Micro

Nietzsche: la vita non ha senso

A pochi giorni dalla ricorrenza della morte del grandissimo e controverso filosofo tedesco, riscopriamo l'attualità del suo pensiero

Il 25 agosto del 1900 fa si spegneva, dopo atroci sofferenze e un’esistenza approdata alla follia, uno dei più grandi pensatori e intellettuali del XIX secolo: Friedrich Wilhelm Nietzsche.

Nietzsche filosofo tedesco
Fonte: ridersadvisor.com

Morto a cavallo fra un secolo e l’altro, Nietzsche è stata una delle figure più importanti del ‘900, non solo in ambito filosofico e antropologico, ma anche in quello politico, culturale e sociale, influenzando tutti i campi dello scibile e le più importanti correnti di pensiero del XX secolo. Studiato, approfondito e spesso incompreso o mistificato, il filosofo tedesco è stato sicuramente una personalità sui generis per l’epoca, anticipando riflessioni sulle storture e le contraddizioni di una società, quella occidentale, che sono tutt’oggi valide e attuali.

Apollineo vs dionisiaco

La prima opera che lo ha reso noto al grande pubblico è stata “La nascita della tragedia“, pubblicata nel 1871: un saggio che doveva avere un impianto filologico ma in cui si inseriscono già ampie riflessioni di carattere filosofico che tradiscono la vera passione di Nietzsche.

In quest’opera viene enunciata per la prima volta la tesi sulla contrapposizione fra l’apollineo e il dionisiaco: il primo elemento fa riferimento, nell’antica Grecia, ad Apollo, il dio della razionalità, dell’equilibrio, dell’armonia; il secondo a Dioniso, il dio selvaggio e orgiastico, emblema della natura irrazionale e istintiva dell’uomo. Mentre nella Grecia classica sembra prevalere il sentimento apollineo, quasi a nascondere l’oscurità di quello dionisiaco, nell’età arcaica, che Nietzsche considera come il periodo di vero splendore della storia greca, è l’elemento dionisiaco ad averla vinta, con una carica di pessimismo e irrazionalità incontenibili e, sfortunatamente, irripetibili.

Apollo del Belvedere
Apollo del Belvedere, 320 a.C., Musei Vaticani, Roma.
Fonte: Wikipedia.org / Foto di livioandronico2013

La contrapposizione tra mondo vero e mondo ideale, elaborata dai greci e in particolare da Platone, e poi sistematizzata dal cristianesimo, condizionerà da lì in avanti l’intero sviluppo della civiltà europea marchiandola per sempre con un carattere nichilistico e metafisico. Nasce così nell’uomo moderno, secondo lo studioso tedesco, la cosiddetta morale del risentimento, basata sulla rinuncia alla “vita vera”, che non viene più vissuta nella sua pienezza e autenticità. Nietzsche con questo scritto si propone di svelare il carattere illusorio della morale occidentale su cui si basa la società a lui contemporanea.

Un altro tema destinato a influenzare il pensiero occidentale dell’ultimo secolo è quello della “morte di Dio“, affrontato ne “La gaia scienza” e in “Così parlò Zarathustra”. Con questa espressione enigmatica Nietzsche intende lo smascheramento di tutti i valori e scarse verità che avevano reso decadente l’Occidente. L’uomo nuovo, il cosiddetto Übermensch (in italiano tradotto come “oltreuomo” o, meno correttamente, come “superuomo”) è colui che è in grado di abbandonare la morale corrente per collocarsi al di là del bene e del male.

Il difficile e controverso concetto di “oltreuomo”

Con il venir meno dell’autorità di Dio i valori e le verità possono infatti essere riconosciuti come relativi e molteplici, il prodotto di infinite interpretazioni. La morte di Dio coincide quindi con l’affermarsi del nichilismo attivo (e non più passivo), l’unica possibilità per riaffermare l’importanza del corpo, della vita e dello spirito dionisiaco e dire quindi sì alla vita.

Non tutti gli uomini, però, sono in grado di sopportare il peso della morte di Dio; l’unico a riuscirci è  appunto l’oltreuomo. Un concetto che nel corso degli anni, soprattutto in quelli più oscuri dell’avvento del regime fascista e nazista, è stato più volte manipolato e interpretato in modo superficiale, prestandosi a letture faziose e filologicamente sbagliate. Fondamentalmente l’oltreuomo per Nietzsche non rappresenta un essere superiore agli altri, come è stato erroneamente creduto per anni,  ma la nuova figura che l’uomo dovrà assumere in futuro e di cui si fa profeta Zarathustra nell’omonimo di libro dello studioso tedesco.

