Diario di BordoMicro

OSTIA – SE IL ‘BLUE WHALE’ NUOVO ERODE MINACCIA IL TERRITORIO FATE COME LA FAMIGLIA DI GESU’

La distruzione ‘voluta’ della Famiglia e della mutua normale solidarietà tra Famiglie, rete naturale e gratuita, apre le porte ‘infernali’ non solo di fenomeni come ‘blue whale’ ma di tutta una ‘schifosa’ mercanzia anarcoide, un giro di soldi, di consumismo, privato e pubblico, progetti e consulenze d’oro anche inter  pseudo istituzionali. Lo sfogo di un Operatore:  “Svegliatevi mamme e papà! Si guardano bene dallo sconfiggere questi ‘mostri’ perché ci mangiano: volete che vi elenchi i Progetti anti Blue Whale, Bullismo, Omofobia etc. che stanno uscendo e tutti i loro costi di consulenza?”

OSTIA – SE IL ‘BLUE WHALE’ NUOVO ERODE MINACCIA IL TERRITORIO FATE COME LA FAMIGLIA DI GESU’  

“BULLISMO, BLUE WHALE, OMOFOBISMO, FEMMINICIDI ETC.”: SVEGLIA, C’E’ CHI FA SOLDI E POTERE SULLA PAURA E SUI BIMBI. FATE COME LA FAMIGLIA DI GESU’:LASCIATE, PER I VOSTRI FIGLI, QUESTO ‘PAESAGGIO CULTURALE’: TORNARE ALLA FAMIGLIA PER LA TRANQUILLITA’ DI UN PROGETTO SOLIDO E A LUNGO TERMINE… E GRATIS!

E la semplice soluzione per vivere in pace è sempre la stessa: per difendere giovani e Famiglia da un nuovo ‘Erode’, proprio come fu per la famiglia di Gesù, ‘lasciare il Paese – questo paesaggio culturale – e trasferisi lontano’: gruppi di famiglie intorno ad un progetto stabile di vita, quanto più lontano da mode, business e marketing, dai modelli che emergono dalle Tv; invece scegliere un cammino, magari un percorso di fede, supervisionati da sacerdoti o uomini di Dio e tenere spenti quanto più possibile i Social: stare bene, se vogliamo, è semplice, bello, divertente, arricchente… E soprattutto è GRATIS!

UN ESEMPIO IRONICO

In questo Paese – e il nostro Territorio è quasi sempre, ahinoi un emblematico esempio – quando sorge un problema lo si affronta non volendo risolverlo veramente, ma separandosi a tamponare le decine di conseguenze della questione. E’ come se in un sottomarino danneggiato da una grande falla il capitano suggerisse ai marinai di prendere i secchi e svuotare per risolvere anziché indicare la falla e ordinare tutti insieme di chiuderla.

E così Blue Whale, Bullismo, Omofobismo etc…, sono le conseguenze della falla verso cui i marinari sono chiamati a intervenire con costosissimI secchi (consulenze ministeriali, campagne mediatiche, centri di ascolto, trasmissioni elettorali e d’attualità, progetti inter governativi….) quando la falla aperta è una: LA FAMIGLIA.  

 

IL FATTO IN SE’

Blue Whale (la moda virtuale dei suicidi reali) è sbarcata sul Litorale. Per fortuna ha trovato il Comune di Fiumicino ad attenderla che l’ha subito ‘arpionata’ e la sta, proprio in queste ore in cui scriviamo, definitivamente stroncando sul nascere. Fosse sbarcata da noi nell’anarchia in cui ci troviamo varie realtà avrebbero fatto a gara a dare soluzioni fantasmagoriche di tutti i tipi cercando di venderle sui Social a destra e a manca…

