Termina il mistero sulla morte di Anthony Freeman, il seminarista 29enne deceduto a Pasquetta.

Roma – Fratel Anthony Freeman, L.C., è morto nella notte fra il 1° e il 2 aprile, a 29 anni nel Collegio Internazionale Legionari di Cristo a Roma. La causa del decesso, risultata dalla scheda Istat sulle cause di morte e comunicata ufficialmente alla congregazione dei Legionari il 6 aprile, è estremamente chiara e non lascia spazio ad altre ipotesi: cardiomiopatia dilatativa.

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia che colpisce il muscolo cardiaco e che compromette la capacità del cuore di pompare efficientemente il sangue verso il resto dell’organismo. Si tratta di un ingrossamento del ventricolo, che si associa a una ridotta capacità di pompare il sangue. È un ingrossamento del cuore, che può essere ereditario od acquisito, del quale non è possibile individuare una causa specifica. Quindi nessun giallo, nessun intrigo, nessun mistero. L’esame medico-legale ha ufficialmente stabilito il decesso per causa naturale. Basterebbe questo. Ma anche gli ultimi eventi della vita di fratel Anthony sono limpidi e lineari, non avvolti nel mistero, come alcuni hanno voluto malignamente insinuare. Il giorno 1° aprile ha servito come accolito alla Messa di Pasqua celebrata da Papa Francesco in piazza San Pietro, portando la Croce processionale. Nel pomeriggio ha incontrato alcune persone e la sera ha cenato con la sua comunità.

“Ora fratel Anthony può riposare in pace! I giornali hanno insinuato le cose più inverosimili; al dolore dei genitori, dei fratelli e di noi legionari, sono state brutalmente e violentemente affiancate vere e proprie diffamazioni, ipotesi di intrighi, incursioni in proprietà privata di giornalisti oltre ogni etica deontologica! Gossip morbosi degni solo del reparto di psichiatria…” ha scritto padre Alberto Carrara, confratello di Anthony, sacerdote dei Legionari di Cristo e professore universitario presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Un giallo risolto, proprio perché non si tratta di giallo.

 

                                                                                                                                       Emanuele Cheloni