Pianeta Cultura

Nessuno può fermare la mia bicicletta!

Alfonsina Strada

A 59 anni dalla sua morte, possiamo affermare che il ciclismo sia uno sport diffuso e popolare, diventato disciplina olimpica grazie a chi non ha voluto interrompere la propria folle corse su due ruote.

Nasce in una famiglia di contadini e ben presto si appassiona al ciclismo partecipando a numerose competizioni. In paese, vedendola sfrecciare in bici, la soprannominarono “il diavolo in gonnella”. Nel 1915 sposa Luigi Strada,  che, a differenza della sua famiglia, la incoraggia a coltivare la sua passione e il giorno delle nozze le regala una nuova bici da corsa.

Il diavolo in gonnella comincerà ad allenarsi seriamente a Milano, dove i coniugi si trasferirono l’anno successivo al matrimonio.

Prima donna in assoluto a partecipare al giro d’Italia, era il 1924. Alfonsina parte e compie regolarmente 4 tappe: Milano-Genova (arrivando con un’ora di distacco dal primo ma precedendo molti rivali), Genova-Firenze (in cui si classifica al cinquantesimo posto su 65 concorrenti), Firenze-Roma, giungendo con soli tre quarti d’ora di ritardo sul primo e la Roma-Napoli.
Nella tappa da L’Aquila-Perugia purtroppo  arriva fuori tempo massimo e i giudici si dividono in due sono combattuti se farla continuare o estromettere dalle altre tappe.
Emilio Colombo, Direttore della Gazzetta, che aveva permesso la partecipazione di Alfonsina al Giro capendo al volo  la curiosità che suscitasse nel pubblico la prima ciclista italiana della storia, propone di far proseguire la corsa ad Alfonsina ma senza considerata in gara. Lei acconsentì e proseguì il suo Giro.

Ad ogni nuova tappa viene accolta da una folla che la acclama, la festeggia e la sostiene.
Segue il Giro fino a Milano, dodici tappe, 3618 chilometri. Dei 90 corridori partiti, solo 30 arrivano a Milano ed il diavolo in gonnella è tra questi.
Negli anni successivi, avendole negato la possibilità di iscriversi al Giro, Alfonsina vi partecipa comunque per lunghi tratti, conquistando l’amicizia, la stima e l’ammirazione di numerosi giornalisti, corridori e appassionati di ciclismo che continuano a seguire le sue imprese con curiosità e rispetto.
Nel 1938, a Longchamp, conquista il record femminile dell’ora percorrendo 35,28 km.

Rimasta vedova, si risposa  il 9 dicembre 1950, con Carlo Messori, ex ciclista, con cui continua la sua attività sportiva. La sua passione per la bicicletta non viene meno, apre a Milano un negozio di biciclette con una piccola officina per le riparazioni.

Rimasta di nuovo vedova nel 1957, manda avanti da sola il negozio e ogni giorno, per andare al lavoro,  usa la sua vecchia bicicletta da corsa indossando una abbondante gonna pantalone.
Abbandonerà la sua bicicletta molti anni dopo per una Moto Guzzi 500 cmc., moto con cui avrà un incidente stradale che le causerà la morte.

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button