La sensazionale e curiosa storia degli Etruschi rivive in un’emozionante avventura su smartphone. Assieme al game developer Maurizio Amoroso scopriremo “Mi Rasna – Io sono Etrusco”, l’ultima fatica videoludica targata Entertainment Game Apps.

Prima dei Romani, i padroni dell’alto Lazio e di parte dell’Umbria e della Toscana erano loro: i Rasenna, anche noti con il nome di Tirreni e soprattutto di Etruschi. La loro era una società particolare, con un sistema economico e militare che risentiva dell’influenza greca e italica. La loro provenienza non è ben nota (Erodoto li vuole provenienti dalla Lidia, Dionigi d’Alicarnasso sostiene la loro autoctonia mentre Tito Livio li reputa discendenti di popoli indogermanici) ma una cosa è certa: tra l’Età del Bronzo finale e per quasi tutta l’Età del Ferro, buona parte della fascia centrale della penisola faceva parte del loro dominato, e le altre civiltà dell’Italia preromana, consapevoli del loro potere, preferivano commerciare con loro piuttosto che inimicarseli. Della loro civiltà ci rimangono fondamentalmente le maestose e imponenti necropoli, che tuttavia sono state più che sufficienti per ricostruire molti aspetti della storia degli Etruschi, un popolo che vantava un proprio alfabeto, una propria ritualità (religiosa ma soprattutto funebre) e notevoli forme di arte, architettura e artigianato, uniche nel loro genere.

Ma ad oggi la storia etrusca rimane il più delle volte una noiosa pagina di storia spiegata e studiata nelle nostre scuole con sufficienza, ragion per cui nell’opinione comune si tende spesso a ritenere quella etrusca una civiltà “di serie B”, che merita una particolare menzione ma nulla di più. Ma come si può spiegare la storia, la società e le meraviglie degli Etruschi nella società dei social network, dello sharing istantaneo e dei selfie? La soluzione ce la fornisce la EGA (Entertainment Game Apps) casa videoludica italiana, specializzata nella creazione di videogames per smartphone, la quale ha fatto uscire da poco sul Google Play Store “Mi Rasna – Io sono Etrusco”, un videogame che ripercorre, non senza intrattenere e divertire il giocatore, tutte le imprese e le fasi della storia dei Rasenna. Il nostro obiettivo, cellulare alla mano, sarà quello di gestire e sviluppare i centri etruschi dell’Italia centrale, dai piccoli villaggi fino alle imponenti Città-Stato della Dodecapoli: dovremo amministrare, così come avrebbe fatto uno zilath o un lucumone dell’epoca, città come Chiusi, Cerveteri, Orvieto, Populonia e Veio. Come in ogni videogame di strategia che si rispetti, dovremmo essere freddi calcolatori, ed essere in grado di gestire, scambiare e immagazzinare le risorse necessarie per sviluppare le nostre città. Lo sviluppo degli eserciti e della rete commerciale sarà inoltre fondamentale per la progressione della nostra avventura nel mondo degli Etruschi. A differenza dei classici giochi di strategia gestionale, non ci sono livelli né stage a suddividere le tappe del gioco, ma il nostro viaggio virtuale sarà scandito in epoche: partiremo dall’età villanoviana e dall’epoca orientalizzante fino ad arrivare all’Ellenismo e all’espansione di Roma, e vivremo tutti i periodi che segneranno l’apogeo e il lento declino dei nostri Rasenna. Ma non saranno solo le nostre innate doti da stratega ad aiutarci, perché grazie a mini-giochi e a quiz che dovremmo completare nel corso del gioco possiamo ottenere punti e risorse extra che ci torneranno utili nell’amministrazione dei nostri territori. Anche qui la didattica si unisce all’intrattenimento: ogni qual volta risolveremo con successo puzzle o rompicapi di reperti etruschi (vasi, corredi, statue) il gioco ci illustrerà la storia e le informazioni archeologiche sul ritrovamento. Particolarità che rende Mi Rasna veramente sensazionale, e che soprattutto mostra alla perfezione l’intento divulgativo del gioco, è la possibilità di ottenere punti bonus qualora il giocatore sia fisicamente geo-localizzato in luoghi prestabiliti legati alla storia Etrusca, grazie anche alla tecnologia della realtà aumentata, che già ha fatto la fortuna di alcuni videogiochi per smartphone.

