Questa rubrica è uno spazio dedicato ai giovani “Talenti” dell’istituto Vincenzo Pallotti che grazie all’alternanza scuola-lavoro stanno effettuando uno stage presso la nostra redazione. Qui saranno raccolti e pubblicati i loro articoli

Roma-Il 27 Gennaio 1945 i soldati dell’armata rossa liberavano i superstiti del campo di concentramento di Auschwitz. Oggi, 72 anni dopo, ricorre la giornata della memoria in ricordo di tutti quei morti innocenti dell’olocausto. Ebrei, rom, disabili, opponenti politici e omosessuali vittime della follia nazifascista.

Sono circa settemila gli omosessuali uccisi nei campi di sterminio, si parla infatti di omocausto. I gay erano contraddistinti da un triangolo rosa cucito sulla divisa a righe,

subivano umiliazioni, torture e venivano sottoposti a folli sperimentazioni pseudoscientifiche. All’interno dei campi erano esclusi anche dagli altri prigionieri e spesso venivano castrati nel tentativo di guarire la “malattia”.

Per la maggior parte degli omosessuali le sofferenze non finirono con la liberazione, infatti, molti, temendo ulteriori violenze, preferirono tacere il vero motivo del loro internamento, diventando vittime senza voce e senza giustizia.

I gay sopravvissuti che vennero liberati spesso si trovarono emarginati dalla società. Alcuni non furono ben accolti nelle proprie case a causa della vergogna che avrebbero portato alla reputazione della famiglia.

Nel Processo di Norimberga del 1945 che seguì la liberazione non vennero neanche menzionati i crimini ai danni degli omosessuali e nessuna SS venne mai processata per atrocità contro i prigionieri con il Triangolo Rosa.

Elena Cuccagna

Giuseppina De Leo