Cronache di Roma

Notte in strada con gli agenti del Commissariato Colombo

Controlli nelle zone della movida e multe per assembramenti. Il vice questore Ambroselli: «Con il Coronavirus siamo diventati una famiglia»

Roma – Dovere, passione, sacrificio, umanità e regole, paure. Emozioni. È stata una lunga notte di controlli, tra le strade di Roma illuminate dalle luci blu intermittenti delle volanti. Con distintivo, pistole, guanti e mascherine: perché il Covid-19 è ancora uno tra i criminali più pericolosi. Ha cambiato la nostra vita quotidiana come quella degli agenti in città; assembramenti vietati, igiene e sanificazioni obblighi per le attività commerciali, si aggiungono ai controlli tradizionali.

Nella zona di Piramide, in via Ostiense è stato chiuso un ristorante giapponese; durante l’ispezione sono stati trovati escrementi di topo, prodotti scaduti e senza tracciabilità, etichettatura e data di confezionamento. Il materiale è stato posto sotto sequestro in attesa della distruzione; la segnalazione arrivata in commissariato si è rivelata corretta. Con ancora i clienti seduti a cena, gli agenti, insieme agli ispettori della Asl del servizio igiene alimenti nutrizione, hanno registrato una grave mancanza di igiene e una pessima conservazione degli alimenti. A fine serata le saracinesche sono state chiuse direttamente dalla Polizia. Il titolare è stato sanzionato e dovrà pagare una multa di 1500 euro.
A San Paolo, nell’area della movida e intorno alla Basilica, tanti controlli sono stati effettuati sui giovani: 71 le persone controllate di cui 8 cittadini stranieri e 8 con precedenti. Il tablet dell’ispettore scansiona le carte d’identità dei clienti del locale per verificare il matching col database. Se si ripetono dei fenomeni strani, come la continua presenza di persone con precedenti, non saranno coincidenze.
Massima attenzione per evitare anche gli assembramenti, più o meno rispettati dai ragazzi e le ragazze. In questo caso buon senso, umanità e applicazione della norma vanno insieme in equilibrio complicato. Una gelateria è stata sanzionata secondo l’articolo 17 del Regolamento di Polizia Urbana: la gestione della sicurezza e di possibili assembramenti fuori del locale è sotto la responsabilità del titolare del locale. La fila e l’assembramento davanti la gelateria invadevano anche il marciapiede e la strada. Alla seconda multa in 6 mesi, l’attività verrà sospesa per 15 giorni.
Certe cose, nell’emergenza Covid-19, non si possono sottovalutare, per il bene di tutti.
Infine le volanti illuminano di blu le vie buie di una serata romana fatta di volti allegri, di birre fredde e canzoni estive; poi si schierano in viale Marconi: posti di blocco e controlli mirati antiprostituzione. Vengono controllati 14 veicoli.
L’orologio segna le 2.00 del mattino.

Posti di blocco in Via Ostiense
Posti di blocco in Via Ostiense
Il magazzino del ristorante giapponese chiuso dalla Polizia
Il magazzino del ristorante giapponese chiuso dalla Polizia
Tracce di escrementi di topo nel ristorante chiuso dopo i controlli
Tracce di escrementi di topo nel ristorante chiuso dopo i controlli

Ma portiamo indietro le lancette del tempo, a qualche mese fa. Durante quei giorni di quarantena in casa, le forze dell’ordine, uomini e donne, sono stati i guardiani delle nostre città per il rispetto del bene della collettività, cioè restare a casa.
Oggi come ieri continuano a far parte della storia di questo Paese nella convivenza con il Coronavirus. Ma qual è la loro storia? Quali rapporti si creano tra Polizia e cittadini? Come si svolge un’attività di controllo? Che conseguenze ha portato il Coronavirus nel lavoro del poliziotto?
Gli 11 poliziotti del Commissariato Colombo guidati dal Vice Questore Isea Ambroselli – che ha risposto alla nostre domande – insieme agli uomini del Reparto Prevenzione Crimine Lazio Settebagni ci hanno permesso di seguirli nella notte.

Qual è la storia del Commissariato di Polizia Colombo?

