Dossier

NON SIAMO CAPACI DI PACE

Gli attentati di Parigi e i mali di una società che non riesce a cambiare.

Roma- Sentirete dire che siamo sotto attacco, leggerete che siamo tutti parigini, direte che siete scioccati. La realtà è che questo è il passaggio successivo. Il passo in avanti.Sono cambiati i mezzi di comunicazione e di reazione. Sia di chi è attaccato che soprattutto di chi attacca.

Oramai il ‘gioco’ è ad armi pari. E ne abbiamo sempre più evidenza. Da ieri sera sempre di più. A Parigi venerdì 13 novembre simultaneamente in sei luoghi distinti è scoppiato l’inferno. Allo stadio Etade de France si giocava l’amichevole di calcio Francia- Germania. Il presidente Hollande in tribuna d’onore. Poi l’esplosione è il sistema di sicurezza si attiva, il numero uno, l’uomo del presidente, cui è affidata la sua vita, mette la mano sulla testa di Hollande e lo porta via, lo trascina. Mette al sicuro il primo uomo di Francia. La partita, per aggiungere, surreale all’irreale, prosegue. I tifosi rimasti increduli bloccati dentro lo stadio ne usciranno tre ore dopo intonando La Marsigliese.

Altre cinque parti della città si scatena il delirio. Otto attentatori portano morte. Alla Sala Bataclan, Teatro noto al mondo, 1500 persone erano ad un concerto. Quattro di loro calano sul volto maschere nere e iniziano a sparare alla cieca. 

Cento ragazzi morti. Tre attentatori si suicidano facendosi saltare in aria , un quarto viene ucciso dalle teste di cuoio. Altri luoghi vengono presi di mira. Un ristorante cambogiano, una pizzeria italiana, l’incrocio di due strade e il luogo dove lo scorso gennaio iniziò la Marcia dei Grandi del mondo  in reazione agli attentati di Charlie Hebdo.
Di nuovo l’Europa si sveglia di sabato sanguinante. Così come il 9 gennaio di Charlie Hebdo, anche il 13 novembre era venerdì, giorno di riposo e preghiera per gli appartenenti alla religione islamica. Non siamo capaci di pace. Non siamo in grado di gestire il dialogo. Stiamo davvero fallendo. 
Possibile che l’odio sia così estremo? Possibile che la vita abbia così poco valore per quegli otto ragazzi che ieri hanno ucciso? La pace non c’è, non ne vedo nemmeno la speranza.  Le vene del collo sono ingrossate, il sudore cala dalla fronte, gli occhi hanno le lacrime, lo stomaco è messo a dura prova. Niente cambierà se niente cambierà.
Laura Mauti

Laura Mauti

Mi occupo di Comunicazione culturale. Anglofila dalla nascita. Curiosa. Studio la Politica internazionale in ogni suo aspetto. Dopo un profondo studio sul Medio Oriente ho capito che andare a toccare con mano fosse l'unico modo per cercare di capire. E in Palestina ho lasciato cuore e attenzione. Improvvisatrice teatrale innamorata del teatro. Social Media lover in Twit-addiction e Blogger. Scrivo di ciò che vedo, ricordo e spero di sapere. Credo nelle buone maniere, nella cultura e nell'intelligenza altrui. Romana di Roma con un grande amore per L'Aquila Blogger Fanpage.it/laura-mauti e fondatrice del sito romateatro.it

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button