaggi lunghi, interminabili e maledetti che spesso si trasformano in tragedie. Persone in fuga dal nord-Africa, dalle guerre e dalle carestie. Persone come Kate, madre di quattro figli, che è partita dalla Nigeria ed è arrivata in Italia con il bambino che portava in grembo. Il giorno prima di Natale è stata salvata da Nave Etna impegnata nel pattugliamento delle nostre coste per dare assistenza, aiuto e supporto ai naufraghi in difficoltà. Imbarcata sull’unità di rifornimento c’è anche Serena, capo dello staff medico. E’ qui che il destino ci mette del suo. Due storie che si incontrano. Kate è serena, ma il lungo viaggio è stancante e nelle sue condizioni ci vuole attenzione. Serena la sta aspettando con la sua “infermeria da combattimento”. Così tra le onde del mare, a metà tra l’Italia e l’Africa è nato Salvatore. E’ la notte del 25 dicembre. E’ nato un altro bambino. Impossibile non riconoscere nella nave della Marina la grotta di Betlemme: come sembra accadere oggi per i migranti, anche Maria e Giuseppe stentarono a trovare accoglienza. Una straordinaria coincidenza fa rivivere il volto del Santo Bambino in quello del piccolo nigeriano: entrambi nati lo stesso giorno, entrambi diventati simbolo di speranza.

Il Racconto. “Il freddo era gelido quella notte- racconta la dottoressa Petricciuolo- stavamo prestando i primi soccorsi. Kate era a bordo dalla mattina, ma non presentava i sintomi del travaglio. Con la sera la situazione cambiò. Alle 23.41 finalmente nacque Salvatore”. Non ci sono parole per descrivere tutto questo. “Sono emozioni indelebili- ha spiegato la dottoressa Petricciuolo- è una gioia infinita che si combina con l’orgoglio di aver fatto davvero il proprio dovere. Salvatore è nato circondato da tanto affetto. Ci siamo procurati i plaid e abbiamo anche creato una piccola culla, dove potesse riposare un po’”.

Il Discorso del Presidente. La sera di Capodanno in molti si preparano al cenone. In tv, c’è il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a reti unificate. Serena è sempre sulla sua nave. E’ in infermeria a sistemare le ultime cose. Qualcuno la chiama. Le dice: “Il Presidente ha fatto il tuo nome. Corri, corri”. Napolitano la ricorda per il suo lavoro e per aver fatto nascere Salvatore. Dopo qualche giorno, la riusciamo a contattare telefonicamente per farci dire come ci si sente. “E’ un onore- ci dice mentre la linea va e viene- è un’emozione che corona la passione di ogni giorno. E’ un privilegio immenso”. Quel privilegio che è toccato anche al papà, orgoglioso più che mai della sua bambina che da grande voleva fare il medico. Eccola Serena, con i gradi di Tenente di Vascello a darsi agli altri. Ci ha creduto e ha realizzato il suo sogno. Gli studi di medicina all’accademia di Livorno, le stellette sulla giacca e il mare. Le ricorda quello della “sua” Taranto, al quale si rivolgeva ogni tanto e dava un’occhiata a quel mondo lontano. Che adesso è così vicino.

Mirko Polisano

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Mirko Polisano

Giornalista embedded a seguito del contingente italiano nelle aree di crisi. E'stato inviato in Kosovo, Afghanistan e Libano. Ha seguito il terremoto de L'Aquila e il G8; l'emergenza immigrazione della Sicilia, la crisi libica e la Primavera Araba, inviato in Maghreb ad un anno dalla Rivoluzione. Ha raccontato le divisioni di Belfast e gli orrori di Auschwitz e Birkenau nel Giorno della Memoria. E' autore del libro "Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan". È collaboratore del quotidiano Il Messaggero.

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