Tornando al merito; il Comune più grande d’Italia, l’esteso Fiumicino , fino a pochi anni fa Circoscrizione del Comune di Roma, da qualche anno, nella sua conquistata libertà politico amministrativa, si è munito di un Garante Infanzia Adolescenza, di un Ufficio Pedagogico e ha rafforzato la sua rete Socio Pedagogica (Educatori, Operatori Sociali, protocolli con le Scuole...) .Ha né più né meno ‘imitato’ quello che da almeno 7 anni diciamo sul X Municipio di Roma e che , a causa di una Politica di cui oggi vediamo i giusti ‘frutti’ (commissariamento che anziché per mafia bisognerebbe chiamare per ‘incapacità’ o peggio per ‘servilismo delle rispettive oligarchie’ – e per cui, si spera, di non vedere le stesse facce che ‘per legge’ tuttavia dovrebbero essere consideratie‘impresentabili’ [cit. i politici in carica nelle amministrazioni poi sciolte per mafia non possono successivamente ricandidarsi in loco, ndr –]

 

Ma per sconfiggere Blue Whale è importante comprendere che occorre ritrovare la Bellezza della Famiglia, prenderci le responsabilità di papà e mamme non delegando a nessuno questa funzione primaria, nemmeno  alla Scuola, essere presenti nella vita dei bambini direttamente.

Lavorare su noi stessi insomma. Non demandare a Servizi esterni. In questo modo non capiremmo il messaggio di questa solitudine così orrenda che porta al tentativo di suicidio di chi da retta ad una chat sostituendosi ad un super io genitoriale, quansi un anti padre e anti madre.

Occorre che intorno ai giovanissimi un alone di affetto vero e maturo li protegga in una dimensione familiare concreta, reale, tangibile e che tutto il resto, il virtuale e quella dimensione propedeutica alla ‘fuga dalla realtà’ – che predispone poi l’utilizzo malato dei Social – venga annientata dal calore di una casa che accoglie veramente.

I progetti inter ministeriali, le campagne mediatiche, le politiche in tv, le trasmissioni di attualità, non sono la soluzione: tornare famiglia lo è.

Questa balena non è che un pesciolino se i bambini e i ragazzi sanno di avere accanto i loro eroi: mamma e papà.

 

IL NOSTRO TERRITORIO SAPREBBE DIFENDERE I NOSTRI FIGLI? COSA POTREMMO FARE?

Certo è che un certo pessimismo pervade chi scrive se si vuole immaginare la capacità futura del nostro Territorio nell’impattare verso situazioni così drammatiche, perché il confronto politico di oggi ancora consta le stesse tipiche caratteristiche delle scorse battaglie elettorali ‘finte’ (attacchi e scontri ideologici privi di contenuti, strumentalizzazione dei temi nazionali e internazioni,condizionamento dei gruppi giovanili e scolastici, assenza dei politici dei partiti di riferimento, almeno fino a poco prima delle elezioni, estremisti che si affrontano per luoghi comunui salvo poi constatere programmi uguali e in alcuni casi che addirittura si conoscono ed escono la sera insieme…).

In tutto questo come scenario di fondo c’è un paesaggio culturale fatto di anarchia  imprenditoriale, di servizi fai da te, di reti d’affari e affaristi, di propagande via social, una giungla di arrampicatori…

Le soluzioni suggerite nel passato (poi ascoltate in certi casi applicate- e anche bene – dal Comune di Fiumicino), ben sapendo che ora – qui da noi – probabilmente faranno finta nuovamente di interessarsi per portarvi dietro agli interessi dei furbetti del quartierino – perché non c’è ancora, è chiaro a tanti, una matura classe politica e dirigenziale e non si attuano strategie per istituirla in itinere e supervisionarne il processo – consiglia alle famiglie di attuare una ‘politica novella’ che in sintesi si rifà al concetto di imitare la Famiglia di Gesù: abbandonare questo Paesaggio Culturale. Forse è l’unico modo di trovare pace e libertà.

 

COME INCIDE SUI TERRITORI QUESTA RIFLESSIONE SULLA MODA DEL BLUE WHALE NOSTRANO? CHE SOLUZIONI SUGGERISCE?

