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Pescocostanzo: tra record di neve caduta e fake-news

Maltempo: le piogge, i temporali, la neve e record discutibili. La spiegazione di Filippo Thiery 

 

Durante l’ondata di neve e gelo di questi giorni, evento oggettivamente non all’ordine del giorno sia dal punto di vista delle temperature, che da quello delle nevicate fino al livello del mare anche sulle regioni italiane più meridionali, e dell’abbondanza delle precipitazioni su diverse zone soprattutto del versante adriatico, esattamente come accadde nel marzo del 2015, è ricominciata la gara al record mondiale di neve caduta.

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Nel 2015 la notizia, “falsa”, capace di rivendicare un presunto record mondiale di neve caduta a Capracotta e diffusa appositamente da più di qualcuno, terminò su lidi piuttosto prestigiosi come quelli del CNN, del servizio meteorologico tedesco e di MeteoFrance.

asePer questo abbiamo deciso di chiedere delle delucidazioni a Filippo Thiery, meteorologo di GEO (RAI3), visto che attualmente la caccia al record è ricominciata. Questa volta a Pescocostanzo.

Filippo, ci troviamo davanti  ad una nuova “bufala” ? 

“Assolutamente si. Senza nulla togliere all’abbondanza e alla spettacolarità delle nevicate di questi giorni su alcune regioni del centro-sud, a partire da quelle sulle località abruzzesi della Maiella, chiamare in causa presunti record del mondo è un altro paio di maniche, da questo punto di vista ci troviamo di fronte all’ennesima bufala mediatica””

Ci sono delle regole ben precise, stabilite per misurare lo spessore del manto nevoso? In questi casi, cosa non bisogna fare? 

strepitosa12Per essere più precisi, a prevenire le solite bufale mediatiche (se ne contano diverse altre nel passato, alcune addirittura capaci di fare il giro del mondo finendo anche sulla CNN e sui siti di informazione e meteorologici più prestigiosi d’Europa, spacciando per presunto record mondiale una nevicata che – per quanto spettacolare e abbondante – aveva in realtà cumulato un terzo di quanto dichiarato ai media, e non era un record neanche per sogno): la misurazione dello spessore del manto nevoso NON va effettuata in punti (tipo al ridosso dei muri delle case o del bordo stradale) dove agli effettivi accumuli si somma il strepitosa4contributo del trasporto eolico (i venti durante l’evento in corso, peraltro, spirano con particolare intensità), e magari addirittura quello della neve ammassata dalle pale o dagli spazzaneve (giuro, si trova anche questo).

Non è ovviamente in questo modo che si misura l’accumulo di neve al suolo,
bensì in condizioni standard, rigorosamente definite secondo le linee guida internazionali, che permettano di rilevare il solo apporto della precipitazione, e non quello della neve accumulata dal vento o dall’azione dell’uomo.
Insomma, memori delle bufale del passato, prima di chiamare le tv di tutto il globo e raccontare la neve caduta nel vostro comune come primato universale, tenetene conto!”

Vedi link in allegato.

http://www.nws.noaa.gov/om/coop/reference/Snow_Measurement_Guidelines.pdf

Vuoi farci un un esempio in particolare? 

“Per schematizzare con un semplice esempio pratico in termini numerici, cerco di spiegare al meglio la situazione con un Problema di geometria solida per studenti di scuola elementare (da svolgere sul quaderno a quadretti).

Supponiamo che durante una nevicata, su un’area grande un ettaro (cioè equivalente ad un quadrato di 100 m di lato, diciamo più o meno un campo regolamentare da calcio) cadano uniformemente 10 cm di neve.

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Una volta terminato l’evento, un signore con lo spazzaneve, per permettere lo svolgimento della partita sul campo di calcio di cui sopra, provvede ad ammassare tutta quella neve lungo una striscia rettangolare a bordo campo, della stessa lunghezza di quest’ultimo (quindi 100 m) e della larghezza di 1 m.
Domanda: supponendo trascurabile il contributo della fusione e dell’assestamento del manto nevoso durante queste operazioni, quanto risulterà alto, alla fine, il muro di neve a bordo campo?

Sarà alto 10 m. 

In caso di soluzione corretta: lo avevamo detto all’inizio, era un problemino da scuola elementare, però bravi comunque.”

Filippo, ti ringraziamo molto. Vuoi aggiungere qualcos’altro a quanto detto fino ad ora? 

“Vorrei fare un appello alla serietà e al rigore dell’informazione nivologica e meteorologica in genere, dalle quali abbiamo tutti da guadagnare.”

Vi invitiamo a seguire Filippo Thiery, ogni pomeriggio, dal lunedì al giovedì in onda intorno alle ore 16:10 su Rai 3, GEO.

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Emanuele Valeri

Sono appassionato di meteorologia e dirigo il sito "Neve Appennino" che raccoglie oltre 5000 utenti giornalieri. Sono fotoreporter e divulgatore scientifico

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