Storie dall'Italia

Meglio nei campi che disoccupati: tornano i braccianti italiani

Sono oltre ventimila le richieste arrivate alle banche dati delle maggiori organizzazioni agricole. Mancano però altri 200mila lavoratori

Sono più di 20mila gli italiani che hanno inviato domanda alle maggiori organizzazioni agricole italiane per lavorare nei campi. Queste ultime, infatti, a causa della preoccupante carenza di manodopera agricola causata dalla pandemia da Covid-19, hanno creato delle piattaforme apposite che incrociano le offerte delle aziende con le domande di chi si vuole candidare a lavorare in questo settore.

GLI ITALIANI CHE VOGLIONO FARE I BRACCIANTI

Si tratta soprattutto di italiani, ex camerieri, baristi, guide turistiche e neolaureati che hanno perso il lavoro o che non riuscivano a trovarlo già da prima dell’emergenza, e che adesso si candidano a fare uno dei lavori più faticosi e umili che esistano: il bracciante.

Lo ha riportato il Corriere della Sera: oltre 17mila richieste, di cui 12mila da parte di cittadini italiani, arrivate su Agrijob, il portale della Confagricoltura; 9.500 italiani su 10mila su Mobbing Country, la piattaforma della Coldiretti; 2000 di 2.500 su quello della Cia, aperto il 24 aprile scorso. Un terzo dei richiedenti sono donne. Alcuni stanno ancora aspettando una risposta, altri hanno già cambiato idea e hanno ritirato la domanda, ma la gran parte sono già a lavorare nei campi.

“Ci arrivano diverse richieste dalla costa ligure da 30/40enni che lavorano nel turismo – ha detto Domenico Paschetta, della cooperativa cuneese Agrifrutta, a VanityFair  -. Abbiamo bisogno, tra raccolta e confezionamento, di 500 persone. Negli scorsi anni erano al 90% stranieri. Ma adesso, con la difficoltà a muoversi da Albania, Romania e Polonia, stiamo cercando gente locale senza problemi di alloggio: in passato i Comuni si erano organizzati con strutture di accoglienza, quest’anno con il distanziamento sarà più difficile”.

LA CARENZA DI MANODOPERA: UN PROBLEMA SERIO

Con il blocco delle frontiere in Italia, secondo la Coldiretti, si è creato un enorme vuoto in questo settore: mancano circa 200mila braccianti stranieri. Prima dell’emergenza sanitaria, infatti, i lavoratori stranieri, assunti regolarmente, arrivavano temporaneamente nel nostro Paese per la stagione di raccolta e, una volta terminato il lavoro, tornavano a casa. Il rischio, adesso, con una stagione iniziata in anticipo per via del caldo record, con le precipitazioni calate in media del 50%, è di non riuscire a garantire la raccolta di tutti i prodotti o di doverli importare a prezzi più alti dall’estero. Un vero e proprio smacco per il nostro Paese che, come ricorda il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “è il secondo Paese produttore di ortofrutta in Europa, con un fatturato di 13 miliardi, e una quota importante di export”.

BONUS BRACCIANTI

Nel decreto Rilancio presentato dal premier Conte è previsto anche il bonus 500 euro braccianti, che è stato però ridotto, rispetto al precedente decreto Cura Italia, di 100 euro. La riduzione, prevista per il mese di aprile, è stata confermata anche per il mese di maggio, a differenza di altre indennità citate nel decreto, che salgono invece a 1000 euro. Come è nel decreto Cura Italia, il bonus braccianti di 500 euro spetta “agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917″. I sindacati hanno parlato di una conquista per i lavoratori, anche se al ribasso.

LA SANATORIA MIGRANTI, BRACCIANTI, COLF E BADANTI

Non solo il bonus, ma anche la sanatoria. L’accordo sulle regolarizzazioni dei lavoratori stranieri, dei braccianti agricoli, delle colf e delle badanti è stato infatti raggiunto. “Non per le braccia, ma per le persone. Non era questione di bandierine, ma di dare risposte a chi aspettava da tempo legalità e diritti”, ha twittato attorno alla mezzanotte del 13 maggio il ministro per il Sud Peppe Provenzano, dopo una lunghissima giornata di trattative con i 5 Stelle.

I settori lavorativi per cui si applica la misura riguardano agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura, assistenza alle persone affette da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza, e lavoro domestico.

Per affrontare l’emergenza sanitaria, i datori di lavoro che hanno impiegato cittadini stranieri con il permesso di soggiorno scaduto potranno inoltre richiederne l’emersione e la regolarizzazione a fronte della stipula di un contratto di lavoro subordinato. Questa misura riguarda anche l’emersione del lavoro nero per i lavoratori italiani, precedentemente impiegati in nero. Potranno accedere alla misura tutti quelli che sono stati identificati con fotosegnalazione prima dell’8 marzo del 2020 o che possono dichiarare di aver risieduto in Italia continuativamente prima di quella data.

Gli stranieri che hanno un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 o in scadenza, che non hanno lasciato il Paese prima dell’8 marzo 2020, potranno chiedere un permesso di soggiorno temporaneo per cercare un lavoro. La durata di questo permesso di soggiorno temporaneo deve però ancora essere definita.

Allo straniero che trova lavoro, il permesso di soggiorno temporaneo viene trasformato in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro di quattro mesi. Chi intraprende questa procedura deve però dimostrare di aver già lavorato in passato nei settori professionali citati dal decreto.

Tutte le domande devono essere presentate dal 1 giugno al 15 luglio. Quando il datore di lavoro presenta la domanda deve versare un contributo forfettario di 400 euro per ciascun lavoratore; se è invece lo straniero a presentare la domanda deve versare 160 euro.

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Alessandro Mancini

Direttore editoriale e fondatore di Artwave. Laureato in Letteratura e Linguistica italiana, appassionato di fotografia e di arte, inguaribile sognatore, ritardatario senza speranze. Cerco la bellezza nei dettagli.

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