Spazio Kabul

Pompeo, stop aiuti in Afghanistan dopo la visita a Kabul

L'amministrazione Trump taglia un miliardo di dollari e minaccia ulteriori sanzioni dopo che i leader rivali del paese non sono riusciti a trovare un accordo sulla formazione del governo

Kabul – Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato che Washington è molto delusa dal comportamento dei leader afghani Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah. Parole più concilianti nei confronti dei talebani. “Si sono impegnati a ridurre la violenza e in gran parte lo hanno fatto”.

La dichiarazione fa seguito a un viaggio senza preavviso di Pompeo a Kabul, dove ha tenuto incontri con i rivali alle presidenziali, Ghani nominato vincitore a febbraio e Abdullah che ha contestato i risultati, rivendicando brogli elettorali. “Avvieremo anche una revisione di tutti i nostri programmi e progetti per identificare ulteriori sanzioni e riconsidereremo i nostri impegni di cooperazione a favore dell’Afghanistan”, ha affermato Pompeo dopo una lunga e faticosa giornata di mediazione a Kabul. Il segretario di Stato americano è un fiume in piena. “L’incapacità di Ghani e Abdullah di risolvere i loro contrasti interni hanno compromesso le relazioni tra i due paesi e disonorato quegli afghani, americani e partner della coalizione che hanno sacrificato le loro vite per costruire un nuovo futuro per questo popolo”.

Circa un mese fa, gli Stati Uniti avevano firmato un accordo di pace con i talebani a Doha. Come parte dell’accordo, Washington accettò di ritirare entro 14 mesi tutte le sue forze militari. La prima fase di smobilitazione è già iniziata, nei prossimi mesi dei 13000 soldati americani ne rimarranno solo 8600, per chiudere definitivamente la missione in Afghanistan entro la primavera del 2021. Si prevede inoltre che il governo di Kabul rilasci 5000 prigionieri talebani in cambio di 1000 forze di sicurezza afghane.

Dopo la sua breve sosta a Kabul, Pompeo nonostante l’allarme Coronavirus ha proseguito il suo viaggio a Doha, dove ha incontrato una delegazione talebana. Incalzato dai giornalisti sulla condotta fino ad oggi degli esponenti dell’Emirato Islamico, ha replicato. “Si sono impegnati a ridurre la violenza; in gran parte lo hanno fatto e quindi stanno lavorando per onorare al meglio gli accordi firmati”.

La minaccia di tagliare gli aiuti statunitensi ad un paese devastato dalla guerra, arriva quando l’Afghanistan affronta la pandemia globale del Covid-19 senza adeguate infrastrutture mediche ed un numero di contagi in progressiva crescita.

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Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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