Cronache di Roma

Se io fossi un minisindaco

Gioco tra il serio e faceto per immaginare la Ostia che vorremmo…

Roma- Il periodo è quello giusto.

Si sta tranquilli al mare il giorno di ferragosto o in montagna a passeggiare e intanto si pianifica l’asta del fantacalcio davanti a un cappuccino rigorosamente tuttofreddo (e scritto tutto attaccato) e una ciambella.
Un mix che per molti significa colesterolo, ma che per me ha il sapore romantico e vintage dell’estate al mare ai cancelli.

In questo clima giocoso e disteso ho deciso di fare un gioco e di dedicarmi a una campagna acquisti non di fantacalcio ma di fantapolitica. Ho immaginato cosa farei a Ostia e  per Ostia se fossi il presidente del municipio (in attesa che ne arrivi uno dato che il mare di Roma è ancora commissariato)  e avessi soldi e fantasia illimitate.

Di seguito un elenco poco ragionato di idee che butto sul piatto, in attesa di tempi migliori.

  • Porterei l’arrivo del Giro d’Italia sul lungomare. Lo spazio per un arrivo in volata c’è. L’indotto che genera un evento di questo tipo non è neanche immaginabile per chi non ha mai visto dal vivo il giro d’Italia. Alberghi, bar, scuole, ristoranti e via dicendo in overbooking per una settimana.
  • Farei un accordo con Atac per un biglietto “Mare”. Un mini abbonamento per invogliare i turisti a perdere 30 minuti del loro tempo sulla Roma – Lido per venire a Ostia e magari restarci pure a dormire. Esageriamo? Il mare è di tutti e la domenica il biglietto non si paga.
  • Rafforzerei la comunicazione intorno agli scavi di Ostia Antica che sono molto più belli dei Fori ma nessuno lo sa (o dice)
  • Inviterei gli albergatori ad abbassare i prezzi per favorire il turismo verso il mare e chi dorme in albergo a Ostia ha il transfer per e da l’aeroporto pagato.
  • Abbatterei il Pontile dei pescatori. Romantico? Anche no, grazie.
  • Il mare è di tutti. Non si discute delle concessioni se non si discute che tutti possono entrare e accedere alla battigia da qualsiasi punto. Se non lo fai ( e c’è chi non lo fa) la licenza verrà assegnata ad altri.
  • Un festival letterario. Vero. Niente bancarelle che vendono libri best seller e basta, ma un festival con nomi noti itinerante negli stabilimenti e con un palco fisso nella piazza pedonale.
  • Darei incentivi per fare del porto un Centro commerciale naturale aperto tutto l’anno. Volete dare un volto alla parola tristezza? Andate al porto in una sera di febbraio e poi ditemi.  Non solo via delle Baleniere quindi, ma una strada pedonale che accolga servizi e shopping tutto l’anno.
  • Costruzione di una pista ciclabile vera che colleghi mare ed entroterra.
  • Ostia deve essere il mare di Roma, ma se lei per prima non ci si sente che si liberi allora del peso della Capitale e viaggi da sola.

Altissimo il rischio di infiltrazioni di qualsiasi genere in quest’ultimo caso.  Da municipio commissariato a Comune commissariato il passo è brevissimo. Ancor  prima che legale, è culturale la battaglia da combattere. La mafia attecchisce sull’ignoranza. E l’ignoranza a Ostia è ancora tanta. Troppa. Pure se questo è solo un gioco e a ferragosto, si sa, vale tutto. Pure un esercizio di scema fantasia.

Federico Vergari

Federico Vergari

Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista pubblicista dal 2011, collabora con diverse testate scrivendo prevalentemente di sport, cultura, fumetti e costume. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.

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