SE AVETE INTENZIONE DI RECARVI A PARIGI, IMPOSSIBILE NON VISITARE ANCHE IL NOTO CIMITERO DOVE SONO SEPOLTI ARTISTI E LETTERATI

Parigi – Un soggiorno nella capitale francese è sempre un’esperienza unica, che soprattutto nella stagione primaverile permette di visitare alcuni dei luoghi più iconici della storia del mondo. Al di là della Tour Eiffel che svetta imponente nel cielo parigino, con ai suoi piedi la Senna e i caratteristici bateux-mouches colmi di turisti, al di là dell’Arc de Triomphe, della cattedrale di Notre-Dame, del Louvre e di tanti altri meravigliosi scorci che Parigi offre ai visitatori, una tappa quasi obbligatoria è quella che conduce ad immergersi in una sorta di mondo parallelo a Père-Lachaise. Si tratta infatti di un vero e proprio luogo cittadino a sé stante: ovvero, un cimitero di 48 ettari, non vicinissimo ai posti centrali ma presto divenuto una sosta imprescindibile per i turisti giacché, come è noto, le autorità francesi allo scopo di accrescerne la fama decisero di riesumare alcune salme illustri, per trasferirle proprio a Père-Lachaise.

Il cimitero è diviso in settori ed è percorso da tante stradicciole dove sono sepolti scrittori ed intellettuali come Marcel Proust (pare che solitamente sia consuetudine porre una madeleine sulla tomba del romanziere, in ricordo del suo capolavoro Alla ricerca del tempo perduto) oppure Oscar Wilde (sulla tomba dello scrittore, protetta da un vetro, e su cui peraltro trova collocazione un angelo alato, sono impressi tantissimi baci colorati di rosso, opera di estimatori e lettori che giungono da ogni parte del mondo per tributargli un saluto), ed artisti come Édith Piaf (tradizione vuole che le persone debbano portarle in dono delle rose rosse, con richiamo all’eterna La vie en rose) oppure Jim Morrison, leader dei Doors, morto a Parigi negli anni ’70. In particolare, la tomba di Morrison spicca sulle altre, che variano nella dimensione, nel colore, nella decorazione, per via di mazzi di fiori freschi portati in dono da un numero incalcolabile di apprezzatori e delle scritte che ne ricordano le canzoni e l’esistenza turbolenza, perennemente al di là di ogni conformismo.

E proprio ad una leggenda legata a un altro artista intramontabile come Chopin  le cui spoglie sono sepolte nel cimitero parigino poiché gli fu impedito di tornare nella natìa Polonia per via della Rivoluzione di Novembre ma il cuore riposa invece a Varsavia – è legata la traccia “Il cuore oltre il confine”, che alcuni studenti sono stati chiamati a svolgere nell’ambito del concorso lanciato da Cardioteam Foundation onlus per il recente Salone del Libro di Torino.

Simona Cappuccio