Cronache di Roma

MA CHE POLITICA È QUESTA?

Giorgia Meloni ufficializza la sua candidatura a sindaco di Roma sostenuta da Matteo Salvini ma non da Berlusconi che insiste su Guido Bertolaso. E a destra ci sono anche Storace e Iorio. Pd a parte che ha scelto Giachetti, a sinistra ci sono invece Fassina e Peciola. E ancora, Marchini in lizza con la sua lista civica e i 5 stelle con la Raggi

Roma- “La sai l’ultima?”. No, il riferimento non è ad una barzelletta e nemmeno alla “Z”. E non fa nemmeno ridere. La novità, relativa alle ormai imminenti elezioni amministrative della Capitale è quella che riguarda l’ennesima discesa in campo a candidato a sindaco. Il nome? Flavio TosiSto pensando di candidarmi a sindaco di Roma. Oggi non conta di dov’è il sindaco, conta che uno il sindaco lo sappia fare. Come dice Berlusconi serve un uomo del fare…”.E ancora: “Dobbiamo ringraziare l’impero romano per molte delle bellezze architettoniche che abbiamo… (!!!!)”.

L’annuncio del sindaco di Verona potrebbe essere una boutade oppure, per dirla alla napoletana, un modo come un altro per fare “ammuina”.

A confusione si aggiunge confusione non bastassero primarie, gazebarie, flash mob… E poi gli slogan: “Roma è in emergenza, alle urne a fine aprile”, “La Meloni faccia la mamma” (Bertolaso); “Posso fare il sindaco e la mamma” (Meloni). Ed ancora, “Non ci interessa questo teatrino” (Marchini); “Bertolaso unico candidato” (Berlusconi); “Bertolaso non è il nostro candidato” (Salvini).

Diciamo la verità, se questa delle elezioni amministrative 2016 era la buona occasione per riportare alle urne chi le ha disertate nelle ultime consultazioni beh! è un fallimento.

Quanto sta accadendo nella Capitale (piatto ricco non c’è dubbio) e nel resto d’Italia, non fa certo onore né alla politica, né alla democrazia. Si tratta di un pastrocchio bello e buono e non fa onore né chiarezza alla situazione che si sta facendo sempre più esplosiva, quanto accade all’interno del Pd dove quelle che una volta si chiamavano correnti oggi assumono l’aspetto di fango che viene lanciato verso tutte le direzioni.

Roma ha bisogno di una guida sicura. Una persona che abbia le idee chiare, che conosca e ami questa città martoriata. Ma attenzione, fuori dalle Mura, c’è poco da ridere perché, se nella Città Eterna la situazione è allo stremo, nel resto del Bel Paese non è che vada meglio. Basti pensare agli scandali delle Regioni del nord (Lombardia, Veneto etc…). E, ci permettano i denigratori della Capitale… Se Roma risorge, risorge l’Italia intera.

Dunque, a pochi giorni dalla consultazione, mentre il centrosinistra, anche se con molte difficoltà, ha individuato la figura da candidare a Palazzo Senatorio in Roberto Giachetti, così non è per il centrodestra, anch’esso di fatto spaccato con un Matteo Salvini ormai contro il Cavalier Berlusconi, con una Giorgia Meloni tirata da una parte e dall’altra e, per dirla alla Venditti “con un figlio in arrivo” che ufficializza la sua corsa a primo cittadino. E che se eletta, partorirebbe all’inizio del mandato. Per carità oggi la donna non deve dimostrare più nulla ma… qui non si tratta soltanto di, come dice la Serracchiani,  di conciliare il mestiere di mamma con quello di esponente politico. Viceversa saremmo tornati decenni indietro nel tempo. In queste ore si fa tanta, troppa demagogia; tornano in ballo le discriminazioni di genere ma il punto non è questo. La Meloni faccia pure quello che sente di fare.

Meloni e Salvini è chiaro, mirano ad una destra-destra che ad esempio in Germania sta avanzando alla faccia della Merkel e in Francia con la famiglia Le Pen è ormai un fatto acclarato. Il tutto affossando di fatto il centrodestra di berlusconiana memoria. A proposito di confusione a tutt’oggi, i candidati di quella sponda sono la Meloni, Francesco Storace, Alfredo Iorio (Forza Nuova, Fiamma, Msi) e Guido Bertolaso.

 Andando sull’altra sponda, il Pd, soprattutto quello romano, fa i conti con le schede bianche delle primarie (per far numero) infangando l’idea democratica di una scelta da parte dei cittadini. D’Alema e Bersani bacchettano Renzi. Minoranza, maggioranza e intanto… c’è una sinistra-sinistra per la quale corrono Stefano Fassina (sinistra italiana) ma c’è anche Gianluca Peciola (Sel).

Poi ci sono le liste civiche, prima su tutte quella di Alfio Marchini. Per molti versi ancora una incognita.

I pentastellati di Grillo hanno puntato su Virginia Raggi, bella presenza, avvocato della scuola di… Cesare Previti.

Tutti ai blocchi di partenza ma si parla soltanto di nomi e non di programmi o di squadra ed è di entrambi che Roma ha bisogno. Incerta anche la data del voto. In un primo momento era stata indicata quella del 12 giugno ma gira voce che si possa anticipare al 5 se non addirittura a fine maggio.

Ma che politica è questa?

Emanuela Sirchia

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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