Arrivata la straordinaria nevicata sull’Urbe sono esplose le consuete polemiche per i forti disagi fuori e dentro il Raccordo ma si sono registrate ovunque anche scene di pura festa e felicità tanto attese da molti romani.

 

Roma- E alla fine neve è stata, e abbondante. Dopo le perplessità nutrite da parte di alcuni e le ironie della vigilia, che hanno impazzato sui social network soprattutto a seguito della decisione del Comune di lasciare lunedì mattina le scuole chiuse (decisione poi estesa anche alla giornata di questo martedì), Roma si è risvegliata meravigliosamente imbiancata. Una nevicata che è iniziata nella notte ed è durata fino alle prime ore della mattinata, quando è comparso un pallido sole. Per quanto ampiamente annunciata, la nevicata di ieri è stata un evento straordinario: da Piazza di Spagna a Castel Sant’Angelo, dal Colosseo al Pantheon a Piazza San Pietro, fino al litorale di Ostia, tutte le principali mete turistiche sono state coperte dalle neve.
Si è vissuto un inizio di settimana assolutamente insolito, con delle conseguenze che raccontano la vera natura di Roma; quello che è successo ieri rappresenta la metafora della Città eterna nella nostra modernità. Perché da una parte c’erano i disagi, dall’altra la bellezza: traffico in tilt, scuole chiuse, problemi per le attività commerciali, cartoline di bianchi squarci urbani su Instagram, bambini con i genitori sui prati o sulle spiagge innevate, palle di neve e pupazzi improvvisati, baci d’amore tra ragazzi e ragazze per scaldarsi nel gelo. Roma oggi è proprio questa, un miracolo di storia e natura strapazzato ma irriducibile, un sogno incorruttibile. Che in fondo i romani conoscono e riconoscono, ridendo di un’altra polemica politica e correndo al Colosseo, al Circo Massimo o sotto casa, Roma casa di tutti.  

I disagi.
Sapere che Buran, il freddo gelido proveniente dalla Siberia, avrebbe determinato precipitazioni insolite per la Capitale non è bastato a fare in modo che la città fosse preparata ad affrontarle. Nonostante la decisione di chiudere le scuole, estesa anche per la giornata di martedì e contro la quale Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti, l’attivazione del piano neve e la circolazione metro regolare, infatti, sono stati tantissimi i disagi che i cittadini hanno dovuto affrontare per spostarsi. Data la situazione, soprattutto nelle prime ore della giornata, la Protezione civile ha disposto l’intervento dell’esercito per ripulire le strade.
Sono stati circa 130 gli interventi effettuati nella notte dai vigili del fuoco per la caduta di alberi, rami pericolanti, soccorso a persone rimaste bloccate nelle loro auto durante la nevicata.
La neve ha provocato disagi alla circolazione: automobilisti in panne. In molti hanno circolato senza catene, alcuni autobus non sono riusciti a circolare a causa delle strade impraticabili non ancora sgomberate dalla neve o per i rami e gli alberi caduti a causa della nevicata. Difficile anche trovare taxi liberi, in molti hanno scelto di raggiungere il posto di lavoro a piedi. La metropolitana invece ha funzionato regolarmente; problemi per la Roma-Lido. Il servizio di superficie ridotto nel caos: circola il 36 per cento degli autobus, 480 sui 1.300 previsti in condizioni normali. Disagi anche sulle linee di tram. Da Atac, la municipalizzata dei trasporti, spiegano che i mezzi sono ridotti per problemi di viabilità mentre dal Campidoglio assicurano: «In campo 1.500 operatori e 190 mezzi dedicati allo spargimento di sale e alla pulizia stradale.
Circolazione ferroviaria ancora fortemente rallentata nel nodo di Roma. Disagi alla stazione Termini, con ritardi anche di due ore. A causa del persistere dell’emergenza, per la giornata di martedì tutti i treni Alta velocità in arrivo e partenza da Roma fermeranno nella stazione Roma Tiburtina. «In linea con il livello di emergenza previsto dai Piani neve e gelo sarà garantito l’80% dei treni alta velocità e il 50% dei treni del trasporto regionale nel Lazio» scrive in una nota Rete Ferroviaria Italiana.
Anche per gli aeroporti giornata difficile: gli scali di Fiumicino e Ciampino, tuttavia stanno progressivamente tornando verso la piena operatività.
Oltre 170 mezzi, già dislocati in diverse parti del territorio, sono disponibili per l’emergenza. Il sale a disposizione «è di mille tonnellate al giorno» come spiegato dal Campidoglio. Ancora nella memoria dei romani, e del mondo intero, le immagini della nevicata epocale del 2012, quando la neve, sotto l’amministrazione Alemanno, bloccò la circolazione e il normale svolgimento delle attività quotidiane. Ora non nevica più ma il pericolo è il ghiaccio.

