QUELLE IMMAGINI CHE HANNO SCONVOLTO IL MONDO

Roma-

Ore 4:30 GMT, la provincia siriana di IDLIB, in particolare il villaggio di Khan Sheikhoun, subiscono l’ennesimo attacco aereo da parte dell’aviazione lealista siriana.

Dopo questo attacco, però, i sopravvissuti che vengono portati negli ospedali, manifestano contrazioni, dilatazione delle pupille, fuoriuscita di liquidi organici da più parti del corpo, difficoltà di respirazione.

L’Union of Medical Care Organization, non ha dubbi, si tratta di un attacco con armi chimiche, Sarin, in particolare.

Il Sarin o GB è un gas nervino a base di acido fosforico, rientra nelle armi di distruzione di massa, pertanto il suo utilizzo è vietato ed il suo utilizzo viene considerato crimine di guerra.

Prima di essere portato allo stato gassoso, si presenta come un liquido di colore giallo più o meno carico estremamente volatile, viene poi portato allo stato gassoso attraverso una serie elaborata di procedimenti eseguiti con macchinari non facilmente reperibili.

Il Sarin, come tutti i gas nervini, colpisce il sistema nervoso degli esseri viventi a meno che non si intervenga subito con un antidoto, che ha la funzione di “sbloccare” l’enzima colpito dal gas.

I sintomi dell’esposizione al gas, variano a seconda della quantità di gas inalata, sono la dilatazione delle pupille, la difficoltà di respirazione, la perdita di controllo delle funzioni del corpo, i continui spasmi, la perdita di liquidi organici.

La morte del soggetto avviene per soffocamento dovuto ai continui e ripetuti spasmi, ed avviene tra i 45 secondi ed il primo minuto successivo alla respirazione.

Di questo attacco attualmente si contano 72 morti e 170 feriti, ma il loro numero è destinato ad aumentare.

Sulla responsabilità dell’attacco ci sono pochi dubbi, è stata l’aviazione militare siriana leale al Presidente Bashar al-Assad, sulla dinamica dell’attacco si sta assistendo al gioco dello scarica barile.

Il portavoce dell’aviazione siriana lealista afferma che loro non hanno condotto operazioni in quella zona.

Il portavoce dell’aviazione russa, alleata di quella siriana, afferma che non è stato condotto un attacco con gas nervino, ma è stato colpito un deposito di munizioni chimiche pronte all’uso dello Stato Islamico, però, secondo informazioni dei servizi segreti russi, in quella zona non era certa la presenza di miliziani dello Stato Islamico.

La comunità internazionale tramite le Nazioni Unite, che hanno la stessa autorevolezza di un insegnante in gita scolastica, si è divisa, come sempre accade, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia, accusano il Presidente Assad di crimini di guerra e di essere direttamente responsabile dell’utilizzo di armi chimiche contro l’opposizione politica alla sua presidenza, mentre la Federazione Russa e la Repubblica Islamica dell’Iran, difendono il presidente siriano.

Nel 2013, il governo siriano ha raggiunto un accordo con la comunità internazionale per distruggere tutte le armi chimiche in sua dotazione, di questo accordo di facevano garanti la Federazione Russa e la Repubblica Islamica dell’Iran.

In base a questi fatti ci poniamo delle domande.

Perché queste sostanze si trovano ancora in territorio siriano, nonostante l’accordo per la loro distruzione?

Perché, queste sostanze, vengono utilizzate con particolare frequenza contro gli oppositori del Presidente Assad?

Fino a quando dovremo continuare a vedere queste immagini sotto il silenzio o la complicità della comunità internazionale?

Se esistono le Nazioni Unite, quale è il loro ruolo se vengono fermate da veti e contro veti?

Come deve essere applicato il reato di “Crimine di Guerra”?

Intanto le immagini scorrono……

Stefano Campidelli