Colpita in viso, gettata a terra e poi il colpo finale con il posacenere;  così Hellen Prelessi ha pagato caro il suo conto

È un giovedì sera come tanti, Hellen lavora al bar, serve caffè e chiacchiera con i clienti. Poi però l’arrivo di due nomadi, 28 e 31 anni, cambia il clima della serata. I due iniziano ad aggredire la donna, volano bicchieri, Hellen tenta di scappare ma i rom la raggiungono ed iniziano a pestarla senza pietà. In sua difesa il fidanzato che a sua volta viene aggredito.

Le grida di Hellen rimbombano ancora nel bar dove viene massacrata di botte con il risultato di un naso rotto ed un viso tumefatto. La violenza dura qualche minuto, tempo nel quale la gente presente lancia l’allarme mettendo in fuga i due aggressori. La polizia soccorre Hellen e raggiunge i due rom che poco dopo vengono arrestati.

Secondo quanto ricostruito, pare che la 28 enne abbiamo pagato il fatto di aver aiutato una sua collega a lasciare uno dei due rom con il quale era da tempo fidanzata e che regalava di tanto in tanto qualche livido. “E’ da tempo che mi minacciava, questa volta è passato ai fatti” ha parlare è proprio la vittima, aggredita al Bar Flavia in cui lavora. Lo fa dal suo letto di ospedale, con i postumi dei numerosi colpi subiti. Estesi ematomi e intensi dolori che vanno a sommarsi ai postumi dell’operazione che ha dovuto subire al setto nasale, spaccato sembra per un pesante bicchiere di vetro che le è stato scagliato in pieno volto.

Lo ha fatto per vendetta, me lo aveva detto tante volte che me l’avrebbe fatta pagare perché secondo lui gli avevo fatto perdere la compagna. Una donna che ha picchiato tante volte, una mia amica che ho voluto aiutare perché non sapeva come fare a liberarsi di lui, a sfuggire dalle sue quotidiane violenze – e prosegue – Ho cercato di aiutare una donna vittima di violenza, ma sono diventata una vittima anch’io”.

La donna racconta di essersi ritrovata in un vero e proprio incubo dal quale l’unica via d’uscita sembrava essere il licenziamento. Hellen, infatti, decide di cambiare lavoro e giro di amicizia. Ma l’uomo la trova e nel momento stesso in cui varca la soglia del suo nuovo posto di lavoro lei ha già capito tutto. Ora oltre al dolore fisico dovrà superare anche quello psicologico.

Francesca Interlandi