Dossier

Manchester, strage al concerto  

 

Un kamikaze si fa esplodere al termine dell’esibizione di Ariana Grande: 22 le vittime la maggior parte bambini e ragazzi

Manchester (UK) – È ancora la gioventù e la spensieratezza nel mirino della strategia del terrore. Così come accaduto a Parigi al Bataclan o a Nizza dove si festeggiava il 14 luglio con tanto di fuochi d’artificio o a Berlino ai mercatini di Natale.

L’ennesima strage si è consumata al termine del concerto di uno degli idoli dei teenagers, Ariana Grande. Un evento che vedeva intere famiglie riunite; genitori assieme ai figli, adolescenti e bambini entusiasti che riempivano la Manchester Arena, la più grande struttura al coperto d’Europa (21mila posti).

A poche ore dall’attentato è certo che a provocare la strage sia stato un kamikaze che aveva indosso esplosivo, un ordigno imbottito di chiodi e definito rudimentale che ha dilaniato anche lui.

L’azione è avvenuta nella zona del foyer mentre il pubblico si avviava all’uscita

Il bagliore, il rumore dell’esplosione, hanno avvolto i presenti ed è iniziato il fuggi fuggi, le grida disperate, la gente a terra calpestata involontariamente dall’esigenza istintiva della salvezza personale. Il primo bilancio parla di 22 vittime, di una sessantina di feriti e di molti dispersi.

È il peggiore attacco terroristico in terra britannica dal 7 luglio del 2005 quando a Londra quattro bombe firmate da Al Qaeda su metro e bus della City uccisero 56 persone, compresi i quattro kamikaze, e ne ferirono 700. 

Le indagini, subito avviate, scaveranno per l’identificazione dell’attentatore, per carpire la sua ideologia, le sue origini, l’eventuale vicinanza o appartenenza all’Isis. E tutto diventerà storia da archiviare.

 Una città, Manchester, con poco più di 500mila anime dove sport e musica da sempre accompagnano la quotidianità. Le due squadre di calcio, sempre ai vertici non solo d’Europa, il Manchester City di Guardiola e il Manchester United di Mourinho, dettano legge supportati da un pubblico caldo e appassionato. Puro divertimento così come la musica inglese, al top della scena mondiale.

Una strage che precede di poche ore le celebrazioni in Italia e in particolare a Palermo, a 25 anni dall’attentatuni, quello di Capaci che uccise Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, sulla strada che dall’aeroporto Punta Raisi porta al capoluogo siciliano. E con Falcone, Paolo Borsellino anche lui dilaniato da una autobomba assieme alla sua scorta a soli due mesi di distanza dall’amico e collega. Negli anni ’90 altri attentati di stampo mafioso aprivano anche per noi un’altra strategia del terrore con le autobombe a San Giorgio Al Velabro a Roma, in via Georgofili a Firenze, ancora a Roma, in via Fauro a Maurizio Costanzo.

Il nostro Paese ha vissuto prima negli anni ’70 il terrorismo politico, le stragi della stazione di Bologna o sul treno Italicus. Abbiamo vissuto il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta.

Oggi un nuovo tipo di terrorismo incute angoscia. Il nemico da abbattere è un gigante che ha il volto di tanti ragazzi che fuggono e si rifugiano, pronti ad immolarsi. Giovani che uccidono se stessi ed altri coetanei.

Altri in tutto il mondo, prendono coscienza di tutto questo “per non dimenticare” e affinché tutto non diventi solo storia da archiviare.

Emanuele Sirchia

 

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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