La giornata della Pace il 21 Settembre riavvia l’iter dell’ “Ufficio” del Dialogo, interviene il Direttore :’3 soluzioni’

OSTIA TERRITORIO SUL CAMMINO DELLA PACE,UNA GIORNATA,UN ‘OFFICIO’

La ‘porta stretta’ di una Laicità che non ‘separa’ abbraccia Cultura e Culti e sappia disinnescare le derive settarie/integraliste, le speculazioni economiche e un ateismo mascherato da laicismo. In aula ‘Massimo di Somma’ l’esperienza dell’Arsenale della Pace,il Sermig

Prosegue il cammino del X Municipio di Roma nel segno del recupero della sua storica identità multi culturale e confessionale. Si è riunita la Commissione Pari Opportunità presieduta dalla Presidente FILOMENA Cotti Zelati e che ha visto la partecipazione , oltre delle rappresentanze istituzionali e politiche, anche di diverse associazioni.

Tra i temi trattati hanno avuto un ruolo principe l’Istituzione di una Giornata della Pace sul Territorio e il conseguente ‘Ufficio della Pace e del Dialogo’ già deliberato il 30 Gennaio 2015 ma ancora mai attivato, che in un primo momento – e chissà per quanto tempo –  consisterebbe da un lato nel ‘censimento e mappatura’ delle realtà inerenti al tema presenti sul territorio e dall’altro alla stesura di un calendario di eventi pubblico/istituzionale – molti già esistenti privatamente – da promuovere e condividere tra centri di cultura e di culto. Questo percorso non va assolutamente a confondersi e confondere eventi di tipo ‘religioso’ – o squisitamente della propria identità culturale –  ma permettere ai cittadini di conoscersi nella propria cittadina in ambito culturale e laico ciascuno riconoscendo e valorizzando i valori e i temi comuni magari attraverso attività culturali e sportive.  

Andando maggiormente nel merito dell’assise tenuta al Palazzo del Governatorato e in Aula Massimo di Somma va detto che anzitutto si è definito il 21 SETTEMBRE come giorno per portare l’attenzione cittadina, in senso Laico, ai temi condivisi della PACE . Questo verrà fatto con semplicità, con ogni probabilità, attraverso un Messaggio Istituzionale a tutte le Scuole del Territorio ribadendo i valori comuni e universali ma soprattutto sottolineando quel ‘comportamento pacifico’ quotidiano che nasce nel rapporto con ‘tutti’ i compagni, insegnanti, genitori . In questo punto si è inserito l’intervento di Loredana M. (del gruppo ‘Rinaldo in Campo’) che ha esposto un’esperienza italiana ‘cristiana e laica’, ora a livelli internazionali, ‘l’ARSENALE DELLA PACE’ (percorso spirituale e insieme laico ‘senza che i due aspetti si escludano anzi si rafforzino come è avvenuto’) richiedendo l’inserimento nel comunicato di un spunto di riflessione frutto proprio del documento dell’Arsenale (SERMIG).

Dunque, dopo una presa di posizione politica unanime che progressivamente coinvolga le Scuole, da e per quest’anno , ci si è poi confrontati sull’organizzazione di un ‘Agorà’ [probabilmente nel cortile interno del Palazzo del Governatorato, il chiostro] nella quale poter esprimere , con pensieri, letture, poesie, riflessioni, il sentire attorno alla ‘pace’ , a iniziare – ci tengono a sottolineare in aula Massimo di Somma – ‘da noi politici del territorio nel segno dell’esempio, nei modi di fare e comportarsi’ – l’incontro ha approfondito  la questione legata ad un ‘officio’, un cammino continuo, ad un ‘lavoro’ per tutti i cittadini e di tutti i giorni adibito alla Pace in qualità d’incontro e dialogo e quindi nel concetto fondamentale che la Pace non sia solo la celebrazione di un giorno ma l’opera di relazione e mutua conoscenza secondo una ‘pedagogia della prossimità e della quotidianità’ in senso istituzionale e pubblico.

Nelle scorse assemblee per questo era emersa unanime da tutte le componenti politiche la necessità di riprendere questi documenti varati in un periodo istituzionale del nostro municipio di grande discontinuità e nello stesso tempo di munirsi di uno strumento pubblico di partecipazione per evitare i sempre presenti PERICOLO DELLA LOGICA SETTARIA , da un lato le separazioni e (auto)ghettizzazioni culturali (che in alcuni casi sfociano dall’intolleranza e dal pregiudizio in integralismi e fondamentalismi, nel proselitismo e nel plagio) dall’altro il modus operandi della ‘cosa nostra’ le ‘reti private’ o a ‘percorsi lobbistici’ , l’intraprendere progettazioni non realmente partecipate e in alcuni casi addirittura speculazioni dal carattere economico che nulla avrebbero a che vedere con il la crescita delle culture e delle relazioni, in senso pubblico istituzionale (figuriamoci quando legate a percorsi religiosi e spirituali, ndr)  nel segno della ‘prossimità’ o nel vero interesse dei cittadini.

Per l’occasione è stato convocato il Direttore DI MAIO che, dopo aver esaminati con gli Uffici Amministrativi predisposti’, ha affermato che la Delibera 10975/2015 non ebbe mai – forse per i motivi suddetti legati all’instabilità politico istituzionale (e chi scrive aggiunge alle interferenze costruite ad hoc per minare il processo di partecipazione del territorio ostiense) – il conseguente atto di ‘determinazione’ al fine di diventare operativa.

Tuttavia , al momento attuale, ci riferisce il Direttore, il Municipio si vedrebbe impossibilitato , per problemi di organico, a ‘istituire’ un altro nuovo Ufficio Pubblico fermo restando che si riconosce l’importanza di un organismo predisposto al tema dell’incontro e del dialogo tra culture e confessioni vista la crescita dei flussi migratori e della necessità di organizzare le diverse provenienze e identità nel segno della pluralità e della rappresentanza ‘pubblica’ sancita dal dettato costituzionale.

L’assemblea di commissione si è dunque adoperata a trovare diverse soluzioni affinché l Servizio nei confronti dei Cittadini di diverse Culture e Confessioni possa trovare un approdo per essere comunque avviato. In effetti , concludeva DI MAIO, alla determina d’attuazione mancherebbe soltanto che il forte interesse politico palesato si trasformasse nella ‘decisione’ di dare seguito in un modo o in un altro.

La discussione Istituzionale si è scambiata pareri diversi finché sono emerse 3 Soluzioni che rispecchiano forse 3 modalità di approccio e d’interpretazione del ‘lavoro’ di questa ‘assemblea pubblica su Pace e Dialogo tra Culture, popoli e Confessioni’

  • Un TAVOLO interno alle CONSULTE MUNICIPALI; potrebbe essere considerata la via più ‘popolare’ coinvolgendo sullo stesso piano associazioni, cittadini, rappresentanti di centri di culto etc.
  • Un UFFICIO vero e proprio agganciato ad un altro già esistente all’interno dei SERVIZI SOCIALI; sarebbe un’interpretazione più qualificata e progettuale, a questo punto è stato consigliato il già presente ‘Ufficio EUROPA’
  • L’idea originaria , un UFFICIO STRUTTURATO indipendente nel calendario delle attività sebbene, collegato ad un Ufficio già esistente del municipio ma costituito come un Pool Operativo, secondo la scelta nella logica di rete strutturata, con rappresentanti dei centri di culto, Insegnanti delle scuole incaricati (figure strumentali) e tecnici invitati ad hoc. Questa task force sarebbe poi in comunicazione con una realtà assembleare di associazioni e cittadini.