Sui passi del Vescovo santo Nicola di Myra ‘La Via Nicolaiana’ è stata approvata all’unanimità dal Municipio X:Ostia chiede ufficialmente al Sindaco di Roma di portare a compimento questo Percorso anche in via Istituzionale e verso le delegazioni internazionali.

OSTIA SCEGLIE  LA CULTURA DELLA SUA STORIA MILLENARIA,DELLE RADICI CRISTIANE, DEL DIALOGO TRA I POPOLI

Nicola di Myra grande ‘discepolo di Gesù’ che Lo ha testimoniato eroicamente in Carità, ‘incontro e dialogo’: oggi l’opportunità di ‘fare comunità’ a 360 gradi, con i bisognosi, tra le varie realtà culturali locali, le ‘eccellenze’ cittadine, le parrocchie, i cittadini. Una mamma: “finalmente i nostri figli potranno dirsi fieri di essere da/di qui, orgogliosi di far parte di una cittadina che ha identità, una sua storia, una Casa e Famiglia comuni”

Il Consiglio del Municipio X di Roma vota all’unanimità il percorso storico ‘spirituale religioso culturale’ che fa di Ostia nodo cruciale, in Italia, in Europa e nel mondo,  di valori Cristiani sì ma nel segno della sua vocazione millenaria tesa alla spiritualità, all’Incontro Ecumenico e al Dialogo tra fedi e popoli. Da oggi stesso le nostre Istituzioni impegnano Roma – nella persona del Sindaco – a recepire questo ‘mandato’ e a darne gradualmente pieno compimento. Dopo millenni Ostia recupera quel percorso che la Storia le ha consegnato fatto di ‘crocevia di Culture, di Fedi, di Popoli’.

Palazzo del Governatorato accoglie ufficialmente ‘LA VIA NICOLAIANA’, un progetto che ‘sui passi’ di San Nicola di Myra (Vescovo, santo e importante personaggio storico) è un Ponte tra città Italiane (in primis certamente Bari), Albania, Grecia fino a unirci e riunirci, grazie anche all’incredibile opera Pastorale di riconciliazione di Papa Francesco, alla grande Russia Cristiana e cosmopolita. Nello specifico per Ostia e il suo Territorio gli eventi si focalizzeranno nella settimana che dal 21 Maggio si concluderà il 27 nella giornata dedicata alla Santissima Trinità.

Il voto concorde di tutti i nostri rappresentanti in Aula Massimo di Somma è un segno forte di spirito di appartenenza comune ad una cultura dell’identità e della storia territoriale da fondarsi sulla Bellezza del vero volto di Ostia – ahinoi deturpato in questi ultimi anni – e nello stesso tempo un atto formale che ben mostra il ‘traguardo’ condiviso da tutti gli schieramenti politici, un percorso che ha avuto in questi anni specialmente, il placet della politica e di centro destra e di centrosinistra, immagine Bella di per sé in senso Istituzionale che ci fa essere orgogliosi di una coscienza e consapevolezza Unitaria sebbene composta nelle specifiche diversità inter culturali cittadine.   

L’importante valore locale e un’epocale valore universale camminano parallelamente perché è questa anche un’azione che da compimento, in maniera sempre più visibile, all’azione di Papa Bergoglio – in comunione con i suoi predecessori e alla riforma della Chiesa nel Concilio Vaticano II – verso la riconciliazione con la Chiesa Ortodossa e verso quella ‘chiesa in uscita’ che è occasione di testimonianza verso tutti, non solo patrimonio di pochi. Via NICOLAIANA;  è questa una Porta sperimentale che si apre anche ai ‘percorsi’ AGOSTINIANI e MICAELICI (Sant’Agostino è patrono di Ostia, San Michele ha un ‘trono’ qui sul nostro Territorio che – oltre tutto opera Michelangiolesca di valore universale – necessariamente e universalmente da avvicinare alla cultura  Micaelica e alla quella Templare fatta di ‘pellegrinaggi’ religiosi e spirituali e della dimensione squisitamente legata alla Fede, di Incontro e Dialogo Religioso).

