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LOTTA AL BULLISMO: LA SCUOLA PAOLO VI IN PRIMA LINEA

È intervenuto il sostituto procuratore Francesco Minisci, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Castel Gandolfo – Martedì 26 febbraio, il teatro della scuola pontificia è pieno, rimangono soltanto posti in piedi. Sta per iniziare un incontro sulla prevenzione e lotta al bullismo, nel quale interverrà il sostituto procuratore della Repubblica della Direzione distrettuale Antimafia, nonché presidente nazionale dei magistrati, il dott. Francesco Minisci e le autorità locali. La scuola Paolo VI ha deciso di trattare il tema ai massimi livelli, visto l’importanza che assume la prevenzione del bullismo nella formazione degli alunni, per un percorso oltre la didattica, coinvolgendo sia le autorità istituzionali che le famiglie degli alunni.

Apre i lavori il preside della scuola, il dott. Simone Desideri, che sottolinea l’importanza della conoscenza all’interno del tema del bullismo, in quanto è la conoscenza del fenomeno che svolge il ruolo chiave nella prevenzione; ma la conoscenza, sostiene sempre il dott. Desideri, dovrà necessariamente essere una strada da percorrere con le famiglie degli alunni, in quell’alleanza educativa che deve stabilirsi tra la scuola e le famiglie, in una continuità pedagogica, nel rispetto reciproco dei ruoli differenti, ma con lo scopo comune della costruzione dei cittadini del domani.

Prende la parola il sostituto commissario di Polizia di Albano, Daniela Di Domenico, referente del progetto Scuole Sicure, la quale affronta il tema del cyberbullismo, in cui il ruolo chiave è chiamato a svolgerlo la famiglia, con azioni di controllo sulle tecnologie usate dai ragazzi; segue il sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi, che sottolinea l’importanza della scuola nella prevenzione e di come, assieme alle famiglie e alle istituzioni, si possa prevenire il sorgere di tali fenomeni; Enrica Cammarano, delegata alla sicurezza del comune di Albano, promuove l’importanza dell’utilizzo della parola, nella difesa dei valori comuni dell’umanità, per vivere la diversità come arricchimento; il maresciallo Luciano Lutzu mette in risalto l’uso smodato dei social network effettuato dai ragazzi e come prevenire possibili pericoli. Per ultimo, prende la parola il sostituto procuratore antimafia Minnisci, sottolineando come siano importanti eventi di questo tipo, perché la testimonianza che scaturisce dall’iniziativa della Paolo VI, è quella di dare esempi positivi per educare alla legalità, che va alimentata ogni giorno. Il dott. Minnisci regala in dono alla scuola e ai suoi studenti, una stampa dei 28 magistrati uccisi, come esempi di portatori sani di legalità. La giornata prosegue con il sostituto procuratore che si mette a disposizione degli studenti della scuola, effettuando per loro una lezione sulla legalità e rispondendo direttamente alle loro domande. Anche nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì, si proseguono i lavori con gli studenti sul tema del bullismo, con la visione del film Wonder, con laboratori didattici a classi parallele per un apprendimento cooperativo ed una particolare attenzione allo sport e ai valori del gioco di squadra, fondamentali per crescere assieme agli altri.

Una bella testimonianza quella della scuola pontificia, che si dedica non solo alla trasmissione del sapere in quanto tale, ma alla formazione integrale degli alunni orientandoli verso il Bene, nel solco dei valori dell’umanesimo cristiano autentico, oggi più che mai necessario.

                                                                                                                                       Emanuele Cheloni

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Emanuele Cheloni

È laureato in Scienze Religiose, Summa cum Laude probatus, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con una tesi su "L' umanesimo di Gesù: universalità ed universalismo". È impegnato a Roma con la Società San Vincenzo de' Paoli, nell'ascolto e aiuto delle difficoltà e povertà urbane. È professore di Religione.

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