Una (non troppo velata) critica al perbenismo e alla borghesia benpensante ma anche alle ipocrisie a cui ricorriamo nella quotidianità per sembrare più interessanti, soprattutto nella seduzione: sono queste le tematiche affrontate dalla stand-up comedian Michela Giraud nel suo monologo “Michela Giraud e altri animali” portato in scena ieri sera al Teatro del Lido di Ostia. Dopo lo spettacolo, la comica romana ci ha concesso una rapida e gentile intervista.

Nello scenario comico italiano, quello di Michela Giraud è un nome molto interessante: scoperta prima da Colorado e poi da Comedy Central, la comica romana si è distinta negli ultimi anni per una satira spigliata, irriverente e coinvolgente e per un leggero intercalare romano che conferisce ai suoi monologhi una sana spolverata di veracità. Michela è inoltre una delle poche stand-up comedians donne nel nostro paese, ma soprattutto è una delle pochissime cabarettiste che riesce a far ridere il pubblico senza trasformare i suoi assoli comici in tediose sequele di luoghi comuni sugli uomini che non abbassano la tavoletta del gabinetto o sul ciclo mestruale. Argomento dei suoi spettacoli è prima di tutto l’autoironia, con battute e gag sulle sue forme rotonde e sulla disperata ricerca di portarsi a letto qualche bell’omaccione: il suo registro linguistico, come del resto quello della stand-up comedy in generale, è colorito e vernacolare, ma non scade mai nell’oscenità gratuita.

Dopo numerose date e varie tournèe, “Michela Giraud e altri animali”, l’ultima fatica comica della stand-up comedian romana, arriva anche a Ostia. Ad accogliere la Giraud (32 anni compiuti pochi minuti dopo la fine dello spettacolo!) è un pubblico delle grandi occasioni che registra il tutto esaurito (con diverse persone che, pur di assistere allo spettacolo, si sono sedute sul pavimento) in quel del Teatro del Lido di Ostia. “Michela Giraud e altri animali” è uno dei tanti appuntamenti della rassegna “Teatri d’Arrembaggio”, un festival formato da spettacoli teatrali, laboratori per grandi e bambini e concerti musicali organizzato da Valdrada Compagnia Teatrale e parte integrante del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE. A introdurre la Giraud ci pensa il comico locale Mauro Kelevra, a cui tocca l’ingrato ma piacevole compito di scaldare la platea in attesa del Main Event della serata. L’ingresso della comica è invece scandito da applausi e da ovazioni fragorose, con un’accoglienza che lascia meravigliata la stessa cabarettista, che con enorme entusiasmo parte subito con il meglio del suo repertorio. Michela Giraud parla delle proprie insicurezze, le mette alla berlina senza ridicolizzarle, ma anzi sviscerandole, analizzandole attraverso la lente della comicità e della risata. Il pubblico è subito calamitato dalla comicità della Giraud, che coinvolge gli spettatori nella sua quotidianità, vissuta giorno dopo giorno a Roma, città dalle mille bellezze ma anche dalle mille contraddizioni, dove le signore imbellettate dei Parioli si alternano ai rozzi “bori” dei bassifondi con il chiodo fisso del calcio e delle ragazze. L’intero monologo, che Michela Giraud ha voluto proporre integralmente in occasione dell’ultima data, è un lungo je accuse a certe realtà ipocrite e convenzionaliste, che nascondono quegli stessi vizi e malcostumi che generalmente criticano. Cresciuta in una famiglia benestante romana, Michela si è laureata in Storia dell’Arte (raccontando nello spettacolo la travagliata stesura della tesi, scritta sotto la supervisione di una professoressa snob e chic) salvo poi imboccare la strada dello spettacolo, un mondo in cui lei si è fatta strada senza doversi concedere sessualmente (a suo dire per le sue forme tutt’altro che invitanti). Nel corso della sua vita, che in lunghi tratti ripercorre quasi come in un flusso di coscienza, Michela si imbatte e si misura con tante personalità forti e distinte: prima di tutto la madre, che non perde mai occasione per deriderla per il suo peso e per farle fare magre figure (“quasi come se fosse il suo modo di esprimere il suo affetto”, precisa la Giraud), le amiche desiderose come lei o i vari ex fidanzati che sono entrati e usciti dalla sua vita. Sono questi gli “animali” che danno il titolo allo spettacolo, che costellano la sua esistenza quasi come delle creature fantastiche. Nella quotidianità di Michela, in un certo senso, ci si può tranquillamente identificare ognuno di noi quando, per rimorchiare, fingiamo ad esempio di essere interessati ad argomenti, come Guccini o le serie televisive Netflix, che in realtà ci annoiano. Non mancano, come in ogni monologo di stand-up comedy che si rispetti, riferimenti alla politica e all’attualità, ma i temi centrali rimangono la satira sul perbenismo e sull’ipocrisia. Un’ipocrisia che, se da una parte cerchiamo di contrastare e combattere, d’altro canto invece realizziamo essere l’unica arma a nostra disposizione per affrontare la giungla quotidiana. Un’ora e mezza che scorre piacevolmente, dove la stand-up comedian intrattiene e mantiene viva l’attenzione del suo pubblico tra risate e sghignazzi senza notevoli calando, con una comicità geniale e mai banale che si concretizza più volte, soprattutto nelle fasi finali dello spettacolo, in brillanti spunti di riflessione. 

Dopo lo spettacolo, abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Michela Giraud, che con molta gentilezza ha rapidamente risposto a un paio di nostre domande.

Prima di tutto: cosa hai voluto comunicare con questo spettacolo, Michela?

Le tematiche che ho affrontato sono quelle relative alla mia famiglia, ai miei amici e tutto ciò che riguarda quelle ipocrisie che adottiamo per sopravvivere. Quanto sarebbe bello, in sintesi, se ce ne potessimo liberare!

Per questa data a Ostia sei stata accolta da un pubblico delle grandi occasioni. Come hai vissuto, dall’altra parte, questa bolgia che ti ha ricevuto?

Sono rimasta stupita. Questa era tipo la settima replica romana e non pensavo di trovare così tanta partecipazione e calore a Ostia, e sono rimasta praticamente senza parole. Infatti quando sono arrivata chi c’era ha potuto vedere il mio stupore. Davvero bello.

Michela, tra meno di mezz’ora (ndr. erano circa le 23:30 al momento dell’intervista) compirai 32 anni…

Vabbè, pure te metti proprio il dito…

Facciamo così: 20+12? 

Io ho gli anni che ho (ndr. dotta citazione di Corinna Negri, personaggio di Boris).

Che progetti hai per il futuro?

Per il futuro ho dei bei progetti che non posso rivelare, però mi dovete seguire, perché qualcosa di buono bolle in pentola. Poi starà a me fare bene questi impegni che mi aspettano, però qualcosa di buono uscirà fuori quindi seguitemi.

Dove ti possono seguire i nostri amici in ascolto e in lettura?

Allora al momento sul web, su Youtube: Educazione Cinica. In tv su Comedy Central e su Comedy Central News e sui video di stand-up delle pagine social di Comedy Central. Su Facebook e Instagram mi trovate digitando Michela Giraud e potete trovare tutti i miei video e poi, in futuro… (ride)

Perfetto, ringraziamo Michela Giraud per l’intervista e le auguriamo un in bocca al lupo per i progetti futuri.

                                                                                                                                                                                                    Michele Porcaro