Non sono mancate le polemiche per l’assenza in città della sindaca, in Messico per un convegno sul clima: «Raggi va in Messico a parlare di clima, ma dimentica di dotare gli autobus di gomme termiche per la neve. Risultato? Un’altra giornata di ordinario caos», afferma Stefano Pedica del PD. Non meno sarcastico l’ex primo cittadino, Gianni Alemanno: «Virginia quando torni dal Messico ricordati il sale…», ha scritto in un tweet e posta anche una foto, pala in mano, di quando anche lui, nel 2012, ebbe a che fare con un’abbondante nevicata in città. In quell’occasione scoppiò anche una polemica sull’utilizzo di un sale sbagliato per la pulizia delle strade. Accuse che lo stesso Alemanno etichettò come “sciocchezze assolute”.
Sostiene la decisione della sindaca di chiudere preventivamente le scuole, invece, il candidato premier M5s, Luigi Di Maio: «Ieri hanno criticato Virginia perché aveva deciso di chiudere le scuole per l’emergenza neve. Menomale che le scuole erano chiuse, perché quando c’è un’emergenza neve è bene evitare che ci siano troppe auto e troppe persone in strada», ha detto su Facebook.
Insomma a pochi giorni dalle urne, anche i cristalli di ghiaccio esagonali figli di Burian sono materia di propaganda. Data la situazione nella città, la prima cittadina è rientrata in anticipo dalla trasferta, dopo il suo intervento al C40 a Città del Messico. Comunque la sindaca ha dichiarato di essere stata in «in contatto costante con centro operativo della protezione civile di Roma Capitale. Grazie a tutti per il grande lavoro di squadra», ha scritto su Twitter, postando una foto che la ritrae in collegamento con il centro operativo.
Che Roma sia strutturalmente (e culturalmente) impreparata alla neve è un dato, e i 5 Stelle rivendicano di aver limitato i danni (a ragione, rispetto al 2012).
All’indomani della neve in città è questa la fotografia della mobilità a Roma.

Il rischio ghiaccio ha spinto il Campidoglio a estendere anche alla giornata di domani lo stop alle lezioni: scuole chiuse a Roma e in altre città del Lazio. Resteranno chiuse domani le scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, sul territorio di Roma. Il provvedimento si è reso necessario dopo i bollettini diffusi lunedì dalla Protezione civile regionale: “previste gelate molto intense e un forte abbassamento della temperatura che proseguiranno anche nella giornata di domani”.
Ma fra neve ed elezioni c’è il rischio che le scuole di Roma che ospitano seggi elettorali restino chiuse per ben nove giorni. Un megaponte che potrebbe coinvolgere anche altri comuni dove le perturbazioni stanno imponendo la sospensione delle attività didattiche. A lanciare l’allarme sono gli stessi presidi: «il rischio è che tra neve ed elezioni, le scuole di Roma in cui verranno allestite le urne potranno riaprire ai ragazzi solo la mattina di mercoledì 7 marzo» spiega Mario Rusconi dell’associazione nazionale presidi ( Anp) del Lazio. Il calcolo è preso fatto: «Giovedì è di nuovo prevista neve a Roma quindi presumibilmente ci sarà un nuovo stop, venerdì compreso, anche per il ghiaccio» conclude Rusconi.
L’amministrazione comunale ha anche potenziato il sistema di accoglienza per le persone senza fissa dimora.

La bellezza.
L’ultima volta in cui la Capitale fu imbiancata fu sei anni fa, era il febbraio 2012: in quell’occasione le strade furono ricoperte da un manto di qualche centimetro. Allora la perturbazione fu causata dall’incursione di un vortice d’aria gelida in quota dalla Valle del Rodano che trasformò, come ieri l’ondata di gelo provocata da Buran, una normale mattinata di febbraio in una giornata straordinariamente speciale per tutti i romani. Prima ancora nel febbraio 2010 la neve fece una brevissima comparsa, così come il 17 dicembre dello stesso anno, a conferma di un anno solare straordinario.
Oltre tutti i problemi che Burian ha portato, la magia della Città Eterna sotto la neve ha fatto il giro del mondo grazie ai social. Un risveglio incantato su una città che raramente vede la neve che ha colpito ed emozionato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha postato su Facebook la foto del Colosseo imbiancato «come poche volte nella sua lunga storia!».
Non solo Villa Borghese, il Colosseo e Ostia sotto bianchi fiocchi, si sono visti i preti a San Pietro fare a palle di neve coi pellegrini, le strade libere dalle macchine tutte coperte dalla neve e con i cuori fatti sui finestrini, le bici con le ruote di gomma e neve, i pini sempreverdi con i rami innevati, le piazze e i vicoli segnati dalle impronte degli stivali. E i pupazzi con il naso di una carota rubata in cucina, con i guanti per il freddo incredibile, e i sorrisi delle bambine coi bambini perché anche domani non si va scuola e si deve festeggiare la vacanza; gli amici che si ritrovano sul pontile di Ostia lasciando per un po’ i libri degli esami, i ragazzi innamorati che chiamano le loro “regine della neve” per avere un bacio indimenticabile nella Roma dei fiocchi di neve di un fine febbraio.  Innumerevoli immagini, e innumerevoli storie di umanità felice che sono nate ieri e che proseguiranno nonostante tutti i disagi che potranno intervenire senza però corrompere una bellezza interminabile. Che è Roma.
Giovedì ancora neve a Roma, ma meno intensa. Ovunque infatti la neve sarà accompagnata da venti di scirocco, che renderanno le precipitazioni solo lievi. Saranno ancora disagi sì, speriamo che siano ancora immagini di bellezza e felicità.
Abbiamo raccontato qui tutti i problemi, tanti problemi, e poche storie di bellezza, perché l’importante alla fine non è scriverle, sentirle o leggerle, ma viverle. Perciò ci si vede, giovedì, tra la neve.

 

Emanuele Forlivesi