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PAURA DEL BARCA

Un tifoso romano e romanista ha assistito per noi alla partita di Champions League Barcellona-Roma. Atmosfere da stadio per un incontro che, pur essendo recente, è già entrato negli annali della nostalgia del calcio.

Barcellona (dal nostro corrispondente)- Sono da poco le 19 e sono appena entrato allo stadio Camp Nou di Barcellona. Non ci sono molti tifosi. Vista la mia posizione alta si sente un po di lieve fresco serale. Osservo sorpreso che ci sono ancora poche presenze pur mancando solo un’ora e mezza, poi vedo bagnare in dei punti il campo penso che forse sia un lieve aiuto per i fromboliere blaugrana.

Dopo di tutto questo un po’ impaziente giro per il settore vedo di tutto: bandiere francesi, egiziane, ragazzi nel nord Italia venuti a tifare roma, anche giovani dello stesso sesso in un dolce scambio di effusioni, storie di un paese libero nel pensiero e moderno nelle leggi. Più sotto all’entrata allo stadio sono in arrivo i tifosi romanisti: urlano contro la polizia, fanno un po’ di rumore ma nulla di eclatante,  d’altronde anche in metro mi sono imbattuto in una ventina di ragazzotti con i colori giallo-rossi che mi hanno scambiato per spagnolo. Passa il tempo mi sto per risedere manca ormai una mezzora buona lo stadio è ancora poco affollato, intanto le squadre fanno la fase di riscaldamento. La squadra catalana va da sola. Non viene diretta da nessuno durante il riscaldamento, ciò che invece non avviene dall’altra parte e questo fa capire la subissale differenza, poi si ritirano. Mancano quasi quindici minuti. Ora, lo stadio si che è bello pieno: ci saranno all’incirca 75 mila spettatori. E’ uno spettacolo e vicino a me ci sono anche una coppia di cinesi che fotografano.

Siamo pronti, parte la musica. “The Champions”, “The Champions”… squadre in campo e poi…ecco la paura di andare in “Barca”. Non farò un commento sulle azioni non c’è bisogno visto il roboante 6-1 ed il 77% di possesso palla. Solo alla chiusura del primo tempo, si calcoli, che in circa dodici minuti il club catalano ha già avuto sbandierati 4 posizione di fuorigioco. Il team della Roma si proponeva agli occhi di tutti come una squadra scriteriata, troppo alta con la difesa forse per la paura di affrontare il loro “Tridentazo” costituito da Neymar, Suarez e Messi. E cosi Messi 2 volte, Suarez 2 volte, Pique e Adriano infilano per sei volte la palla alle spalle del portiere polacco dei “lupacchiotti “e poco importa se Neymar sbaglierà un rigore calciato con troppa superficialità (e a onor del vero anche il bosniaco Dzeko butterà alle ortiche pure lui questa possibilità dal dischetto ma poco dopo si rifarà per la modesta marcatura della “bandiera”). Ho voluto scherzare un po su visto il risultato ho creato le mie pagelle che troverete qui sotto:

LE PAGELLE

BARCELLONA:

Ter stegen 7: para il rigore e già si rinfranca dell’errore dell’andata dunque un punto in più a suo favore (Spettatore dell’Opera). Dani Alves 7: motorino instancabile nonostante l’età sgroppa sempre sulla fascia e distribuisce assist al bacio specie nel gol di suarez del 1-0 (Fluidificante Rapido). Piquè 7: entra pure nel tabellino dei marcatori che cosa si vuole di più in una serata di vacanza? (Signor Shakira). Vermaelen 6: poco lavoro d’altronde qualche giorno prima ha ben figurato nel classico (Sazio di Jambon). Jordi Alba 7,5: che assist ragazzi! Tocca più palle di tutti e uno dei coordinatori del gioco insieme a Rakitic della manovra blaugrana (Chi lo prende Alien?). Rakitic 8,5: E’ il vero faro velocizza ancor di più del vecchio capitano Xavi e possiede un piede che potrebbe fare invidia anche a Pirlo (Diamante Catalano). Busquets 7,5: Preciso diligente instancabile è anche migliorato negli anni tanto da divenire il cervello anche della squadra (Uomo Ovunque). Sergi Roberto 6,5: non è Iniesta e si vede ma il ragazzo ha personalità e si farà bravo nelle sponde (Calma e Gesso). Messi 9: Leo, Leo,Leo questo intonato i tifosi del Barca un motivo ci sarà facile dire che è un marziano, 2 gol e assist e tocchi deliziosi per la platea del Camp Nou e quindi ci viene da dire che Messi è il Barcellona e viceversa (Il figliastro di Maradona). Suarez 8,5: bravissimo specie nel gol del 3-0 forte, preciso, determinato e determinante punto forte del Tridentazzo e non morde neanche più ma mette comunque sempre paura nell’aria avversaria (Goleador senza Zanne). Neymar 7: spreca un rigore tirato con superficialità alcune volte si rende presuntuoso anche se sappiamo bene le sue doti (Bimbo che vuole il Chupa-Chupa). Bartra 6: non è Piquè e si nota subito e comunque ha un po di lavoro in più da svolgere (Otti-male). Samper 6: ottimo il ragazzo buon avvenire (Avventuriero). Adriano 7: giocava nell’Atalanta qualche annata fa stasera entra e segna un buon giocatore scappato dall’Italia (Almeno Bergamo festeggia). Luis Enrique 8: non sbaglia formazione è facile qui dirigere l’orchestra mica è come quando sedeva sulla panchina giallo-rossa qui tutti sono campioni che sanno cosa fare però si è preso un’altra bella soddisfazione da sbattere a tutti i romani (Adios Roma sto bene aqui’).

