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OSCAR 2017: VINCE MOONLIGHT, DOPO UN’INCREDIBILE GAFFE. 6 PREMI A LA LA LAND

L’Italia vince per il trucco di Suicide Squad, con Bertolazzi che dedica la statuetta «per tutti gli immigrati». Fuocoammare di Rosi battuto. Miglior attori protagonisti Emma Stone e Casey Affleck

 

Con Justin Timberlake che canta Can’t stop the feeling ha preso il via dal Dolby Theatre di Los Angeles l’89/ma edizione degli Oscar. Segnati, nella storia, da una clamorosa gaffe: a causa di una busta sbagliata consegnata a Warren Beatty, l’Oscar per il miglior film è stato assegnato a La La Land ma in realtà era stato vinto da Moonlight. I produttori di La La Land avevano anche iniziato il discorso di ringraziamento, quando poi è arrivata la giusta smentita. Ma il pasticciaccio dell’annuncio del film sbagliato per l’Oscar del miglior film non è stata l’unica gaffe della serata. Un altro errore sta provocando un ulteriore mal di pancia agli organizzatori dell’evento hollywoodiano. Nel segmento dedicato alla memoria degli artisti scomparsi la foto di una persona viva e vegeta è apparsa sotto il nome della costumista Janet Patterson. Jan Chapman, produttrice cinematografica australiana ora si dice «devastata» per aver scoperto la sua immagine sotto il nome della collega scomparsa nell’ottobre del 2015. La società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar ha annunciato di aver aperto un’inchiesta su l’errore dell’annuncio del miglior film alla serata degli Oscar: «Ci scusiamo sinceramente con Moonlight e La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway e tutti i telespettatori per quanto accaduto durante l’annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo investigando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo». «Ha vinto Moonlight – dice uno di loro, agitato e sconvolto – no non è uno scherzo. Ha proprio vinto Moonlight». Arriva Jimmy Kimmel, il presentatore e conferma la notizia, mostrando la busta. Ha vinto proprio Moonlight. Cosa è successo? Warren Beatty, cerca di spiegare: «Nella busta c’era scritto Emma Stone per La La Land». Jimmy Kimmel scherza: «E’ colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine. Buonanotte a tutti, prometto di non tornare più». E’ Berry Jenkins, il regista di Moonlight a spiegare cosa è successo alla fine della cerimonia degli Oscar quando La La Land è stato dato per vincente al posto di Moonlight. «Ho chiesto di vedere la busta, non me l’hanno consegnata immediatamente. Quando ho avuto modo di leggere, ho visto che c’era chiaramente scritto Moonlight. Il fatto è che nella busta c’erano due biglietti. Nell’altro biglietto c’era scritto “Emma Stone per La La Land”». Una copia che annunciava la vittoria della Stone nella categoria migliore attrice protagonista e Warren Beatty ha letto quel biglietto, uscito per primo dalla busta. E’ per questo che alla lettura è seguito un lungo silenzio e uno sguardo interrogativo scambiato con Faye Dunaway. Ma La La Land di Damien Chazelle, porta comunque a casa sei statuette: poco meno della metà delle 14 nomination che potevano consegnarlo alla storia. Ma nella storia resterà comunque, per il clamoroso errore dell’annuncio per il  miglior film. Comunque il musical vince l’oscar come migliore regia, facendo entrare Chazelle nel guinness dei primati: con i suoi 32 anni è il più giovane regista a vedersi assegnato questo premio. Migliore attrice ad una commossa Emma Stone. Miglior fotografia, miglior sceneggiatura, miglior colonna sonora, miglior canzone originale. Standing ovation per Shirley McLaine, che con Charlize Theron ha annunciato l’Oscar per il miglior film straniero andato a Il Cliente di Asghar Farhadi, che assente alla cerimonia come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, ha però fatto leggere un discorso con il quale il regista iraniano ha sottolineato: «La mia assenza è un atto di rispetto verso i miei concittadini e quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per una legge disumana. Dividere il mondo in due categorie, noi e i nostri nemici, porta alla paura». Il riferimento è al muslim ban emesso dal Presidente Donald Trump per negare l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi quali Somalia, Sudan, Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libia, a maggioranza musulmana.