Munch ritratto di Nietzsche
Ritratto di Friedrich Nietzsche, c.1906 da Edvard Munch. Munch-museet, Oslo, Norway / bridgemanimages.com

All’apice della sua produzione filosofica, infatti, Nietzsche scrisse “Così parlò Zarathustra“, un’opera intrisa di toni messianici, una sorta parodia del Vangelo, un vero e proprio percorso spirituale attraverso il quale l’uomo può riuscire a superare se stesso per arrivare a diventare, appunto, l’oltreuomo.

Zarathustra è un immaginario profeta di Dioniso: professa l’accettazione totale e serena della vita e annuncia l’avvento dell’oltreuomo. L’annuncio di questa figura resta però inizialmente inascoltato perché l’umanità non è ancora pronta a mettere in crisi le proprie certezze.

L’uomo comune è però destinato a soccombere, se continuerà a restare ingabbiato nella menzogna della metafisica, illudendosi di poter trovare stabilità staccandosi da terra e innalzandosi verso il cielo.

Zarathustra illustra anche il concetto dell’eterno ritorno dell’eguale. In un mondo in cui Dio è morto il tempo diventa ciclico, non si muove verso un fine ma è senza fine. Si tratta di una risposta filosofica alla concezione cristiana del tempo lineare che preclude il godimento dell’attimo vissuto, proiettando l’uomo verso la vita ultraterrena. È, per Nietzsche, un invito ad accettare la vita così com’è, compresi gli eventi tragici.

oroboro
Il simbolo dell’oroboro in un’illustrazione d’epoca. Fonte: latelanera.com

Alle virtù della folla schiava delle promesse vuote della metafisica, Zarathustra contrappone le virtù della terra, che segnano la riconciliazione dell’uomo con la natura e scaturiscono dalla volontà di potenza. Quest’ultima è la pulsione di vita, ovvero la forza espansiva di tutti gli enti. La volontà di potenza non è altro che ciò a cui l’oltreuomo dice sì. Egli desidera il continuo superamento di sé, il continuo miglioramento e rinnovamento in un’autocreazione libera che procede al di là di qualsiasi disegno prestabilito. Accogliendola, l’oltreuomo si libera dal peso del passato e redime il tempo attribuendogli un nuovo senso.

La preziosa eredità del pensiero di Nietzsche

Il valore del pensiero e degli scritti di Nietzsche non si esaurisce nei pochi anni in cui l’uomo è vissuto ma va oltre la sua esistenza, scavallando il XIX ma anche il XX secolo e approdando fino ai nostri giorni. La sua filosofia di natura nichilista e la sua riflessione sulle contraddizioni e i limiti della morale e della dottrina religiosa sono tutt’oggi vive e ben radicate nel pensiero contemporaneo, caratterizzato da una crisi dei valori e delle certezze senza eguali.

Se alcune intuizioni, in parte geniali e in parte enigmatiche, dell’intellettuale tedesco sembrano essersi avverate (pensiamo, ad esempio, alla lenta disintegrazione della morale e della religione nella società occidentale contemporanea), l’avvento dell’oltreuomo da lui profetizzato, e quindi la diffusione di un nichilismo attivo e di un’entusiastica partecipazione degli uomini alla vita, sembra invece essere ancora lontano dall’avverarsi.

social instagram

La velocissima affermazione di internet e con esso delle piattaforme social ha contribuito ad isolare gli individui che, abbandonati i punti di riferimento della morale e della religione cristiana, sembrano essersi rinchiusi in bolle virtuali nelle quali si sentono al sicuro, protetti dalla decadenza e dalle incognite senza risposta della vita reale. Invece di affrontare con gioia e pienezza la vita, l’uomo contemporaneo tende a fuggire da se stesso, dalla paura dell’ignoto e dalla mancanza di senso dell’esistenza, rifugiandosi nella nuova metafisica dei nostri giorni: la realtà virtuale. Un mondo dove le barriere e le incertezze della vita sembrano non esistere e dove siamo liberi di dare un senso, nuovo e diverso, alle nostre esistenze.

Che sia questa la volontà di potenza di cui parlava Nietzsche al tramonto del diciannovesimo secolo? Oppure è soltanto l’ennesima illusione dietro la quale preferiamo nasconderci per non affrontare i problemi, le ansie e le incertezze della vita reale?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Alessandro Mancini

Direttore editoriale e fondatore di Artwave. Laureato in Letteratura e Linguistica italiana, appassionato di fotografia e di arte, inguaribile sognatore, ritardatario senza speranze. Cerco la bellezza nei dettagli.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button