Editoriali

PROGETTI, STARTUP E CROWDFOUNDING

Chiunque abbia mai provato a cimentarsi in un’impresa commerciale sa bene quanto le sole idee non bastino. I finanziamenti, un fondo iniziale sul quale poter fare affidamento sono purtroppo la vera colonna portante che potrà dare il via all’impresa, al di là della validità o meno dell’idea che sta alla base di quest’ultima. Ma cosa succede se questi fondi non ci sono? Bisogna gettare la spugna? La buona notizia è che in realtà anche in mancanza di fondi si può comunque sperare di poter dare avvio ad un’impresa e ciò è possibile grazie alle tante iniziative di crowdfounding (raccolta di fondi) oggi possibili grazie ai molteplici portali dedicati proprio a tale attività.

Con il termine crowdfounding si fa invero riferimento a diversi tipi di raccolta fondi, quali ad esempio il reward based (la donazione in denaro viene ricompensata con il prodotto che si intende finanziare o con un riconoscimento pubblico come ad esempio un ringraziamento ufficiale), il lending based (ovvero microprestiti a persone o imprese), l’equity based (con il quale in cambio del finanziamento versato è prevista la partecipazione del finanziatore al capitale sociale dell’impresa, insomma si diventa soci), il donation based (generalmente usato dalle organizzazioni no-profit per finanziare iniziative senza scopo di lucro) ed infine il modello ibride che fondamentalmente prevede diverse modalità di finanziamento. Sono molteplici i casi in cui un progetto o una startup hanno potuto prendere piede grazie al metodo del crowdfounding. Dalla robotica a i videogames, da invenzioni utili per la vita di tutti i giorni a iniziative nel settore del sociale, i successi sono in effetti innumerevoli. In poche parole, qualora si pensasse di avere a disposizione un’idea valida, non bisogna buttarsi giù. Siti web come Kickstarter, Indiegogo sono solo 2 dei più famosi siti di raccolta fondi a livello internazionale e non si può non considerare il fatto che l’Italia può vantare un’ottantina di siti dedicati a questa pratica. Insomma tentar, oltre a non nuocere, potrebbe anche essere a costo zero e, se si ha a disposizione una forte creatività e tanta voglia di fare, non rimane che tentare.

Federico Molfese

Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button