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NOI CHE IL CALCIO…

Le domeniche invernali a tifare alla radio. Come il calcio ha cambiato le abitudini degli italiani. Le leggi di mercato hanno trasformato sempre più il pallone in business. Dall’amarcord di ieri, alla macchina da soldi di oggigiorno.

Roma- Il calcio non è più lo stesso. Per fortuna, o purtroppo. Di certo, qualcosa è cambiato non è più solo un gioco. Il campionato della serie A è appena partito e polemiche, gol e sfottò ci faranno compagnia fino alla prossima estate, quando potremo gustare il pallone rotolare negli stadi francesi per gli europei 2016.

Che dire un anno senza sosta,ma perche esiste ancora la sosta? Il calcio è cambiato e non solo nel movimento delle azioni o della velocità dei ritmi. Il nostro “Noi che…” è da Amarcord, anche questa volta.

Noi che… eravamo legati alle partite di domenica alla radio e che oggi quasi ipnotizzati cerchiamo di vederle sulle pay-tv. Noi che… le partite erano tutte alle 14,30 d’inverno alle 16 d’estate, mentre ora abbiamo l’anticipo pomeridiano, quello serale, quello di pranzo, il posticipo serale e a volte anche il lunedì. Roba da mandarci al manicomio, fino a non ricordare più chi gioca e contro chi.

Noi che… aspettavamo 90° minuto per vedere le azioni salienti e che ora non ci interessa altro che vedere cosa fanno i giocatori nel “dopo partita”. Noi che… vedevamo giocatori scendere in campo senza tatuaggi e creste e che ora se uno su ventidue non ha buchi o scritte sul corpo… ci sembra un marziano.

Noi che… eravamo abituati a Ciotti, Martellini, Carino, Pizzul, Stripoli e che ora ci sorbiamo gaffe e dialettiche delle nuove leve da rabbrividire. Quelli che arrivano a sostituire il “fraseggio” del Bruno Nazionale  cambiandolo con il “Tiki-taka”.

Noi che… vedevamo i numeri da 1 a 11 in campo, e che ora notiamo numeri bizzarri sulle maglie storiche come il 10 di Pogba.

Noi che… le coppe erano il mercoledì ad ogni orario e pure dopo pranzo. Ora – sempre per il mercato delle tv a pagamento- dobbiamo vederle solo alle 20,45 e in tre giorni.

Noi che… vedevamo Lavalletta come cenerentola e che ora abbiamo l’Astana, squadra kazaka, in Champions League.

Noi che… vedevamo giocate limpide, sibilline e arbitri integerrimi e di polso. Ora vediamo 6 arbitri colorati e non più soltanto con il fischietto. Hanno auricolare e l’orologio che segna se la palla è entrata. Un arbitro-robot.

Noi che… la partita la vivevamo alla radio e che ora in tv malediciamo perchè a volte notiamo subito che possa essere truccata.

Noi che… amiamo il calcio e che pensiamo troppo spesso sia taroccato solo da noi.

Noi che… abbiamo avuto Blatter alla FIFA. Il re degli imbroglioni e che forse a breve vedremo Platini magari fare anche peggio.

Noi che… i calciatori prima apparivano solo in programmi di calcio ora sono ovunque: dagli spot ai programmi strappa lacrime e magari sono sposati o fidanzati con soubrette, presentatrici e veline.

Noi che… abbiamo visto squadre con tre stranieri in rosa. Ora se ti dice bene vedi tre italiani, se consideri pure la primavera.

Noi che… ricordiamo a memoria i campioni del 1982: Zoff, Bergomi, Cabrini… e che ora abbiamo gli oriundi tipo Paletta, Vasquez, Eder e Thiago motta.

Noi che… ancora stiamo pensando se è ancora il più bel campionato del mondo.

Michele Belsito

Michele Belsito

Internauta con la passione dello sport. La sua cultura calcistica spazia dalla serie A ai campionati di promozione. Non perde un match in ambito europeo: segue Bundesliga, Premier League e Liga. Tanti idoli e un solo amore, quello per la sua squadra. Ma guai a svelare il nome... Scrive poesie e si definisce "l'ultimo dei Romantici".

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