LE TEMPERATURE MITI DI QUESTO PERIODO FANNO SCATTARE LO STATO D’ALLERTA PER LA SALUTE PUBBLICA. SOTTOVALUTATO L’EFFETTO CLIMA ADESSO SERVONO PROVVEDIMENTI SERI

 

Roma – Complice un inverno (almeno fino a questo momento) alquanto inusuale, è allarme smog nella Capitale come in altre città della Penisola. Assenza di pioggia, temperature primaverili nelle ore centrali della giornata fanno sì che le polveri sottili superino il livello di allerta per la salute pubblica ed in particolare per le fasce più deboli della popolazione: anziani, bambini e donne in gravidanza. Si corre ai ripari in ascolto anche di quanto rilevato dall’Arpa e la sindaca della Capitale Raggi ha provveduto ad emettere un avviso alla cittadinanza nel quale si chiede proprio alle fasce più deboli di evitare il contatto con lo smog almeno per qualche giorno. Al contempo, si invitano i cittadini ad usare il mezzo pubblico e a lasciare a casa l’auto privata. Una dimostrazione in più di quanto la questione clima sia all’ordine del giorno e non da oggi. Di come gli accordi di Parigi siano stati oggetto di tradimento ed ancora di come, tranne qualche caso sporadico nel nord Europa, gli altri Paesi dell’UE, abbiano fatto poco o nulla per rendere migliore l’aria che respiriamo.

Una metropoli come la Città Eterna, è ovvio, per la sua particolare conformazione, non è facile da gestire per quanto riguarda il traffico, i parcheggi (pochi soprattutto al centro ma le periferie non scherzano) e tra scioperi per quanto legittimi e parco mezzi che lascia a desiderare il panorama è a dir poco desolante. È il caso di avviare una politica seria per raggiungere un duplice effetto: miglioramento dell’aria che si respira e snellimento del traffico.

Tra le raccomandazioni del Campidoglio, quella di “utilizzare in modo condiviso l’automobile per contribuire alla riduzione dei veicoli circolanti (car pooling o car sharing); preferire veicoli elettrici, ibridi o alimentati con combustibili a basso impatto ad (esempio il metano); adottare comportamenti di guida volti alla riduzione di emissioni inquinanti (ad esempio moderare la velocità, mantenere spento il motore se non necessario, curare la corretta manutenzione del veicolo); limitare l’orario di accensione degli impianti termici e ridurre la temperatura massima dell’aria negli uffici; optare per l’uso della bicicletta; preferire, ove possibile, spostamenti a piedi”. Sul fronte riscaldamento, invece, si prescrive di “limitare l’orario di accensione degli impianti termici e di ridurre la temperatura massima dell’aria negli uffici”. E, come accade da anni, una volta rilevato dalle centraline che i livelli di attenzione sono al massimo scatta il blocco della circolazione per i veicoli più inquinanti all’interno della fascia verde.

Sì, serve proprio un piano specifico per la Capitale, per l’Italia, per l’Europa.