Il progetto da cui è nato Mi Rasna ha goduto del sostegno (economico e motivazionale) di numerosi Musei, Parchi Archeologici, Istituzioni ed Enti che si occupano dello studio e della manutenzione dei reperti etruschi, tra i quali il Museo di Villa Giulia, il Museo dell’Agro Veientano e i Musei Archeologici Nazionali di Chiusi e di Firenze, nonché di alcuni comuni della Toscana e del Lazio. Il lavoro di sviluppo è stato costantemente seguito da archeologi, storici, studiosi ed esperti della civiltà etrusca che hanno fatto in modo di ricostruire nel modo più fedele possibile tutti gli aspetti della quotidianità e della vita sociale dei Rasenna. L’adesione e lo stretto contatto di istituzioni importanti nell’ambito ha favorito inoltre la pubblicità del gioco, che nel giro di pochissimi giorni ha raccolto centinaia e centinaia di download. Il risultato è un videogioco divertente e mai noioso, con meccaniche di gioco forse inusuali rispetto alle classiche app da smartphone, ma non per questo meno attraenti. Gli amanti della strategia e della tattica apprezzeranno il sistema di amministrazione e di controllo delle materie prime, che ci porteranno a creare una vasta rete di scambi tra le varie città ed insediamenti etruschi, fino a creare il nostro piccolo “impero etrusco” in formato tascabile.

Ma lasciamo la parola direttamente a Maurizio Amoroso, CEO della Entertainment Game Apps e “papà” del progetto “Mi Rasna – Io sono Etrusco”.

Ciao Maurizio, grazie per la tua disponibilità. Raccontaci: come nasce Mi Rasna, e in che modo un’idea è diventata un videogioco?

Mi Rasna nasce dall’idea di riscoprire un pezzo di storia italiana trascurata da tutti, quella degli Etruschi. Era ed è un perfetto progetto pilota per poter rappresentare in un gioco di strategia l’intera storia di un popolo.

Basta aprire la schermata di gioco di Mi Rasna per capire che il gioco strizza l’occhio a celebri videogames di strategia in tempo reale come Age of Empires o Imperium. A quali videogames ti sei ispirato in fase di sviluppo e a quali saghe videoludiche sei affezionato?

In tanti anni ho provato tantissimi giochi, ma secondo me Mount & Blade aveva qualcosa in più di tutti gli altri. Qualcosa che si avvicina molto a ciò a cui aspiro e che vorrei raggiungere: da una parte pura strategia, dall’altra combattimenti in tempo reale in 3D. Con il tempo anche noi cercheremo di raggiungere quel modello, sebbene la tecnologia per dispositivi mobile, da questo punto di vista, ci limiti abbastanza.

Come può essere raccontata la storia degli Etruschi, i cosiddetti Rasenna o Tirreni, nella società degli smartphone e dei social network?

Il miglior modo per raccontare la storia degli Etruschi è dimostrare lo splendido popolo che erano, mettendo in luce la fitta rete di ramificazione economica e militare a cui erano arrivati. Bisogna sottolineare che molte scoperte o usanze che noi attribuiamo ai Romani erano in realtà già note agli Etruschi. Ad esempio, basterebbe far capire in maniera semplice che gli Etruschi già diversi secoli fa avevano fatto propri alcuni concetti ancora attuali, come quello del federalismo o della parità dei sessi.

Nello sviluppo di Mi Rasna hai goduto dell’appoggio di Musei e importanti istituzioni scientifiche che hanno sposato la tua idea. Quanto è importante dare una sfumatura “accademica” a un videogame?

Tantissimo! Non si può fare un gioco ‘storico’ senza un doppio passaggio: il primo consiste nella ricerca dei contenuti, realizzata attraverso il coinvolgimento di professionisti qualificati; l’altro, ancor più importante, è quello del confronto con istituzioni che certifichino la qualità del lavoro fatto. Il compimento di questa duplice operazione era uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati e lo abbiamo subito portato a termine.

Come vedi il futuro del mondo videoludico in Italia? Pensi che il filone dei videogames “storici” come Mi Rasna può prendere piede nel nostro paese?

Se fatto in maniera leggera e non pesante sì, può avere uno sviluppo anche importante. Il nostro era un progetto pilota, a cui ne seguiranno altri anche grazie al sondaggio di altre tecnologie e tipologie di approccio diretto verso i giocatori. Il nostro obiettivo è quello di raccontare la storia attraverso prodotti che, se all’apparenza possono sembrare difficili, possono invece diventare alla portata di tutti grazie allo stimolo della “ragione”.

Se siete interessati a Mi Rasna – Io sono Etrusco vi ricordiamo che il gioco è disponibile gratuitamente sul Google Play Store, e una percentuale dei guadagni (nel gioco, per chi vorrà, è presente una sezione dedicata agli acquisti) sarà devoluta nell’investimento di progetti di scavo, restauro e valorizzazione legati agli Etruschi.

                                                                                                                                         Michele Porcaro