Per l’Italia

«Io sono italiano, questo Oscar è per tutti gli immigrati»: così Alessandro Bertolazzi ha concluso il suo discorso ricevendo il premio Oscar per il miglior trucco in Suicide Squad, insieme con Giorgio Gregorini e Christopher Nelson. Gianfranco Rosi purtroppo non ha ricevuto la statuetta ambita per Fuocoammare battuto da O.J, Simpson, an american story. Ma come aveva detto alla vigilia non vuole sentir parlare di delusione: «Sono felicissimo di questo meraviglioso viaggio durato un anno. E’ stato davvero incredibile. Il film documentario ha finalmente assunto un valore universale. Grazie a Pietro (Bartolo, il medico che da anni salva vite a Lampedusa), a Samuele (il bambino protagonista del film), a Lampedusa e a tutti coloro ci hanno accompagnato in questo viaggio a partire dai produttori».

Tutti i premi e i vincitori

·         Miglior attrice protagonista Emma Stone per La La Land

·         Miglior attore protagonista Casey Affleck per Manchester by the Sea

·         Miglior regia a Damien Chazelle per La La Land

·         Miglior sceneggiatura non originale a Barry Jenkins e Tarell McCraney per Moonlight. E’ la seconda statuetta per il film di Barry Jenkins.

·         Miglior sceneggiatura originale a Kenneth Lonergan per Manchester by the sea.

·         Miglior canzone va a “City of Stars” di Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul in La La Land. E’ la quarta statuetta, su 14 nomination, per il film di Damien Chazelle.

·         Miglior colonna sonora a Justin Hurwitz per La La Land. E’ la terza statuetta, su 14 nomination, per il film di Damien Chazelle.

·         Miglior fotografia a Linus Sandgren per La La Land. E’ la seconda statuetta su 14 nomination per il film di Damien Chazelle.

·         Miglior cortometraggio a Sing di Kristóf Deák

·         Miglior cortometraggio documentario a The White Helmets di Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara

·         Miglior montaggio a John Gilbert per “La battaglia di Hacksaw Ridge”. Si tratta della seconda statuetta su 6 nomination per il film di Mel Gibson.

·         Migliori effetti speciali a Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon per “Il libro della Giungla”.

·         Miglior scenografia a Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco per La La Land. E’ la prima statuetta per il film di Damien Chazelle che ha conquistato 14 nomination.

·         Miglior film d’animazione a Zootropolis di Rich Moore e Byron Howard

·         Miglior corto di animazione a Piper del regista di origine italiana Alan Barillaro.

·         Miglior film straniero a Il cliente (Forushandeh) di Asghar Farhadi (Iran). Il regista era assente per sua scelta in seguito al bando anti-immigrati di Trump.

·         Miglior attrice non protagonista Viola Davis per Barriere

·         Miglior montaggio sonoro a Sylvain Bellemare per Arrival

·         Miglior sonoro a Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per “La battaglia di Hacksaw Ridge”

·         Miglior documentario a “O.J.: Made in America”. Battuto l’italiano Fuocoammare di Gianfranco Rosi.

·         Migliori costumi a Colleen Atwood per Animali fantastici e dove trovarli.

·         Miglior trucco ad Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson per Suicide Squad. Riconoscimento all’Italia.

·         Miglior attore non protagonista Mahershala Ali per Moonlight.

 

Emanuele Forlivesi

Emanuele Forlivesi

Scrivo, racconto, comunico e creo storie ed emozioni. E insegno a farlo. Su carta, a parole o in digitale. Giornalista da febbraio 2019, sono laureato in Lettere e in Informazione e Comunicazione. LA MIA STORIA è quella di un ragazzo nato sul mare di Roma che ha sempre respirato gli odori, osservato i colori, percepito la materia, ascoltato le voci degli ambienti naturali e sociali che ha vissuto fin qui. Visionario, ho sempre trasmesso le storie che questi celavano o esaltavano, in un biglietto di auguri o in una cartolina, su articoli o su pagine social.

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