Diario di BordoMicro

PAPA FRANCESCO TRA LA GENTE DEL LIDO: “MISERICORDIAMO OSTIA”

Il commento del Vescovo Paolo Lojudice, del Prefetto diocesano locale Salvatore Tanzillo, del Parroco di Stella Maris Mons. Plinio Poncina, di Natali per Sant’Egidio – un messaggio fortissimo: il Papa ha ascoltato, pregato e consegnato un rosario, ha fatto vedere che significa essere davvero sacerdoti, essere tra tutti, non isolare nessuno, non scegliere parti, ‘sorprendere’ senza cercare riflettori e politica, accogliere e sperare sempre, non accusare né vendicare, non usare Dio ma solo Servire, uomo di tutti, uomo degli altri

PAPA FRANCESCO TRA LA GENTE DEL LIDO: “MISERICORDIAMO OSTIA”

‘Blitz di Misericordia’, improvvisata ma provvidenziale, tra i palazzi del quartiere, ma anche, a dirle tutte, nella ‘parrocchia delle scuole’, dove famiglie e docenti combattono spesso odio ideologico e strumentalizzazione dei giovani o anche la zona dove volontari riqualificano con disegni murales e aiuole. Domenica Ore 16 ancora sul Territorio: Casal Bernocchi, Parrocchia San Pier Damiani quartiere di Popolo e di Dio, periferia fisica ma non esistenziale.

Papa Francesco a Ostia, la voce si rincorre di strada in strada, da condominio a condominio. Il tam tam si sussegue e si amplifica. E’ vero: il Papa della tenerezza è sceso dalla sua utilitaria, ha suonato al campanello di una casa, ha visitato qualche famiglia e si è intrattenuto qualche minuto con la gente dei palazzi e con chi, via via, arrivava dalle strade tutte intorno. Ma sebbene molti dicono che sia “un’improvvisata” in cuor nostro tanti sentono che questa ‘passeggiata fuori porta’ porti con sé diversi messaggi e davvero importanti più o meno consapevoli.

Anzitutto è una visita che inizia a completare un incontro intrapreso a Ostia Centro ma forse davvero molto poco rappresentativo della cittadina. E in effetti la gente di Ostia lo aveva sperato da tempo che Papa Bergoglio venisse nel più grande quartiere d’Italia tra il popolo vero di qui; fin subito dopo la sua prima visita nella ‘Cattedrale’ Regina Pacis, sull’agorà sabbiosa della più alta duna della cittadina ostiense, seppure affogata nella felicità suscitata da quello sguardo tenero che rimbalza dagli schermi uscendo dagli ultrapiatti capace anche così di scaldare, tuttavia una certa amarezza aveva attraversato i cittadini per la vista di quel Papa che, in qualche modo, veniva un pò condotto lontano, per un percorso esclusivo e per pochi, sebbene avesse, diremo, tentato di sfuggire il protocollo smarcandosi dal corteo, che lo avrebbe poi, più o meno direttamente,  condotto nel tempio cristiano, per scendere invece al Luna Park e incontrare le suore missionarie.

Questa volta non l’hanno tenuto davvero: ha scelto di ‘onorare la gente’ e Ostia, qualcuno dice che non sarà nemmeno l’ultima ‘scappatella’. E poi c’è l’importanza che questo sia accaduto veramente a pochi giorni dal Centenario delle Apparizioni di Fatima, evento mondiale nel quale il Cielo ha dato un messaggio universale di come il Bene non dipenda tanto dalla grande capacità organizzativa, partecipativa, politica, ma come Dio direttamente sappia scegliersi tra i più piccoli e semplici, isolati e impreparati, disadatti, disadattati, i futuri messaggeri per mostrare il Bene comune, nello stesso tempo affidando anche un monito ai potenti, ai forti, ai vincenti, che un auto determinazione progettuale senza coscienza, un relativismo materialista, una superficialità edonistica e di facciata, da immaginetta, un separare per parti e polarizzare, tutto questo porta con sè solo un’infelicità più o meno nascosta.

E Ostia, con il suo Territorio, spesso mostra un’infelicità e una rabbia che davvero sembrano arrivare al Cielo. Certamente la scelta della visita di Papa Francesco non sarà dipesa se non dalla voglia di incontrare la gente semplice delle case popolari di una periferia, ma fa riflettere il fatto che sia avvenuta proprio nei luoghi dove maggiore è la presenza delle Scuole, dove i muri ci parlano (come si vede nelle immagini riportate) di slogan che spaventano, di linguaggi offensivi più o meno improvvisati e, ultimamente – solo pochi giorni fa – addirittura di ‘attacchi’ diretti agli stessi sacerdoti. 

