Dopo il caso di Tiziana Cantone, in Italia è ancora aperto il dibattito sulla diffusione delle offese via web. La Camera dei Deputati ha approvato – apportando emendamenti – la proposta di legge volta alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di bullismo e cyber-bullismo. Un primo passo?

Roma- Spesso si parla di bullismo e cyber-bullismo come di quei comportamenti devianti che vengono compiuti all’interno di un edificio scolastico e che, a causa di Internet, rischia di ampliarsi senza controllo. Ho partecipato a tanti convegni nelle scuole spiegando ai ragazzi, ai professori ed ai genitori, cosa sono questi fenomeni, come riconoscerli e come combatterli. Il 20 settembre 2016 la Camera dei Deputati ha approvato – apportando emendamenti – la proposta di legge volta alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di bullismo e cyber-bullismo.

Il provvedimento introduce nel nostro ordinamento una serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate in particolare a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, causando isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze molto gravi sulle vittime.

La proposta di legge, fornisce le prime definizioni normative di bullismo e cyberbullismo. Si legge nella norma <<con il termine “bullismo” si intendono l’aggressione o la molestia reiterate, da parte di una singola persona o di un gruppo di persone, a danno di una o più vittime, anche al fine di provocare in esse sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o comportamenti vessatori, pressioni e violenze fisiche o psicologiche, istigazione al suicidio o all’autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni, anche aventi per oggetto la razza, la lingua, la religione, l’orientamento sessuale, l’opinione politica, l’aspetto fisico o le condizioni personali e sociali della vittima>>. Ancora <<con il termine “cyberbullismo” si intende qualunque comportamento o atto, anche non reiterato, rientrante fra quelli indicati al comma 2 e perpetrato attraverso l’utilizzo della rete telefonica, della rete internet, della messaggistica istantanea, di social network o altre piattaforme telematiche. Per cyberbullismo si intendono, inoltre, la realizzazione, la pubblicazione e la diffusione on line attraverso la rete internet, chat-room, blog o forum, di immagini, registrazioni audio o video o altri contenuti multimediali, effettuate allo scopo di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime, nonché il furto di identità e la sostituzione di persona operati mediante mezzi informatici e la rete telematica al fine di acquisire e manipolare dati personali, ovvero di pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima>>.

Viene, inoltre, concessa la facoltà al soggetto che abbia subìto un atto di cyberbullismo, di formulare un’istanza volta ad ottenere l’oscuramento, la rimozione ed il blocco dei contenuti che lo riguardano, da inoltrarsi direttamente al gestore del sito web, del social media, del servizio di messaggistica istantanea o di qualsiasi rete di comunicazione elettronica – che dovranno dotarsi di specifiche procedure per la gestione di tali istanze. L’istanza potrà essere inoltrata anche al Garante della Privacy, il quale verificherà l’intervento del gestore e potrà adottare i rimedi di oscuramento, rimozione e blocco ai quali non si sia provveduto entro 24 ore dall’istanza.

È stata inoltre prevista, ma solo per i fatti che non integrano ipotesi di reati procedibili d’ufficio, prima della proposizione di denuncia-querela la possibilità di avviare la procedura di ammonimento già prevista per l’ipotesi di stalking. Proprio in tema di stalking, inoltre, viene introdotta una specifica aggravante nel caso in cui il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici, prevedendo la pena della reclusione da uno a sei anni.

Infine, è disposta la confisca obbligatoria per gli strumenti informatici o telematici che risultano essere stati utilizzati per tali fattispecie di stalking telematico.

Un intervento importante che ha l’obiettivo di andare a frenare un fenomeno molto pericoloso che si sta diffondendo in maniera preoccupante e di cui, molto spesso, i genitori (siano essi madri e padri di vittime e bulli) ignorano completamente.

Avv.to Roberto Loizzo