Il TalentoMicro

MUSICISTA DI STRADA

E’ nato ad Empoli, vive a Bologna ma grazie alla passione per le sette note ha girato tutto il mondo. Fabrizio Bezzini ha conosciuto negli States il banjo. Ed accompagna il suono delle percussioni con il limberjack, una sorta di “marionetta” che lo aiuta nei suoi piccoli show itineranti, rendendolo un “one man band”

Empoli- E’ capitato a tutti di fare un viaggio e incontrare per strada o nelle piazze dei musicisti che lasciano a bocca aperta, che fanno sorgere molte domande, che colpiscono così tanto da parlarne con i compagni di viaggio a lungo. Fabrizio Bezzini è uno di quei musicisti che rimangono ben impressi nella mente. Nato a Empoli il 28 maggio del 1981, si è trasferito a Bologna per frequentare l’università e, dopo essersi laureato in Discipline dell’Arte Musica e Spettacolo, è rimasto a Bologna dove per mantenersi  non lavorava solo in un Call Center ma suonava la chitarra acustica, resofonica e l’ukulele in un duo di blues acustico, i “Lazy Step”.

E’ proprio a Bologna che inizia a suonare la chitarra per strada con il suo amico Flavio Cipriano. Nel 2008 pubblicano il primo cd “Blues in the kitchen” registrato nella cucina della casa in cui abitava. Dopo la pubblicazione del Cd hanno cominciato a suonare in tutta Italia in locali e festival blues e, vendendo più di 1000 copie in un anno, suonavano anche in Piazza Maggiore, la preferita di Fabrizio essendo partito tutto proprio da lì.  Quando finisce l’università Fabrizio decide di partire per gli USA , in un viaggio che aveva sempre sognato di fare: settanta giorni coast to coast da New York a San Francisco, alla ricerca della musica. In questo viaggio si innamora del suono di uno strumento: il Banjo. Il mondo è la miglior fonte di ispirazione. Ogni luogo ha un suo odore, dei suoi sapori, una sua musica, ha delle caratteristiche uniche che lo rendono indimenticabile.

Fabrizio Bezzini  si è fatto ispirare dal mondo, soprattutto durante la tappa alla catena montuosa degli Appalachi “durante  questo viaggio di “esplorazione musicale” in queste montagne del North Carolina (USA ) mi sono innamorato del suono del banjo e son rimasto colpito dall’incredibile fascino dei movimenti percussivi con i piedi che facevano i ballerini. A primo impatto mi apparve come un tip tap primitivo. Ritornato in Italia ho iniziato a suonare il banjo nello stile caratteristico di queste montagne, chiamato “Clawhammer”che riesce a fondere la melodia e il ritmo in un solo movimento che si effettua col polso della mano”.

Il mondo, oltre ad essere per lui un’ispirazione è anche il suo palcoscenico: in ogni piazza del mondo in cui si esibisce da vita a questa passione per la sua musica; a Parigi, Barcellona, Firenze, Istanbul ad esibirsi non è da solo. Una marionetta speciale lo accompagna con dei balletti divertenti che attraverso il contraccolpo generato tramite il contatto con una superficie di legno è in grado di emulare i movimenti di un vero e proprio ballerino di musica Old Time.

“ Questo tipo di marionetta viene chiamato  “limberjack” (oppure  “dancing doll”, “jig doll”, “busker’s puppet” o “clogger”). Un giorno, suonando in strada, ho avuto la fortuna di conoscere due musicisti inglesi che suonavano questo genere di musica ed uno di questi aveva con sé un limberjack che utilizzava come strumento percussivo, impugnato con le mani. Abbiamo suonato insieme e ci siamo divertiti molto, è stata un’esperienza bellissima; così quando son tornato a casa, mi è venuto in mente di costruirmi un limberjack di legno e di cercare un modo per suonarlo insieme al banjo come una specie di “one man band”. In breve tempo questo è diventato il mio principale lavoro, infatti, dopo alcuni anni di studio ho pubblicato un cd dal nome: “It’s only old time banjo… but I like it” e ho iniziato il progetto “Let’s bring old time banjo to the streets” suonando in molte piazze, strade e mercati in giro per il mondo. Sono sempre stato attratto dal suonare in strada perché la considero una delle più libere e democratiche forme di espressione, che ti permette di eliminare molti passaggi dello show business attuale che  non riuscivo e non riesco a farmi piacere. La ricerca di serate, le pubbliche reazioni con i gestori dei locali o con gli organizzatori di festival non fa per me. Amo la strada, le piazze del mondo, lo considero il miglior modo per avere un contatto diretto  e sincero con il pubblico,senza intermediari. Si fermano incuriositi dalla marionetta che può essere un ballerino, un pollo, un poliziotto, un cane o un cavallo, ma che comunque è unica nel suo genere e poi la musica che suono, non si sente ovunque.”.

Livia Iraci

Livia Iraci

L’ultima dei romantici. Scrive da quando ne ha memoria, anche da piccola in classe appuntava tutto quello che capitava su un quaderno che doveva invece servire a fare esercizi matematici. Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul linguaggio non verbale, ha collaborato con giornali Online ed è alla ricerca di se stessa e per farlo ha cominciato da Scarborough piccolo paese dell’ Inghilterra.

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