 

Tornando al merito della questione c’è da dire che Blue whale, bullismo, omofobia, femminicidio etc., seppure piaghe realmente esistenti, spesso sono anche un’affare senza precedenti per chi fa soldi – o in maniera inconsapevole o consapevole – sulla solitudine, sulla paura anche delle mamme e dei papà, sui loro bimbi;l’ipotesi acquisisce una drammatica realisticità quando ci si accorge che il Servizio Pubblico e le Amministrazioni tardano a mettere in campo competenze locali e istituzializzate (o magari spesso sono di facciata…), persone formate a livello accademico alla ‘relazione di prossimità’ e residenti, o Protocolli d’Intervento tra Enti Locali e si affidano a Progettazioni pubbliche e private e a consulenze di questo o quel Professore che chissà da dove viene o poi dove andrà (dietro alla sua carriera o al suo ciclo di conferenze nazionali e internazionali…) oppure lasciano il campo aperto alle derive del volontarismo, dell’associazionismo, al business del marketing a colpi si Social, all’anarchia del corso e del corsetto, della lezione gratuita, in un mercato all’arrembaggio fatto di persone come cose che si vendono e vengono venute come pacchetti.

“E poi ci si scandalizza – raccogliamo lo sfogo di un cittadino della strada con il quale ci confrontiamo – per un neonato partorito e gettato dalla macchina in corsa: è il frutto di un piacere che non si vuole fare realtà e responsabilità”.

Tutto ciò fa riflettere soprattutto se pensiamo al parallelo, improduttivo quanto impanicante, tam tam dell’agenda setting mediatica che fa anch’essa diverso fatturato in questa dinamica perversa.

 

INSOMMA: LE SOLUZIONI POLITICHE AMMINISTRATIVE CI SONO MA NON VENGONO APPLICATE – PERCHE’?

 

Il risultato è che , dopo l’apparente attivazione dei Social e il rimpallo di Tv in Tv, di trasmissioni, opinionisti, scoop, politicanti sotto i riflettori etc. le famiglie, rimangono sole; questa SOLITUDINE poi, oltre che dar man forte a strane filosofie, sette psichiche o spirituali, maghi e santoni, o relegare gli individui in asettiche, anestetizzanti ed egoiche contemplazioni del nulla (una morte del vero ‘sentimento’ che è scelta e azione in virtù invece di un sentimentalismo ed emozionalismo della lacrima o dell’empatia enfatizzata, ma che dura al massimo una mezzoretta senza alcuna responsabilità sulle persone a medio lungo termine, ndr).

Un mondo sì fatto arricchisce fuori misura i setting medico/clinici (dove si paga fior fior di quattrini) o le tante e costose agenzie private, che stanno nascendo un pò ovunque, per scegliere chi e come mettere vicino ai nostri familiari fragili.  

DOVA ANDARE E COSA FARE SE IL SISTEMA POLITICO E CULTURALE NON CI SODDISFA?

La scelta che possiamo compiere è la seguente:

seguire la corrente delle mode, gettarci nell’attivismo sfrenato, nel fare questo poi quell’altro, colmare i vuoti e le pause con ‘facebook’, seguire sentimentalismo ed emozionalismo

o invece scegliere il sentimento responsabile, questa capacità di solidità, un progetto a lungo termine di cui i frutti certo non si riconoscono ora e adesso (bisogna avere fiducia);

o scambiare il virtuale per reale dietro ai tanti ‘mi piace’ e ‘condivisione’ oppure  abbandonando questa finzione virtuale governata da pochi: impare ad amare e ad amarci veramente, cercare la pace in quei contesti dove si cercano le radici esistenziali , identitarie, storiche;

oppure, quindi,  rimettere il reale, il concreto, il familiare al centro e abbandonare questo paesaggio culturale che ci stanno disegnando intorno a colpi di pixel.

 

Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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