Oltre il Ponte

L’ODIO E’ SEMPRE CONTRARIO ALLA RAGIONE

Il dibattito del divario tra fede e ragione. Dal discorso di Ratisbona alla cronaca di Charlie Hebdo: “non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”.

Roma- La sfida che voglio lanciare in maniera esplicita è:

“Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”.

Mostrami ciò! E’ quello che diceva l’imperatore bizantino Emanuele II. E’ facile spiegare perché la violenza sia irragionevole, perché la fede che nasce o che porta alla violenza sia inumana, contro ragione. Una riflessione che riguarda anche la strage di Parigi, ormai famosa come strage di Charlie Hebdo. Ho letto belle, intelligenti ma alquanto inutili disquisizioni dotte ed umanitarie, sul fatto che si è tutti Charlie Hebdo, che non lo si è, che lo si è ma anche no, che ognuno è sé stesso e che si è un po’ tutto quel che si è! Dei morti in Nigeria, delle stragi cristiane in Africa, che sono morti e pure più numerosi, che non vengono associati o poco, e che non viene dato loro lo stesso risalto degli eventi di Parigi… si va bene, è vero, ma allora? Si sta sempre in superficie.

E’ più comodo, non ci si sbilancia, non si rischia di perdere l’equilibrio, ma si vede in maniera offuscata. Si rimane sopra.

Ma qual è il problema di fondo, che accomuna, tutte queste morti? I razzisti dicono gli stranieri, questi non ben definiti arabi, che sono un po’ tutti e nessuno, perché il fruttarolo vicino casa è bravo, la sua bontà è data dall’abitare vicino e quindi non lo farebbe mai… in uno scontro di civiltà tipo guerre stellari quasi ai confini della galassia… ma sono smentiti dai fatti: sono francesi che hanno ucciso francesi, africani che hanno ucciso altri africani! Mah!

E chi ha risposto alla domanda che ci fa l’imperatore bizantino del celebre discorso di Ratisbona, domanda che costituisce lo sfondo, che nessuno vuol vedere, di queste morti? Chi ha risposto, chi ha visto? Nessuno!

O meglio, non è necessario rispondere all’evidenza, basta solo mostrarla. Non sto parlando degli attentatori integralistibarraterroristi, o dell’Islam “moderato”, che frusta il blogger in piazza, lo condanna a 20 anni di carcere, a mille totali frustrate pubbliche e 200.000 dollari di multa, è moderato, scusate, rispetto a che?!

Che travisamento della realtà e di concetti!

La domanda di mostrare e l’affermazione dell’imperatore bizantino, dice una cosa: “in Maometto vi troverai soltanto cose cattive e disumane”. E perché?  perché sono contro il logos. Non perché sono musulmane, sono prima di tutto contro il logos, la ragione.

Tu che ti sdegni a leggere ciò: mostrami… Ripeto, mostrami, che non significa dimostrami, ma qualcosa di più semplice: indicami. Non si tratta di essere africani, francesi, arabi o rumeni: si tratta di Maometto. E di andare contro ragione. Che c’entra la solidarietà religiosa che ho visto? nulla! Chiunque, di qualunque religione o assenza di religione, ateismo, illuminismo o che quello che vi pare, che va contro la ragione è inumano, è contro l’uomo! Non odio contro il musulmano, l’ebreo, il cristiano o il buddista, non odio contro  la religione, non odio contro l’ateo marxista. Affermo, senza esitazione, che non si può agire contro ragione!

Non agire con il logos è contrario alla natura dell’uomo. L’uomo è un animale razionale. Questa è filosofia, non religione. E’ la base comune a tutti gli uomini, con la quale parlare con tutti gli uomini. E’ base di umanità, prima di ogni cosa. Nei momenti di buio, in cui si è agito contro ragione, nei vuoti culturali, lì allora, l’assenza di ragione provoca soltanto una cosa: la violenza. Quando viene meno il ragionamento, si comunica tra gli uomini solo con la violenza. La violenza nasce e si manifesta da un vuoto od offuscamento della ragione. A quel punto la violenza regola e misura ogni cosa. La violenza è per stupidi, brutti e deboli. Si oscura la ragione, si diventa veramente brutti, e si uccide la bellissima Ipazia.

Si uccide la Bellezza, che è il sigillo della Verità. A chi prova avversione con questo scritto e fastidio nei riguardi degli interrogativi fondamentali della  ragione, rispondo con Socrate:

“Sarebbe ben comprensibile se uno, a motivo dell’irritazione per tante cose sbagliate, per il resto della sua vita prendesse in odio ogni discorso sull’essere e lo denigrasse. Ma in questo modo perderebbe la verità dell’essere e subirebbe un grande danno”.

E ci vuole coraggio per aprirsi all’ampiezza della ragione, del logos, ma prima dobbiamo ritrovarla in noi.

Auguri!

 

Emanuele Cheloni

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Emanuele Cheloni

È laureato in Scienze Religiose, Summa cum Laude probatus e menzione accademica, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con una tesi su "L' umanesimo di Gesù: universalità ed universalismo". È giornalista iscritto all'Ordine Nazionale ed è impegnato a Roma con la Società San Vincenzo de' Paoli, nell'ascolto e aiuto delle difficoltà e povertà urbane. È professore di Religione.

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