Felicitazioni ci giungono dalla Presidente de  NIKOLAOS ROUTE Monia Franceschini , dal Vescovo del settore Sud di Roma e della zona Ostiense, dal Prefetto Diocesano locale, dal pope Ortodosso Rumeno Ostiense. Ma nella fattispecie essendo fondamentalmente Nicola di Myra Vescovo e santo sì ma anzitutto – in quello che la storia ci consegna nelle testimonianze della sua vita particolare – ‘eccezionale discepolo del Maestro, di Gesù’, anche una grande attenzione c’è dai fratelli Protestanti che in Gesù Cristo conservano e concentrano assolutamente ogni lode e benedizione.   

Ma tornando al merito di san Nicola c’è da dire che il valore universale e in qualche modo ‘profetico’ e che passa per Ostia nel passaggio ‘storico millenario’ che vede la cristianità da un lato di nuovo illuminarsi nella Terra degli Zar dall’altro corrispondere alle parole di Gesù ‘affinché siano uno’ (Ut Unum Sint) – riferendosi chiaramente all’unità dei cristiani – tutto questo mette davvero brividi di vertigine perché apre lo scrigno della Storia e ci proietta verso un futuro di Speranza e di Bellezza che dà una connotazione per noi e i nostri Figli, i giovani, fatta finalmente di un orgoglio che non è vanità ma fierezza per la propria Casa e Famiglia comuni.

Gesù al centro, gli strumenti dell’Arte e della Cultura, un modo di vivere – a partire dalla Fede e per la Fede – i linguaggi del Bello e del Sublime comprensibili a moltissimi, è anche consegnare alla gente, soprattutto a chi è lontana da – una ‘avvertita’ –  ‘religione’ – a causa di una certa distanza dalla vita quotidiana e ‘popolare’ a volte affiancata (ancora) ahinoi dalla percepita concentrazione del ‘sapere’ e del ‘potere’ in mano a ‘pochi e lontani’ dalla vita reale –  insomma l’opportunità di ‘arrivare’ a chiunque e anche di Testimoniare.

Ostia torna dopo millenni ad essere crocevia di Culture e di Fedi proprio come è nelle sue radici, nel suo Dna e offre ai suoi cittadini anzitutto, ai suoi giovani, questa eredità eccezionale; lo fa coerente con il messaggio evangelico che ha parlato e ci parla di testimoniare ‘a tutte le genti e generazioni’ a saper ‘abbracciare’ a farci riconoscere nell’incontro con l’Altro, con il diverso, trovando in questa relazione le opportunità che la Storia ci ha già consegnato per essere esperienza comune, esultando insieme in quelle che ci hanno visto arricchirci vicendevolmente, imparando dagli errori quando invece ci siamo combattuti provando paura l’uno dell’altro.

La ‘Via Nicolaiana’ potrà essere opportunità di incontro e di reti a 360 gradi. In questo noi Cristiani, specialmente Cattolici, possiamo dare Esempio avvicinando le nostre Comunità Parrocchiali, vivendo un’ ECCLESIA centrata sul Cristo, sullo Spirito della Pentecoste che ‘apre’ porte e finestre e ci spinge con coraggio fuori dai luoghi dove ci nascondiamo.

 Il messaggio di Gesù, ‘incarnato’ nella Storia e dai suoi ‘eroi’, attraverso la rivisitazione popolare recupera memorie, personaggi, persone. Un’occasione eccezionale per iniziare a ‘vedere camminare’ la spiritualità anche attraverso linguaggi che dalla fede si muovono lungo i percorsi della cultura, dell’arte, delle eccellenze del tessuto cittadino e metropolitano; una possibilità Bella di poter fare Testimonianza a tutti attraverso il Bello, il Sublime, che coinvolge e accoglie, mostra e si esprime. Del resto Gesù stesso è stato rivelazione ed espressione di un Dio che ha voluto raggiungere tutti abitando in mezzo alla gente.

Si accende una Luce , una Stella nella notte, nel periodo storico culturale più buio e sofferto (mafia capitale, criminalità…) momento oscuro accompagnato dallo spettro di un’immagine screditata e screditante per chi ‘vive’ la cittadina e dalla fuga (conveniente) di chi preferisce, anziché impegnarsi per un territorio migliore, cercare per se stessi e per i propri interessi condizioni migliore anche sottraendo, in alcuni casi, la possibilità al Territorio di Governarsi e in qualche modo ‘ritirarsi su’ dalla stessa gente che lo abita.