Una certa preoccupazione emerge dalle parole di Mons. Fisichella che ha accompagnato il Santo Padre in questa visita :”Perchè il Papa ha scelto proprio Ostia? Anche perché è un’area molto vasta e molto problematica, una periferia che ha bisogno di attenzione e cura. Per questo la ha scelta tra tutte”, ha spiegato.

Ma è vero anche che Ostia e specialmente questa zona è un luogo dove tanti cittadini si sono rimboccati le maniche e hanno avviato lavori di riqualifica spontaneamente; è ad esempio il caso dei Volontari di Largo Roncagli che hanno curato da soli proprio le aiuole dove Papa Bergoglio ha camminato per raggiungere i condominii dove ha fatto visita. E sono sempre loro che hanno chiamato dei writers e degli artisti che, a poche decine di metri da là, hanno dipinto i palazzi e un asilo d’infanzia sottraendo al vandalismo i muri e la strada e ancora continuano.

E invece ‘il Cielo’ ci viene a visitare. Ostia riceve un dono enorme. Papa Francesco ha scelto provvidenzialmente un posto particolare per mandare questo messaggio: la gente non è sola, la zona è animata da uno Spirito di Vita nuova, i giovani hanno i loro grandi vicino, i loro buoni maestri e c’è anche lui che segue: Papa Francesco che è vicino e non sta a guardare.

Grazie al suo esempio bisogna senza dubbio  dire che siamo sempre più abituati a questo modo così ‘pastorale’ di essere cristiani, laici e sacerdoti, un fare popolare ma che non cerca la popolarità politica perché è anzitutto centrato su Gesù,  non sul proprio Io o sulla propria idea di giustizia, ma sul Suo esempio verace, sul Suo rapporto con la gente, con il popolo, con la persona. E’ proprio una relazione con Gesù più che una religione.

E così sono molte sul Territorio le attività che via via si intraprendono; l’esempio di Bergoglio è trascinante. Anche il fatto di aver nominato un Vescovo ‘aiutante’ per la zona Roma Sud e Ostia Mons. Palo Lojudice (anche lui missionario itinerante, pellegrino in utilitaria) che, usando le sue stesse parole, passa ormai più tempo a Ostia e nel X Municipio che in tutte le altre parti di Roma e nei palazzi di San Giovanni in Laterano,

Ci esprime proprio il Vescovo PAOLO LOJUDICE circa la visita di Papa Francesco in Ostia :

”Questo Papa sceglie spesso in via diciamo così estemporanea, non poche volte apprendiamo le sorprese dai giornali stessi. Ha iniziato durante l’Anno Santo a uscire in particolare nei, li chiamava, i Venerdì della Misericordia e li porta avanti. Si ritaglia così uno spazio privilegiato per incontrare alcune persone, ma l’incontro con la gente, il ‘pastore che ha l’odore delle pecore’ è a prescindere da queste visite, è una sua caratteristica. Lui, nei limiti del suo ruolo, vuole continuare a fare il pastore, come un parroco, un sacerdote, vuole essere il primo a dare l’esempio. E poi ha più volte detto che non potrebbe stare solo, questa anche la scelta di rinunciare agli appartamenti papali per andare a Casa Santa Marta con altri sacerdoti; ci ha detto più di una volta che non può fare a meno di essere tra la gente, addirittura ad una delle prime udienze disse ironicamente ‘per motivi fisiologici, addirittura psichiatrici’, altrimenti, disse proprio, ‘sarebbe diventato matto’.

La visita a Ostia potrebbe essere anche un incoraggiamento per la gente. Io credo che sicuramente qualcuno gli avrà fatto presente che il Territorio di Ostia ha diversi problemi. Torno anche io, proprio in questo momento, da una visita in alcune case ad Acilia. Anche l’entroterra del Municipio ha bisogno di molta attenzione. E’ un bene che Papa Francesco sia presente a Casal Bernocchi nella Chiesa San Pier Damiani ancora a far sentire la sua presenza cristiana e umana tra tante belle famiglie e persone.”    

