Cronache di Roma

NELLA POLITICA ITALIANA NON SI MUOVE UNA FOGLIA

Dai cinquestelle alla Lega Nord passando per il Partito Democratico la scena politica italina sembra vivere un momento stand-by. Dietro al quale, però, si cela il nome di chi potrà approfittarne

Roma – Qualsiasi degna panoramica sull’attuale momento politico, non può che partire dalla testa. Proprio da lì, infatti, dicono che il pesce inizi a puzzare. Vada per la testa allora. Quella di Renzi, da anni in procinto di cadere, ma nonostante tutto ancora saldamente incollata ai banchi del Governo. Un esecutivo, però, tutt’altro che sottomesso alle volontà del capo. Anzi, sembra non passare giorno in cui qualcuno non rinunci a rammentargli quanto sia “precaria” la sua situazione. Scherzi del destino. Come qualche giorno fa, quando sulla mozione Italicum i centristi di ALA e AP sono riusciti a tenere in scacco l’esecutivo per ore. Salvo poi mollare la presa, con tutta probabilità, solo dietro “pagamento” di un debito “riscatto” politico. Congetture, direbbe qualcuno.

A lupo a lupo – Come quelle che muovono dal versante opposto o interno, su questo punto non sembra esserci ancora convergenza di opinioni. La minoranza Dem, tanto per intenderci, assicura di sentirsi parte integrante del PD e di non nutrire alcun progetto cospiratorio. Congetture, appunto. Confermate, se ancora ce ne fosse bisogno, dall’ennesima fuga di massa che ha visto protagonisti alcuni parlamentari “democratici”. Una diserzione, avvenuta sempre in occasione della mozione sull’Italicum, alla quale Renzi sembra così abituato da non farci più caso. Sintomo che le minacce, vere o supposte che siano, si sono trasformate in innocui fuchi di paglia.

Restart – Così, mentre da un lato si barcolla sotto i fendenti degli alleati di partito o presunti tali. Dall’altro, Silvio & company nascondono i cocci di quel che rimane del centro-destra sotto al tappeto. Visto che di raccoglierli non c’è verso, almeno per ora. Tra un invito ad Arcore ed una riunione di Presidenza, l’ex Cavaliere sembra alle prese con il più improbabile tra gli azzardi. Ricompattare lo schieramento prima che sia troppo tardi. Compito quanto mai arduo, viste e considerate le sembianze sempre più simili al Risiko che Forza Italia sta assumendo. In molti, infatti, assicurano di aver intravisto l’ombra di un Partito diviso in “zone d’influenza”. Ognuna delle quali, alla disperata ricerca del tanto agognato momento di gloria.

D’Artagnan e i tre moschettieri – I “Big”, investiti del compito di portare a termine la remontada, danno l’impressione di stringersi attorno al Capo per pianificare la strategia. Il timore, è che possa rivelarsi invece un abbraccio mortale. Da Parisi a Brunetta, passando per Toti, sembrano tutti alla finestra in attesa di un passo falso del “vecchio” leader. Nel frattempo, ognuno tira l’acqua al suo mulino. Dal palco del “MegaWatt”, per esempio, l’ex Ad Fastweb ha teso la mano a Confindustria. La speranza: riuscire in ciò in cui Renzi ha fallito, ammaliare gli imprenditori offrendosi come il cavallo giusto. Dall’altro lato della cortina, invece, Toti strizza l’occhio alla Lega e alla Meloni.

Carpe diem – Stefano il “Moderato” e Matteo “l’altro”, le due anime del Centro-destra. Due “destre” agli antipodi, come non se ne trovano in tutta Europa. Francia compresa.  La prima bianca, simil crociata ma senza scudo. Almeno nel simbolo. La seconda, nera e lepenista fino al midollo, per bocca del suo Segretario ha, ufficialmente, lanciato il guanto di sfida all’ex Cavaliere. L’ha fatto, in nome di quel momento di gloria tanto agognato di cui parlavamo poc’anzi. L’occasione, una di quelle che capitano una sola volta nella vita, potrebbero essere le primarie. Quelle che ad Arcore non hanno mai digerito bene, trasformatesi in una grottesca farsa solo pochi mesi fa.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare – Così, nel bel mezzo del marasma, ecco spuntare la flebile luce dei grillini. Del bagliore accecante di un tempo, però, sembra essere rimasta solo una fioca fiammella. Tra bugie, toto-assessori, gaffe e insulti alla stampa l’isteria sembra dilagare. Prevedibile. Insieme alla “conquista” della Capitale sono spariti gli streaming, palesando come il morbo “correntista” abbia finito per contagiare anche i cinquestelle. Tornare “movimentisti”, incalza Grillo dalle profondità della “Bepcaverna”. Non c’è pace per l’ex comico genovese, costretto a vestire i panni della balia et nunc et semper, a quanto pare.

Il ritorno in campo del fondatore del M5S, in piena burrasca, ha il sapore amaro della fallimento. La conferma, che in questo paese i leader carismatici sono tanto importanti quanto rari da trovare. Ne è prova provata il centro-destra, orfano da anni di un timoniere riconosciuto e riconoscibile. Se si esclude Salvini, ovviamente, capace solo di indossare magliette dal dubbio buon gusto. La galassia pentastellata, si era illusa di poter finalmente camminare sulle proprio gambe. Non sia mai, troppo inesperti ed impreparati i discepoli di Beppe “il comico”. Per onestà intellettuale, però, va detto che gli altri non se la passano certo meglio. Anzi, sembra che peggio di così non poteva andare.

L’assenza di avversari politici, si sta rivelando un’arma a doppio taglio per Renzi. Croce e delizia di un partito immobile, che nello scontro politico avrebbe potuto trovare nuova linfa. Così non è. Il Presidente-segretario, nonostante il vuoto che lo circonda ha finto, lo stesso, per prestare il fianco ai “compagni” di Governo. Risucchiato nel limbo di quel do ut des di democristiana memoria. Oggi come allora, infatti, sulla politica italiana sembra aleggiare lo spettro del Pentapartito. Tutti insieme appassionatamente. Un remake del compromesso storio, tutto al ribasso però. A farne le spese, come al solito, i cittadini sempre più disaffezionati da una classe politica distante e in altre faccende affaccendata.

Mattia Bagnato

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Mattia Bagnato

E’ laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva presso l’Università degli Studi di Perugia. Attento alle questioni internazionali come la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani e i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali. Ha un diploma in Diritto Internazionale Umanitario e un Diploma in risoluzione di conflitti internazionali presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha collaborato con diverse ONG italiane quali Oxfam Italia e la Tavola della pace di Perugia. Esperienze professionali alle quali si aggiunge un periodo di stage presso l’Ufficio relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Granada. Attualmente, sta collaborando con il giornale on-line Ghighliottina.it per il quale si occupa di scrivere articoli di politica nazionale ed economia.

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