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PAPE SATÀN ALEPPE

IL RICORDO DI UMBERTO ECO COL LIBRO POSTUMO EDITO DA LA NAVE DI TESEO, CHE AL MOMENTO DELL’USCITA HA VENDUTO 75MILA COPIE IN UN SOLO GIORNO

Milano – “Pape Satàn, pape Satàn aleppe” è il verso che Dante fa pronunciare a Pluto, dio greco della ricchezza, nel settimo Canto dell’Inferno. Ci troviamo nel Quarto Cerchio, e di lì a poco avverrà l’incontro con le anime dannate degli avari e dei prodighi. Il verso – ancora oggi di dubbia interpretazione, malgrado la soluzione che lo vuole un’invocazione a Satana – dà il titolo al volume postumo di Umberto Eco, scomparso a Milano il 19 febbraio.

Il libro ha venduto al momento dell’uscita 75mila copie in un solo giorno e raccoglie in meno di cinquecento pagine le ‘Bustine di Minerva’ scritte dall’autore piemontese per L’Espresso dal 2000 al 2015. Pensieri, ragionamenti affidati alla penna, riflessioni nel tipo stile del semiologo, autore del best-seller Il nome della rosa. Le “Cronache di una società liquida” del sottotitolo, chiaramente riferibili al pensiero di Bauman (secondo cui l’oggi è caratterizzato da una sconfortante mancanza di ‘solidità’), peraltro affrontato da Eco in una ‘bustina’ dello scorso anno. Ma Pepe Satan Aleppe, oltre a rappresentare l’ultima opera di Eco, è anche quella d’esordio di una nuova casa editrice. Stiamo parlando della Nave di Teseo, fondata con Elisabetta Sgarbi, che è il direttore generale ed editoriale, dopo un’identica ‘fuga’ da Bompiani. Umberto Eco, nell’ultimo anno, si era infatti dedicato a questa iniziativa a seguito dell’addio al colosso dell’editoria nazionale, non senza qualche polemica, sottolineando come l’abbandono di quella che lui aveva definito “Mondazzoli” fosse ormai necessario.

E sono proprio le parole della Sgarbi all’Ansa a esplicitare il senso più importante di questa raccolta di saggi e pensieri sull’attualità a firma Eco: «Era fiero di questa nuova impresa. Era il suo orgoglio, la cosa più importante di cui abbiamo parlato fino all’ultimo. È l’eredità che ci lascia da portare avanti».

Simona Cappuccio

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Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

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