ROMA: 

Szeczney 3: non para nulla diciamo pure che il Barcellona non è una squadra che fa molti tiri e per questo il mio giudizio è disastroso benché abbia parato un rigore. Da notare che non fa mai un rinvio lungo (Cambio mister entro io).  Maicon 5,5: non è più lui, si vede. Prova a darsi da fare però. E  anche a fine partita dopo alcuni errori è onesto a metterci la faccia (Cavaller). Dignè 5: ma come può contrastare questi avversari questo ragazzo? Non è giornata. Lo si sapeva (Ragazzo triste).  Rudiger 3,5: Disastro. Messi, Suarez e Neymar non sono Borriello, Matos e Lasagna, quindi direi ai dirigenti di pensarci bene prima di riscattarlo (Dove sei Mapou). Manolas 5: Anche lui non può nulla per di più senza nessuno che possa dargli una mano in difesa (Partenone con le quattro frecce).  Keita 4,5: è a casa forse.  Lì è rimasto veramente. Non è più quello che qui col Barca vinse tutto e nonostante sia quello che effettua più passaggi precisi non incide nella manovra stasera (Troppa paella). Florenzi 5,5: bravo il ragazzo si farà ed uno dei pochi che mette lavoro, con una conclusione verso il 40 minuto temibile, a Ter Stegen (Soldatino senza fucile). Naingollan 4,5: Un po’ troppo appannato il lavoro in mezzo al campo è tosto specie se è gravato dalla diffida che con un giallo lo porterebbe a saltare l’ultimo match e quindi dopo 45 minuti esce (Ninja poco guerriero) Iago Falque 4: Non pervenuto proprio lui che esce dalla Cantera non può fare una partita cosi (Tiki-Taka non conosco). Pijanic 5:Qualche punizione interessante ma ha le polveri bagnate lui che sogna il grande salto deve crescere di più in queste partite in giallorosso (Cilindro bucato). Dzeko 5:Sbaglia un rigore, poco dopo si rinfranca con la marcatura della bandiera ma bisogna dire che oggi è mal assistito e per nulla servito e dunque è dura fare tutto da solo senza Gervinho e Salah (Non ci si arrampica sugli specchi). Iturbe 6:Entra ad inizio secondo tempo ed è davvero l’unico che mette l’anima ed il cuore corre ovunque come se il risultato fosse ancora di 0-0 (Tigre). Vainqueir 5: Non fa ne bene ne male e non è giustamente colpa sua se la squadra riceve l’imbarcata (Innocuo). Ucan 4: Pronti, via. Entra e causa il rigore che dire di più (Bravo bene bis). Garcia 4: Vorrei capire se voleva essere una partita alla Zeman o una alla Capello. Perchè in 12 minuti 4 posizione di fuorigioco fischiati al Barca mi appaiono troppi non si può schierare la difesa alta per poi non riuscire ad aver coraggio di portare un pressing e cosi si è già vittime di questi avversari che prima o poi ti colpiscono, anzi oggi ti mettono proprio al tappeto mister. (Ma ho capito che vinceremo con il Bate).

Cakir 7: Arbitro turco di ottima levatura gli sfugge si un rigore per la squadra di casa ma dirige alla grande. Non so quanti ce ne sono meglio di lui ora di fischietti in ambito europeo (Vieni a fischiare da noi).

Michele Belsito

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Michele Belsito

Internauta con la passione dello sport. La sua cultura calcistica spazia dalla serie A ai campionati di promozione. Non perde un match in ambito europeo: segue Bundesliga, Premier League e Liga. Tanti idoli e un solo amore, quello per la sua squadra. Ma guai a svelare il nome... Scrive poesie e si definisce "l'ultimo dei Romantici".

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