Al Museo dell’Ara Pacis dal 6 aprile  fino al 27 ottobre la vita e le opere dell’Imperatore Claudio raccontate attraverso un allestimento fatto di immagini e suggestioni visive e sonore.

Dal 6 aprile fino al 27 ottobre 2019 sarà visitabile presso il Museo dell’Ara Pacis la mostra “Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia” un allestimento che ripercorre la vita, il regno, l’operato e la personalità del quarto imperatore romano. La mostra è il frutto di una felice collaborazione tra Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e il Musée des Beaux-Arts di Lione. Lungo le sale del Museo dell’Ara Pacis sono esposti numerosi e straordinari reperti concessi in prestito da importanti e prestigiosi istituzioni nazionali e internazionali, attraverso i quali il visitatore potrà rivivere i momenti salienti della vita di Claudio e della famiglia Giulio-Claudia. Sottovalutato da Augusto, che preferiva come suo successore suo fratello Germanico, Claudio divenne imperatore quasi per caso. Dopo la sospetta morte di Germanico in Siria nel 19 e la dipartita di Tiberio nel 37, a vestire la porpora imperiale fu il nipote di Claudio, Caligola. Quando quest’ultimo cadde vittima di un complotto nel gennaio del 41, il corpo dei pretoriani elesse come imperatore proprio Claudio, che salì al potere all’età di 50 anni. Conquiste militari, opere pubbliche, incremento dello sviluppo amministrativo ma anche giochi di potere e intrighi di corte, soprattutto con le mogli Messalina e Agrippina, segnano l’esistenza di Claudio. Quella dell’Imperatore Claudio è infatti una figura storica assai controversa, dal momento che la letteratura latina lo ricorda come un uomo debole fisicamente e mentalmente, nonchè facilmente manipolabile dalle mogli e dai liberti. La mostra “Claudio Imperatore” mette dunque in discussione quest’immagine cupa e poco lusinghiera di Claudio giunta a noi dalle fonti antiche in favore di un ritratto storico più obiettivo, da cui traspare la figura di un sovrano colto e saggio e di un ottimo amministratore della cosa pubblica.

Servizio, riprese e montaggio di Michele Porcaro