Un altro Segno forte a Ostia, per la Chiesa di qui, Roma e i cittadini: il Vescovo Paolo Lojudice risponde alla richiesta d’aiuto del più anziano don Plinio,dice messa,ascolta,consola la gente nella parrocchia che fu anche del piccolo Simeone N. nei giorni in cui il Santo Padre dall’incontro di Dublino delle famiglie ammette il ‘fallimento’ di una certa chiesa per i crimini di pedofilia

LA CHIESA DI PAPA FRANCESCO, DOVE IL ‘VESCOVO DI OSTIA’ FA IL VICEPARROCO PER AIUTARE UN SACERDOTE PIU’ANZIANO

Anche DOMENICA 26 Agosto dalle 9: “Essere tra tutta la gente della comunità senza differenze di gruppi, sociali, di cammini”: spezzare insieme il Pane e il Vino in un periodo che nasconde anche un pericolo ‘cattolico’ settario,fondamentalista e integralista anche sul nostro Territorio

S.E.R. mons. Paolo Augusto Lojudice si è messo a fare il Viceparroco a Ostia. Don Plinio aveva chiesto aiuto perché rimasto solo nel mese di Agosto e ‘don’ Paolo, così lo si chiama da sempre, non se l’è fatto dire due volte: è tornato a fare il Pastore a farsi carico dell’odore delle ‘pecorelle’ di tutto il quartiere.

Ed è davvero significativo che questo capiti nella parrocchia che fu del piccolo Simeone Nardacci, di cui solo pochi giorni fa l’Istituzione Politica del X Municipio ha deliberato unanime l’approvazione di un luogo pubblico a memoria perpetua del piccolo ‘figlio di Ostia’ ucciso dalla violenza. All’ultima preghiera in ricordo del piccolo c’era anche lui , il Vescovo ‘don’ Paolo.
Sebbene in queste settimane abbiamo mantenuto il riserbo , sotto suo espresso volere, per lasciarlo a stretto contatto con la Comunità locale specifica oggi volevamo condividere con voi la notizia che ancora DOMENICA 26 Agosto sarà nella Chiesa più vicina alle Scuole di Ostia , celebrerà la funzione delle 9 e delle 12, potrai incontrarlo e parlarci personalmente e potrai ricevere una Consolazione dal confessionale. S.E.R. mons Lojudice non è nuovo a Segni così forti nei confronti della Chiesa locale e della Società Cittadina.

Nominato, indiscrezioni autorevoli ci dicono, praticamente in modo diretto da Papa Francesco, porta quello che è il messaggio del Santo Padre , quanto più vicino a quello evangelico nella semplicità e nella sostanza, in maniera coerente e le ‘pecorelle’ dell’ovile – e non – riconoscono la Voce del Maestro, riconoscono cosa sia veramente essere di Cristo, Cristiani. E ahinoi , come cartina torna sole, si vede anche quanto invece la Chiesa debba ancora cambiare per non ‘essere soltanto fumo’ molto spesso di fronte ancora non ha avuto la Grazia di riconoscere Gesù e il Suo richiamo.

Del resto Papa Francesco da Ostia manda messaggi e Segni a Roma e al Mondo davvero straordinari: solo poco più di un anno fa Papa Bergoglio passava tra le case e i condomini della zona a benedire e incontrare nelle loro abitazioni le famiglie e poi nel Corpus Domini del 3 Giugno scorso da Ostia mostrava l’Eucarestia a tutta Roma e al Mondo in questa straordinaria periferia fisica ed esistenziale.

E Così il Vescovo di Roma Sud e di Ostia ha tolto i paramenti che la storia millenaria di Santa Romana Chiesa Cattolica gli attribuisce a suo titolo, gli appellativi ‘aristocratici’ frutto della tradizione araldica della ‘categoria’ clericale e si è messo la stola da sacerdote e ha iniziato ad ascoltare la gente di Stella Maris, Parrocchia di Ostia in Viale dei Promontori, a confessare chiunque si affacciasse per ricevere il prezioso Sacramento, a dire messa tra il popolo laico di Osita Levante ad accogliere tutti per spezzare il Pane di Gesù insieme alla gente a bere il vino consacrato, il Suo Sangue in modo che tutti ne possano godere. Tutti, nessuno separato da un altro, nessun gruppo in disparte rispetto alla Comunità Ecclesiale. E’ un messaggio un segno molto forte in momenti storici dove nel mondo, come in questo territorio ostiense, si affacciano derive settarie, in alcuni casi anche un certo fondamentalismo ed integralismo escludente ed emarginante.

Che bello questo messaggio alla Parrocchia Stella Maris, che dopo quello del Vescovo di Roma e Papa Francesco viene rilanciato da un suo Ausiliare Vescovo Roma Sud e Ostia. Un messaggio dato a questa comunità (di essere tra tutti e sempre senza distinzione) e anche un messaggio alla società dalla Chiesa nel suo essere Cristiana nel profondo. Quante volte infatti noi sui posti di lavoro ci dividiamo in categorie, in gruppi, in classi e quello che il più grande fa non lo può fare il più piccolo e viceversa e dove c’è competizione e arrivismo, in alcuni casi quasi classismo, razzismo sociale, un bullismo adulto. Quante volte sul lavoro una soluzione non si trova perché ‘non tocca a me’, perché ‘deve pensarci quello e altrimenti deve essere redarguito’. Quante volte il più giovane fa le scarpe al vecchio, lo rottama, lo cestina. Queste sono le regole del mondo molto spesso, del riciclaggio: ma l’essere umano non è un oggetto e una cosa.
Solo qualche mese fa il Santo Padre dalla Basilica di San Giovanni , sede del Vescovo di Roma, diceva ai Romani questo , che i più Anziani sono Radici e bisogna quindi amarli in quanto tali e questa società, questa città dalle radici.
E il Vescovo Paolo ce lo viene a ricordare: ai Cristiani anzitutto, che non dobbiamo rimanere chiusi a chiave nei gruppi, nei cammini, nei movimenti, nelle organizzazioni settarie e che deve tornarci in mente Gesù che ci diceva “se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?”. Quante volte noi ci diciamo e facciamo dire e vedere buoni cristiani quando solo facciamo per il nostro gruppo, la nostra realtà e magari neghiamo a noi e a qualcuno del gruppo di frequentare altro.

Allora questo Vescovo di Ostia, ausiliare di Roma Sud lancia questo segno importante: ascoltiamolo. Soprattutto sappia chi non è tanto credente che Gesù, il capo della Chiesa, faceva e fa così. Sta con tutti soprattutto con chi si è smarrito, magari nel bosco. Non abbandona, non seleziona, non riserva solo per alcuni, ma spezza il Pane con tutti e Beve il Vino , da il suo Sangue e il Suo corpo a tutti.
MIHI FECISTI dice il motto nello stemma araldico di S.E.R. mons. Paolo Augusto Lojudice ed è ben scritto. Mostra la Via della Chiesa di Cristo, quello che fai a un piccolo, a uno che ha bisogno, a un anziano, in maniera certo ordinata e seria, lo fai a Gesù stesso.