Gli scritti, la passione, l’impegno di Pasolini. A 40 anni dalla morte dell’intellettuale, numerose le iniziative che si snoderanno nei prossimi mesi in tutta Italia. 

Roma- Amato e odiato. Come tutti gli intellettuali che hanno qualcosa da dire. Perché Pier Paolo Pasolini ne aveva di cose da dire. Quando scriveva o girava un film, quando era ospite in Tv e, come gli artisti veri (nel senso più completo del termine) sapeva andare oltre le apparenze e, quasi in chiave veggente, prevedeva fatti che poi si sono puntualmente avverati.

Lo chiamavano come si dice oggi, in veste di opinionista. A commentare episodi e cronache di un’epoca che ha lasciato il segno: la protesta studentesca, la rivoluzione al femminile, la politica, la cronaca italiana ed estera. Erano ancora lontani gli anni del terrorismo anche se qualche avvisaglia c’era. Nulla a confronto di quello che poi è stato. Non c’era già più quando iniziarono rapimenti e gambizzazioni, non c’era più quando rapirono e uccisero Aldo Moro e gli uomini della sua scorta.

Anche Pasolini è stato vittima di violenza e adesso, a distanza di anni, il tempo ha iniziato a comporre il puzzle sulle vere cause della sua fine. Già, la Tv, immagini in bianco e nero da rivedere, per capire. Parole taglienti come lame di coltello. Ma mai un termine fuori luogo, mai una parolaccia, mai un’offesa.

Per avere un’idea sulla sua figura si analizzi in toto la sua esistenza, il suo essere a tempo pieno, calato nella società. Con analisi e sintesi. Poi si può essere d’accordo con lui. Si può non esserlo. Si possono amare o non amare le sue opere. L’importante è conoscerle.

Per quanto ci riguarda, il ricordo di ragazzina accorsa ad una partita di calcio (una delle prime tra attori e cantanti) “per vedere da vicino” i propri idoli. A sorpresa, c’era anche Pier Paolo Pasolini, appassionato di calcio, metafora della vita.

Quell’uomo così minuto, appena conosciuto grazie all’antologia scolastica, fece sì che mettessi da parte attori e cantanti e, accorsa davanti agli spogliatoi, quasi di istinto, porsi al poeta un foglietto strappato ad un quaderno ed una penna. L’autografo di Pasolini!

In questi giorni, a quasi 40 anni dalla morte (Idroscalo di Ostia 2 novembre 1975) in tutta Italia sono state approntate una serie di iniziative per ricordare il poeta, lo scrittore, l’uomo di cultura. 

A Roma, in particolare, grazie a Roberto Ippolito e alla libreria Nuova Europa (I Granai) è stato stilato un calendario di appuntamenti del tutto particolare, gratuito che si concluderà domenica 4 ottobre. Un percorso fotografico e non solo: film, libri, canzoni e persino un percorso guidato in pullman nei luoghi simbolo di Pasolini. Ed allora ecco le case dove ha abitato o la mostra fotografica “I tanti Pasolini”; 26 scatti della collezione Riccardi per altrettante intense espressioni. 

Sabato 3 ottobre alle 12, Mario Desiati presenta Comizi d’amore, libro di Contrasto che raccoglie la trascrizione del film omonimo di Pasolini, i documenti e le fotografie di scena di Mario Dondero e Angelo Novi.

Domenica 4 ottobre, infine, si va fisicamente sulle tracce di Pasolini. Con partenza alle 9 dalla Libreria Nuova Europa I Granai, è prevista la visita di una giornata intera in pullman dal titolo Le strade di Pasolini, concepita per l’occasione da Roberto Ippolito. Uno dopo l’altro vengono toccati i luoghi simbolo che hanno segnato a Roma le vicende artistiche come quelle personali: da Monteverde a Ostia, dal Pigneto al Mandrione e non solo.

Un viaggio della memoria per ricordare e quindi non dimenticare comunque un pezzo della nostra storia e della nostra cultura. 

Emanuela Sirchia

“Siamo stanchi di diventare giovani seri,

o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:

vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.

Non vogliamo essere subito già così senza sogni”

I versi di Pier Paolo Pasolini

I versi di Pier Paolo Pasolini

I versi di Pier Paolo Pasolini

I versi di Pier Paolo Pasolini