I Monti Sibillini sono famosi per la loro bellezza e maestosità, ma anche per storie e leggende 

Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ad un’altitudine di 1869 metri sul livello del mare, possiamo trovare il Passo Cattivo. Il Passo Cattivo, che si presenta come una montagna davvero maestosa, costituiva un importantissimo collegamento tra la Val di Tenna e l’alta Val Nerina. Ancora oggi, tuttavia, rappresenta uno dei passaggi strategici della magnifica linea di cresta dei Sibillini che collega il massiccio del Vettore con la parte settentrionale del Gruppo.

 

La storia di questo settore della dorsale appenninica centro-settentrionale è collegata a luoghi scomodi e pericolosi che era tuttavia necessario transitare soprattutto per necessità vitali, e perché era anche la porta d’ingresso al regno oscuro della Sibilla e del Lago di Pilato. L’antico passaggio è comunque situato più a monte rispetto all’attuale ed è posto tra due speroni rocciosi, dove inizia l’esile sentiero che scende a capofitto verso la zona di Vallinfante, in direzione del Colle la Croce.

Al Passo Cattivo si lega anche una vicenda sanguinaria e realmente accaduta diversi anni fa; siamo nel 1522, Norcia e Visso si scontrarono nella celebre battaglia di Pian Perduto, nei pressi di Castelluccio. La battaglia fu vinta dai vissani che per rappresaglia condussero i prigionieri nursini in cima al passo e da lì gettandoli poi giù dalla rupe. I pastori di Vallinfante raccontano che di notte si possono ancora udire le loro grida strazianti! Invece alla fine dell‘800 furono le pecore di una famosa famiglia di allevatori a precipitare a centinaia nel burrone, un evento memorabile e tragico per un’epoca ove la pastorizia era la principale fonte di sostentamento, che contribuì ancora di più a rafforzare la sinistra fama di questo bellissimo luogo.

EMANUELE VALERI