Dossier

MR SADIQ

Questa mattina, Londra si è svegliata con un nuovo sindaco. Sadiq Khan, musulmano e di origini pakistane. Ma è proprio il neo-eletto a meglio rappresentare i valori e i progetti dei cittadini della City

Londra (dalla nostra corrispondente)- La vittoria di Sadiq Khan contro Zac Goldsmith rimarrá nella storia non solo del Regno Unito e dell’Europa. Una storia che fa di lui il primo sindaco musulmano di una delle piú grandi capitali d’Occidente consegnando così le chiavi della Cittá al partito Laburista, dopo otto anni di controllo da parte del partito Conservatore. Per alcuni Mr Goldsmith ha perso non solo l’elezione, ma la reputazione e la credibilità puntando sul fattore razziale e religioso del suo avversario. Ed è stato un errore decisivo in una città come Londra. Riflettendo sulla strategia adottata, il partito Conservatore ora comprende che il più grande sbaglio durante la campagna elettorale 2016 è stato quello di non riflettere quale tipologia di politico Sadiq Khan fosse. Ovvero un forte sostenitore di una politica eco-friendly (come la gran parte dei cittadini inglesi), un independent-minded con integrità.

Il signor Khan stesso ha puntato sul fattore che fosse il figlio di un bus-driver pakistano. E la stampa ha raccontato sostanzialmente tutto, anche le non proprio felici battute di Goldsmith. Si, dobbiamo ammetterlo, il fattore razziale e religioso non ha attratto solo la stampa inglese ma la stampa di tutto il mondo. Tuttavia la politica di integrazione eccellente a Londra rende il multiculturalismo uno status che avviene in maniera molto naturale. Basti pensare che oggi coloro che sono classificati come “White British” sono solo Il 45% della popolazione complessiva. Per capirci, una persona su otto è musulmana. A ogni modo, da oggi in poi gli inglesi non valuteranno Sadiq Kahn per il colore della pelle o per il suo credo religioso, ma sostanzialmente per ciò che saprà fare per la città.

Fabia Martina

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Fabia Martina

Reporter freelance. Dal 2012 vive e lavora a Londra. A partire dal 2006, durante un periodo di formazione presso i Musei Capitolini di Roma, inizia una collaborazione con l’Editore Guido Talarico per il quale firma una serie di articoli pubblicati su Sofà trimestrale dei sensi nell’arte riguardanti Mostre d’arte contemporanea e la conservazione del Patrimonio Culturale in Italia e all’estero. Nel 2010 realizza un reportage fotografico su Istanbul. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale, partecipa come embedded in teatri di guerra per documentare lo stato del patrimonio culturale in aree del Medio-Oriente interessate da un conflitto bellico. Nel 2011 è embedded in Kosovo dove realizza diversi reportage, una convention dal titolo Kosovo, un nuovo Stato. Le sfide euro-atlantiche ed infine una puntata del palinsesto televisivo Andata e ritorno dove affronta tematiche inerenti la delicata questione del Kosovo e le principali organizzazioni internazionali che operano sul territorio KFOR, OSCE, EULEX, UNIMIK, ICO e UE. Nel 2012 come embedded realizza vari articoli relativi alla missione di pace in Libano diretta da UNIFIL e il contesto in cui versa il Patrimonio Culturale Archeologico della città di Tiro.

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