Strage in Iran durante la parata militare. Tra le vittime 29 morti e 53 feriti, tra cui anche bambini.

È di poche ore fa la notizia di un nuovo attacco rivendicato dallo Stato Islamico. Questa volta ad essere messo sotto assedio è l’Iran. Mentre a Ahvaz, nel sud ovest del Paese, si celebra la Giornata Mondiale delle Forze dell’Ordine, un commando di quattro persone in divisa inizia a sparare sulla folla per almeno 10 minuti.

A finire nel mirino degli attentatori militari del corpo di élite dei Guardiani della Rivoluzione ma anche molti civili, tra cui anche donne e bambini, come riportato dall’agenzia di stampa statale Irna.

Ci sarebbero poi numerosi feriti in condizioni critiche.

Gli attentatori hanno attaccato da un parco adiacente, facendo partire i colpi da dietro una tribuna. Due degli attentatori, però, sono stati uccisi.

L’attentato arriva dopo poco più di un anno dall’assalto contro il Parlamento avvenuto a Teheran, in cui vennero uccise 18 persone e oltre 50 rimasero ferite.

Rivendicazioni contrastanti

Attraverso il loro organo di propaganda i miliziani jihadisti  rivendicano l’attacco dichiarando “combattenti dello Stato islamico hanno attaccato un’adunata delle forze iraniane nella città di Ahvaz”.

Ma oltre agli uomini dell’Isis, anche il gruppo separatista Al – Ahvaz, che combatte per i diritti della minoranza araba nella provincia di Khuzestan, rivendica l’attentato.

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zafir, dal canto suo dichiara che il Paese risponderà all’attacco in modo rapido e deciso.

Come fermare il movimento jihadista?

È difficile stabilire con certezza quale sia il metodo idoneo per sradicare alle radici un fenomeno in così forte espansione, capace di agire in maniera improvvisa e capillare. Ciò che possiamo affermare è che l’islamismo politico può convivere con la democrazia qualora i moderati  delle fila jihadiste si facessero portavoce all’interno dei partiti arrivando così a lavorare per un’apertura alle realtà arabe.

Il dato certo è che nessuno può dirsi immune da attacchi terroristici dell’Isis, Italia compresa.

Francesca Interlandi