Essere tra la gente del quotidiano ci fa capire come la Chiesa, i Cristiani (e non solo Cattolici, ma anche i fratelli Ortodossi, Protestanti) stiano aiutando questo Territorio, sotto gli occhi di tutti fortemente tribolato, a mostrare ‘il vero volto’ aveva detto proprio ‘don Paolo’, come lo chiamano ancora molti, qualche tempo fa presso la Chiesa di Sant’Agostino Vescovo, la Bellezza che non è solo nel Paesaggio ma rispecchia nelle Persone che lo vivono. Perché abitante e ambiente non possono essere alla fine così distanti o separati.

E proprio don SALVATORE TANZILLO parroco di Sant’Agostino e Prefetto diocesano locale ci dichiara sull’incontro di Papa Bergoglio a Ostia :

”Papa Francesco ci insegna la bellezza di sentirsi vicini alla gente soprattutto a quella che ha bisogno di un conforto di una vicinanza. E’ un andare spontaneo, senza strategie, diritto verso la gente che soffre. E’ una Pastore che vuole andare dove sente che c’è chi è nella sofferenza, niente di più. Non ci sono secondi fini di tipo politico e credo che neanche abbia pensato particolarmente a Ostia nello specifico a questo o quel momento di decadenza. Credo che abbia semplicemente preso in considerazione una lettera scritta con una richiesta personale. E’ comunque una visita che fa bene a tutta Ostia. E’ un Pastore e un Parroco dopo tutto.”     

Unico a sapere del vero e proprio ‘blitz’ di Papa Bergoglio il Parroco della Chiesa in zona Maria Stella del Mare monsignor Plinio Poncina che ha avuto giusto il tempo di organizzare una piccola squadra di famiglie e bambini armati di cartelli tanto colorati quanto improvvisati per esprimere tutta quella gioia davvero incontenibile.

Un vero e proprio ‘blitz’ di Misericordia a Ostia, fulmineo ma potentissimo. Ha dato un chiaro esempio di come si comporta un buon sacerdote, un buon maestro, educatore, pedagogo, che è in mezzo a tutti, non esclude nessuno, non sceglie parti, parla con ciascuno, ascolta, accoglie e soprattutto affida alla preghiera, che non da soldi ma una coroncina del rosario. Non a caso la scelta di Papa Francesco di lasciare dei Rosari chiedendo anche, come sempre fa, di pregare per lui. Perché abbiamo bisogno di pregare e di chiedere preghiere per cambiare le cose, di invocare la Pace di Dio, di pazientare e sperare sempre nel suo intervento, di ricordarci che un sacerdote è al Servizio sempre di ognuno, un buon pastore che segue la pecora sola e smarrita piuttosto che mettersi a capo di un gregge di vincenti.

Ecco quindi la riflessione del Parroco Mons. PLINIO PONCINA sulla sorpresa del Papa nella sua Parrocchia Maria Stella del Mare :

”Il Papa ha voluto incontrare la gente da persona a persona, a cuore a cuore, per questo non ha voluto che si sapesse nulla. Alcuni sapevano che sarebbe venuto a benedire un Sacerdote e hanno visto un Sacerdote. Lui era tutto contento di incontrare la gente proprio nella genuinità e ha raggiunto questo scopo. Essere lì presenti significava vedere le lacrime di gioia, piangere di gioia, la sorpresa, la sorpresa di Dio che attraverso il Papa veniva a trovarle nelle loro case. La genuinità delle case popolari, quella spontaneità dove ci si parla quasi da casa a casa senza muri.”

In conclusione la visita tra le case e le strade di Ostia, che alcuni credono non sia affatto l’ultima, e la visita Pastorale insieme al Cardinale Agostino Vallini a San Pier Damiani in Casal Bernocchi fanno capire, ascoltando il commento di STEFANO NATALI responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Ostia, come Papa Francesco consideri le periferie luoghi esistenziali dove ascoltare il battito del Cuore non solo di Roma, della Città e della Chiesa sede Apostolica, ma anche del mondo intero. Ciascuno può uscire dalla solitudine e anche noi possiamo capire come è importante andare a trovare a casa gli altri, curare la dimensione personale, non pensare sempre al social al pubblico. In un periodo dove i dottori vanne sempre meno a visita domiciliare, dove le unità di strada educative e i progetti sociali di educativa territoriale vengono tagliati la forza di un Papa capo della Chiesa Cristiana Universale citofoni, bussi alla porta ed entri è un segno che Ostia non deve dimenticare mai più. 

 

 

Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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