Negli ultimi anni si è spesso sentito parlare di aziende (si pensi a giganti come Microsoft, Sony, Facebook e diverse altre) che starebbero puntando sullo sviluppo di tecnologie legate al mondo della realtà virtuale e a quello della realtà aumentata e, forse, relativamente a tali argomenti è opportuno fare un po’ di chiarezza. Cosa si intende esattamente con realtà virtuale e realtà aumentata? Qual’è la differenza e, soprattutto, in che modo potrebbe essere utile sviluppare tali tecnologie?

Una prima e fondamentale distinzione che si deve fare tra i due termini sta nelle modalità attraverso cui queste tecnologie immergono ed estraneano dal mondo reale il soggetto che le utilizza. La realtà virtuale infatti sta evolvendosi in modo tale da permettere all’utente una (quasi) totale immersione all’interno di un’altra realtà, appunto, virtuale. Strumenti come Morpheus, progetto della Sony, o Oculus, di Facebook, puntano ad estraniare l’utente permettendogli di vivere un’esperienza a 360° in un mondo virtuale. Questa tecnologia si basa fondamentalmente su un espediente usato per ingannare il cervello e fargli credere di trovarsi all’interno di un mondo tridimensionale. In una parola: stereoscopia. Proiettando immagini quasi uguali ma diverse ai diversi occhi dell’utente, questo avrà l’impressione di profondità e tridimensionalità. Al di là dei videogiochi, che certamente beneficeranno di questa tecnologia, non è sbagliato chiedersi a che livello tale strumento potrà essere utilizzato. Non è assurdo pensare a utilizzi nel campo della scienza, dell’istruzione e anche, perché no, in campo militare (per addestramento ed esercitazioni).

Differentemente dalla realtà virtuale, la realtà aumentata non punta ad estraniare l’utente dal mondo circostante, bensì, ad aggiungere elementi a questo. Elementi con il quale l’utente potrà interagire (mediante, per fare un esempio, sensori di movimento). Sotto un certo punto di vista si potrebbe sostenere che la realtà aumentata sia un po’ l’evoluzione dei visori a sovrimpressione dei piloti di caccia. Uno strumento che permette di vivere un’esperienza di realtà aumentata è offerto ad esempio da Microsoft, con il suo progetto HoloLens, il quale non ha mancato di lasciare a bocca aperta non pochi osservatori. Anche nell’ambito della realtà aumentata le applicazioni sono pressocché infinte: arte, scienza, cultura, giochi, domotica e quant’altro. L’unico limite, in effetti, sembra essere la fantasia.

Non resta che aspettare e osservare l’evolversi di queste tecnologie permettendosi il lusso di sentirsi, un po’ di più, nel futuro.

Federico Molfese