Una storia come molte ormai, fatta di violenza e minacce. Luigi Garofalo, ormai, si trova in carcere e la sua custodia cautelare è stata confermata

Sono tante, forse troppe le notizie di cronache che riempiono le pagine dei giornale nelle quali si legge di un marito troppo geloso che picchia la moglie, i figli, o nel peggiore dei casi si arriva a parlare di morte. Un fenomeno così in crescita che costituisce da diversi anni oggetto di misurazione statistica. Una vera e propria piaga sociale che ha dato vita ad un vero e proprio neologismi, il femminicidio.

Donne picchiate, maltrattate, perseguitate, minacciate. Tante facce della stessa medaglia che conducono ad uno stesso comun denominatore, la violenza.

Quella di oggi è la storia di Elena Farina, 45 anni, che più volte ha denunciato il suo ex marito per stalking ma alla fine se lo ritrova sempre di fronte. Una vita in fuga la sua, sempre alla ricerca di un posto in cui far perdere le sue tracce e quelle dei suoi figli, ma il marito li ritrova sempre, e se non è lui in prima persona invia i suoi emissari per avvisare la donna che presto verrà per ucciderli. Non sono, dunque, bastate quindici denunce né la violazione delle misure cautelari a tenerlo lontano in modo definitivo. L’8 gennaio, infatti, l’uomo si reca al bar gestito dalla ex moglie e da uno dei suoi figli; Luigi Garofalo, 46 anni, si ripresenta per l’ennesima volta nelle loro vite e questa volta è armato. Irrompe nel bar e tenta di sparare al figlio 19enne che troppe volte aveva preso le difese della madre, ma per fortuna la pistola si inceppa e il proiettile cade a terra. L’uomo viene arrestato ma rilasciato solo due giorni dopo, poiché l’arma utilizzata non è mai stata ritrovata. È stato così scarcerato con un divieto di avvicinamento che lui ha prontamente violato. Viene così arrestato uno seconda volta.

E ad oggi il marito continua a pensare all’ex moglie in maniera ossessiva, tanto da farle arrivare una lettere tramite un ragazzo che usciva dal carcere. “Sono pentito”, queste le parole che Luigi scrive ad Elena alla vigilia della convalida del suo arresto e della custodia cautelare in carcere.

La donna chiede pubblicamente che l’uomo venga trattenuto in carcere, “ io non gli credo, gli ho creduto troppe volte. Non gli auguro il male, ma il mio aiuto non l’avrà mai”.

La donna è terrorizzata e dopo l’ennesima richiesta di aiuto, è proprio ora che grida a gran voce di tenere l’uomo in carcere altrimenti “ci ammazza tutti”.

Francesca Interladi