Si concluderà  a giugno, presso il tribunale di Milano, il processo penale a carico di Dario Calzone, accusato insieme a un minorenne di aver ucciso il giovane Iulian Lazslo Razvan, il 19 enne romeno alla stazione di Corsico la notte del 23 luglio dello scorso anno

Corsico (Milano)- Ammazzare a 16 anni. Dare appuntamento alla vittima, appostarsi dietro a una colonna con un revolver calibro 22 in pugno. Lasciare che il proprio socio, di tre anni più grande appena, faccia da esca, con la merce in mano. E poi uscire e sparare da un paio di metri, al bersaglio grosso, un solo colpo che attraversa il braccio della vittima – un altro ragazzo di 19 anni – e gli fora il cuore. E infine organizzare la fuga, spegnere e staccare i cellulari come fanno i latitanti veri, muoversi coi treni, un’unica comunicazione coi genitori dal telefono pubblico (intercettata: debolezza fatale) e poi giù a vagabondare per le strade e la movida di Rimini, dormendo in spiaggia. Lì sono arrivati i carabinieri del Nucleo investigativo di via Milano, guidati dal tenente colonnello Alessio Carparelli e coordinati dal pubblico ministero Nadia Celle, con un fermo per omicidio volontario in concorso. Dario Calzone, 19enne del Corvetto, famiglia onesta ma qualche piccolo precedente alle spalle, ha ammesso. E così ha fatto M.K., 16 anni, origini libiche, cresciuto sulle stesse strade del complice. Storia di debiti, di merce rubata (abiti e profumi) e già pagata per poi piazzarla altrove da Iulian Laszlo Razvan, il 19enne romeno che rivoleva indietro le poche centinaia di euro anticipate, o la roba.

Lo si vede arrivare in bici, mancano pochi secondi alle 23.03 di giovedì 23 luglio, all’esterno della stazione di Corsico, ripreso dalla telecamera comunale puntata sul piazzale. Posteggia accanto alle scale, fa quattro gradini, pochi passi ed entra. Settanta secondi dopo, due ombre fanno la strada inversa. Razvan è stato appena colpito – ma non ci sono immagini del delitto – e la coppia si allontana velocemente. Entrambi hanno un sacchetto o uno zaino in mano, scendono la breve rampa e vengono inghiottiti dal buio. La bici della vittima resta lì. E resta anche Iulian sulla banchina di Corsico ad agonizzare per 11 minuti: l’allarme al 118 viene dato alle 23.16 e nonostante la rianimazione, il giovane – anche per lui piccoli precedenti – muore poco dopo.

Non aveva documenti e le ore impiegate dagli investigatori per identificarlo, mentre a Corsico cominciavano a spargersi voci disparate – che la vittima fosse uno spacciatore marocchino 22enne, che l’omicidio avesse avuto un prologo in una rissa tra romeni e marocchini in un bar poco distante – sono un vantaggio per i due fuggiaschi. Ma appena i carabinieri riescono a dare un nome a Razvan, ecco il filo dei suoi ultimi contatti telefonici che porta a Calzone. Si conoscevano i due: stessa scuola (abbandonata), stessa palestra, stesso giro di furtarelli e ricettazione. Non risultano invece contatti tra la vittima e il suo 16enne killer. Decisiva è per gli specialisti del colonnello Carparelli (che lascerà a fine agosto il Nucleo investigativo col 30esimo omicidio risolto su 30) la telefonata ai genitori, conferma di una fuga verso Rimini. Presi, i due fanno anche ritrovare la pistola in un cespuglio dietro la stazione Romolo. Ora sono a San Vittore e al Beccaria.

Il giorno 22 giugno verrà celebrata l’udienza di discussione finale in cui verranno avanzate anche le richieste di risarcimento danni per le Parti Civili. Costituite Parte Civile, infatti, sono la madre e la zia di Julian rappresentate, rispettivamente, dagli Avv.ti Roberto Loizzo e Pasquale Trigiante, entrambi del Foro di Bari, che chiederanno il ristoro del danno subito per la tragica perdita del giovane Julian.

Redazione