Gustatio

MANDUCANS ROMAE

Come mangiavano gli Antichi Romani? E che cosa? Stefano Campidelli ci guida in questo viaggio nell’antico impero fatto di enogastronomia e cultura

Roma- Dall’Impero Romano abbiamo ereditato non solo le bellezze della città di Roma, la cultura, il diritto ma anche il modo di vivere, il modus vivendi. Noi siamo l’evoluzione del modus vivendi dell’Antico Impero Romano e tra questo modo di vivere, abbiamo anche ereditato la cucina ed il modo di mangiare.

Gli antichi romani posero anche le basi della moderna scienza gastronomica infatti, per alcune classi sociali il cibo non era solo una questione di sopravvivenza, ma era anche un piacere da condividere e assaporare. I pasti nell’Antica Roma erano tre, uno si svolgeva la mattina, un altro durante il giorno e l’ultimo, il più importante nel tardo pomeriggio, verso sera.

Non si poteva stabilire l’ora in cui questi pasti avvenivano, in primo luogo perché non c’erano strumenti precisi di misurazione del tempo, perciò si seguivano i movimenti del sole, così facendo gli orari dei pasti cambiavano a seconda delle stagioni, in estate si mangiava più tardi rispetto all’inverno, in secondo luogo perché i romani avevano una diversa concezione del tempo. Il primo pasto della giornata si consumava dopo i riti mattutini, chiamati salutatio matutina.

La salutatio matutina era un rito mattutino che il padrone di casa svolgeva di mattina dopo essersi svegliato, questo rito consisteva nel fare offerte ai Lari, ossia agli Dei protettori della famiglia. La colazione aveva un nome preciso Ientaculum.

Era un pasto abbondante ed energico che doveva supportare il fisico durante tutte le attività della mattinata. Le classi sociali più basse, non avevano molta scelta nel mangiare, ci si cibava, il più delle volte, degli avanzi del giorno prima accompagnati da polenta, pane, latte e del vino che si rimediava.

Mangiare nell'Antica Roma
Mangiare nell’Antica Roma

Le cose cambiavano per le classi sociali più ricche comprese quelle dell’ordine equestre. Queste avevano molta più scelta di pietanze e bevande. Gli aristocratici, si trovavano di fronte a vari tipi di latte e di pane accompagnati da formaggi, uova, olive e vino. Inoltre sono state trovate ricette che assomigliavano ai nostri cornetti, in pratica consistevano nell’inzuppare nel latte del pane abbrustolito con sopra della marmellata.

Praticamente, rispetto ad oggi, alle ricche classi sociali romane mancavano solo il caffè con il cioccolato. Lo Ientaculum veniva consumato stando seduti su sgabelli di legno vicino ad un tavolo, anch’esso di legno di forma rettangolare o rotonda nell’atrio, detto Antium, se ci si trovava dentro una Domus, nell’unica stanza della casa, se ci si trovava in una casa di modesta estrazione sociale. Il secondo pasto della giornata, che si consumava durante il giorno, prendeva, a seconda delle situazioni o il nome di Prandium o il nome di Jentaculum.

Stefano Campidelli

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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