Io sono qui da un anno e mezzo e posso affermare certamente una cosa: non siamo eroi, siamo persone che si sacrificano per il bene della collettività. Per e con i cittadini nel territorio. Per noi è fondamentale la rete delle segnalazioni dei cittadini, ci siamo fatti conoscere e ci aiutano per il possesso e il controllo del territorio.
Io mi sono messa in gioco in prima persona per questo dando spesso anche il mio numero telefonico per dire “noi ci siamo”. In strada succede di tutto, e cerco di essere sempre disponibile verso chi si sente in difficoltà: ad esempio abbiamo aiutato un’associazione che voleva fare una manifestazione improvvisata di protesta. Sarebbero stati multati se non si fossero fermati e mi sono avvicinata a loro, ascoltandoli e consigliandoli per i loro bisogni. La nostra storia da raccontare è anche quella di guidare e sostenere chi è abbandonato dalle istituzioni. La polizia di prossimità significa impegno e sacrificio, e i ringraziamenti della gente valgono più di ogni cosa. Qui tempo fa non c’erano nemmeno i comitati di quartiere e ora se ne stanno costituendo; questi sono una spia non indifferente per la salute del territorio. Stare al livello della gente significa essere un ufficio di frontiera e vivere la strada. E questo è il vero senso del nostro lavoro, un servizio, una passione, da alimentare tutti i giorni. E lo alimentano i tanti messaggi che ricevo sul cellulare, l’ultimo di una signora che ci ringrazia. Sarebbe bello se passassero questi messaggi, anche a livello mediatico, raccontando tutti i bei rapporti che nascono tra cittadini e istituzioni grazie alle nostre attività investigative, al sole o nella notte.

Cosa è significato e cosa significa ancora oggi il Coronavirus per la Polizia e tutti gli agenti con le loro famiglie? Vi ha insegnato qualcosa e cosa vi lascia questa esperienza? 

Ho tre figli e mi sono sentita di dire loro: non temo per me ma per voi. La tensione in famiglia c’era. Come in quelle dei nostri poliziotti. Abbiamo eseguito tanti controlli Covid all’ingresso della Via del Mare, più di 2000 in due giorni all’avvio della Fase 2. Un giorno sono rientrata a casa e ho chiesto ai miei figli di mettere la mascherina in casa. C’era preoccupazione anche da parte nostra, con l’attenzione e la voglia di verificare il rispetto dei vari provvedimenti del governo; così ci siamo concentrati sul controllo di locali più gettonati come quelli di via Libetta. Abbiamo trovato una situazione abbastanza rispettosa, nella fase di riapertura dei locali a fine maggio. In questa emergenza devo fare un plauso alla popolazione della Garbatella, si sono distinti per il rispetto della quarantena. Comunque il Coronavirus ha cambiato anche il commissariato: è nata una forma di familiarità tra di noi, una cosa speciale. L’emergenza ci ha stretto, portandoci un caffè, i cornetti, una pizza…continuando a lavorare. Questo è stato un insegnamento per tutti, anche per me che, come capo, oggi sono sempre più vicina ai ragazzi della squadra. L’importante è trovare l’equilibrio tra bastone e carota: non siamo né bacchettoni né svogliati. C’è in noi un lato di umanità con l’applicazione della regola. Spesso questo non passa al cittadino, non siamo i due estremi di rigidi sceriffi o di fannulloni pubblici. Quando esco di casa e lascio i miei tre figli c’è sempre un prima e un dopo, ma anche un durante: quello che mi succede, la pandemia e tutto quello che facciamo e vediamo poi finisce in quel serbatoio che è la famiglia e le persone che noi conosciamo. Chi siamo? Siamo persone, siamo emozioni e paure, siamo storie.

La squadra Colombo
La squadra Colombo
Tags

Emanuele Forlivesi

Scrivo, racconto, comunico e creo storie ed emozioni. E insegno a farlo. Su carta, a parole o in digitale. Giornalista da febbraio 2019, sono laureato in Lettere e in Informazione e Comunicazione. LA MIA STORIA è quella di un ragazzo nato sul mare di Roma che ha sempre respirato gli odori, osservato i colori, percepito la materia, ascoltato le voci degli ambienti naturali e sociali che ha vissuto fin qui. Visionario, ho sempre trasmesso le storie che questi celavano o esaltavano, in un biglietto di auguri o in una cartolina, su articoli o su pagine social.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close