Il TalentoMicro

QUANDO UNO STRUMENTO NON BASTA

La storia di Paolo, ventiquattrenne polistrumentista, e dei suoi infiniti modi di esprimersi grazie alla musica.

Roma – Paolo Motta ha ventiquattro anni e vive a Roma, la sua voce è solo uno dei numerosi strumenti che suona. Dedicarsi alla musica è un passatempo di molti, ma quando il piacere combacia con la costanza, l’impegno e il talento, allora si è di fronte a qualcosa di più grande: non un modo per riempire i momenti vuoti delle proprie giornate, ma un modo di approcciarsi alla vita stessa.

Quando è iniziato il tuo mondo con la musica?

«Ho sempre suonato sin da piccolo. Il mio primo approccio “ufficiale” con la musica fu un’estate (’95 più o meno). Imparai la mia prima canzone – la canzone del sole. Poi dopo quell’estate incominciai ad interessarmi anche al pianoforte – sentivo mio fratello e mio padre suonare dei pezzi e li ricostruivo ad orecchio, quindi i miei decisero che era giusto che iniziassi a studiare pianoforte.
Da lì poi ho sempre avuto un interesse per tutti gli strumenti che mi trovavo sotto mano: bonghi, batteria, violini, sassofoni. Al momento potrei dire saper suonare almeno una decina di strumenti: basso, chitarra, batteria, violino, pianoforte, clarinetto, sassofono tenore/ alto, percussioni ecc. e naturalmente la mia voce».

Perché hai deciso di dedicare tutto te stesso alla musica?

«Suono perché la musica mi ha sempre trascinato e affascinato. Perchè se inizialmente era un mero imitare i miei familiari (magari per sentirmi al loro livello, grande insomma) ora è un linguaggio con cui posso parlare con le persone che ne fanno parte».

In quali progetti sei impegnato ad oggi?

«Ho diverse situazioni attive in questo momento. Comemammamhafatto è un collettivo di musicisti che si ritrova in jam a suonare in diversi locali di roma. Una sorta di funky house music. È un’idea nata da Max Scoppetta (dj molto noto della scena romana e italiana), che è poi il “leader” del collettivo. L’obiettivo è quello di ritornare un po’ alle origini della musica: eliminare tutto ciò che è digitale e computerizzato e formare un gruppo di veri musicisti come fosse una vera e propria balera con chitarra, basso, sezione di fiati (sax vari, flauto ecc.), tastiere e chi più ne ha più ne metta. Max si impegna a organizzare le serate e lo sviluppo della serata tipo direttore d’orchestra. Non c’è mai nulla di organizzato tutta la serata si basa sull’improvvisazione, su un beat messo da Max che varia durante la serata. Da lì per la maggior parte dirige l’andamento musicale dell’insieme: chiama le pause, ripartenze, i cambi di suono ecc.Garage Benders invece sono un gruppo jazz molto contaminato da altri generi – rock funk – nato da qualche anno. Io sono stato l’ultimo acquisto vista la partenza dell’ex chitarrista nonchè fautore di molti pezzi del gruppo. Shanti Colucci: batteria, Marco Severa: sax baritono/flauto, Leonardo Giuntini: basso e io alla chitarra/tastiere e altro.
Ultimo ma non ultimo quello che poi è il mio progetto personale, siamo un gruppo ancora senza nome ma presto prenderemo forma più dettagliatamente e avrete modo di conoscerci. È un rock molto contaminato. Come ascolti potremmo avvicinarci ai Radiohead, Coldplay – rimaniamo in ambito pop se cosi vogliamo definirlo. L’idea è nata fondamentalmente da un mio voler cercare di unire tutte quelle che sono le mie esperienze e interessi musicali e renderlo un linguaggio unico, personale diverso da qualsiasi altro genere e gruppo. Sofisticato, ma non ostico. Cercare di portare quello che è il modo di parlare in linguaggi più prettamente da muisicisti e renderlo più alla portata di tutti. Per ora il gruppo è formato da Alberto Colantoni: batteria, Leonardo Giuntini: basso e io sempre in vesti da chitarrista polistrumentista, ma anche cantante. Tutti i progetti sono rintracciabili su facebook dove regolarmente pubblichiamo gli eventi e le annesse locandine. Comemamma in particolare in questo momento è un progetto molto attivo: ci potete trovare tutti i giovedi al marmo (piazzale verano) e sabato in diversi locali (Lian, Magazzino 33 e altri)».

Serena Mauriello

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Serena Mauriello

Dopo aver insegnato lettere nelle scuole superiori, Serena Mauriello è attualmente dottoranda in Italianistica presso l'Università la Sapienza di Roma. Suoi contributi sono stati pubblicati su importanti riviste specialistiche come Rivista di Studi Italiani o Bollettino di Studi di Italianistica. Ha partecipato attivamente a convegni e seminari sul Medioevo italiano. Nel ambito del giornalismo, scrive principalmente di cultura e società.

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