Oltre il Ponte

L’ISIS HA UCCISO IL MIO CONFRATELLO

“In quei posti puoi morire mentre celebri la messa”. Gli ortodossi perseguitati in Siria e Iraq. Padre Gheorghe parla di fede, di Giubileo e del sacrifico delle comunità siro-rumene minacciate dall’Isis  

Roma- Padre Gheorghe Militaru ci accoglie nella Chiesa Cristiana Ortodossa sulla Via Ostiense a Roma. Un cancello con la croce e i simboli ortodossi si apre di fronte ad un grande terreno, voluto e sudato da anni e anni, da famiglie e famiglie che qui si ritrovano per pregare e stare insieme. Alla fine del campo un grande tendone, lì ci attende dandoci subito il benvenuto venendoci incontro.

Non molti sanno che qui sorge la vostra Chiesa ufficiale e in effetti sarebbe bello conoscere qualcosa a proposito: da quanti anni esiste questo grande terreno che avete acquistato con le famiglie ortodosse? E’ stato un percorso lungo?

“Questo grande capannone, che mi auguro presto sia Chiesa costruita, rappresenta una vera e propria Chiesa Ortodossa, con le tre ‘naos’, le diverse parti, la parte iniziale, poi la navata principale e poi l’altare. L’altare è separato dalla navata dall’immagine che vedete in fotografia, che è l’iconostasi, che rappresenta quel limite tra il vedo e non vedo, cioè il cielo. Io posso vedere il cielo, ma aldilà del cielo non è che non ci sia nulla e quindi posso intravedere Dio e lo faccio attraverso le ‘porte’ del Celesti. Sono due nella raffigurazione e hanno l’immagine degli Angeli. I diaconi possono passare da queste porte. Nella porta centrale è la porta Celeste dalla quale può passare solo il Sacerdote e il Vescovo. Da questa parte una guida e attraversa tutta la navata ed esce e così abbiamo l’immagine di una strada che porta al cielo. Intorno ci sono tutti i Santi ad iniziare dal vecchio testamento fino al nuovo. Ma mano che ci si avvicina all’altare si arriva anche fisicamente, seguendo la guida, al mistero Pasquale che conosci quando fai la Comunione, quindi di fronte alle porte celesti tu puoi ricevere la comunione, ricevi quella ‘conoscenza’ interiore del Regno di Dio. Ecco il senso di questa apparente separazione che è l’Iconostasi che non è divisione ma ci sono le porte di accesso di quella che è la Tenda di Dio, del tempio che fecero nel vecchio testamento. Alla destra della porta troverai sempre la raffigurazione di Maria e Gesù bambino e di Gesù giudice e questo lo puoi vedere perché tiene il Vangelo chiuso segno che il tempo è compiuto. Ma il suo sarà un giudizio misericordioso. Subito, accanto alla porta del cielo, vedi la nostra vita in queste due immagini: dalla nascita al momento del giudizio. Accanto a Maria e Gesù giudice puoi vedere gli Arcangeli che intercedono per la Misericordia per gli Uomini. Poi troviamo la prima festa per la Parrocchia che è alle Palme e poi i, dall’altro lato, i Santi Giovanni il Battista e San Nicola, immagini sempre fisse, San Giovanni in particolare perché non vi è nato da donna e uomo che superi in santità il Battista. Sopra all’iconostasi puoi vedere le immagini di tutte le dodici festività patronali della Chiesa cristiani, sopra la croce e Maria e Giovanni l’evangelista sotto alla croce. E anche i candelabri hanno una grande importanza perché rappresentano i vari cerchi angelici che lodano il Signore in schiere sempre più vicine a Lui. Ai lati della iconostasi potete vedere due parti a cui teniamo tanto in questa chiesa: sono reliquie di santi donateci, il Vescovo di Bucarest, dalla Romania, San Callinico e poi i monaci del monte di Gerusalemme che sono stati uccisi nel sesto secolo dai persiani, il monastero distrutto messo a fuoco, come vedi nell’immagine e i monaci impiccati e decapitati”.

Siamo abituati a vedere queste immagini delle stragi compiute dall’Isis ma in queste raffigurazioni dei martiri sembra di vedere compiersi gli stessi orrori versi gli innocenti.

“C’è sempre stato, chi conquistava annientava l’altro”.

Avete contatti con Comunità Cristiane Ortodosse nelle zone di guerra?

“Si abbiamo diversi contatti in Siria e Iraq. Adesso la situazione è davvero difficile. Complicato aiutare mandando soldi e anche per costruire le Chiese che vengono distrutte, i soldi rubati. Possiamo aiutare chi viene qui oppure con forza della Preghiera. In Romania possiamo accogliere nelle nostre chiese gli Ortodossi qui ci mancano le strutture. Ci sono molte famiglie che si ricompongono perché sono Siro-Rumene. Si muore in quei posti. Io ho perso un confratello, a cui ero affezionatissimo, con il quale ho studiato insieme e imparato nei primi anno. È stato ucciso mentre faceva la Messa. Una bomba in Chiesa. Conosco i vescovi che sono ancora lì e un altro rapito tre anni fa e ancora non liberato.”

È iniziato da poco l’anno giubilare della Misericordia voi partecipate?

“Partecipiamo alla misericordia che appartiene a tutte le chiese e la manifestiamo in ogni atto liturgico e la viviamo anche quado non siamo in chiesa, aiutando il prossimo. Il bisognoso, le madri con i bambini. Ci saranno anche attività insieme alla Chiesa Cattolica e tenete conto che l’apertura della Porta a San Paolo è avvenuta, per questo, insieme ai referenti delle altre confessioni e la chiusura sarà altrettanto .Inoltre bisogna tenere presente l’importantissima settimana per l’Unità dei Cristiani di Gennaio che vedrà iniziative a sottolineare questa forte comunione fraterna tra i Cristiani aldilà delle differenze. Per citarne una è l’iniziativa promossa dal Vicariato alla Chiesa Cristo Re dove ci sarà una Preghiera comune e una raccolta fondi per una Comunità della Siria. “  

Grazie di questo incontro Padre Gheorghe, auguriamo a te e alla tua Comunità buone festività natalizie.

“Altrettanto auguro un Santo Natale del Signore con un proficuo anno della Misericordia pieno di carità e un rinnovamento della fede.  E rinnoviamo la fede e siamo uniti allora nessuna paura ci può prendere né Isis può vincere e fare proselitismo. Ne approfittiamo per dare un segno di unità e fraternità invitando qui nella nostra Chiesa ancora in costruzione, dall’anno giubilare del 2000, in questo nuovo anno giubilare, il Santo Padre Papa Francesco insieme al nuovo Vescovo Ostiense che avete da poco Monsignor Paolo Lojudice. Vi invitiamo a essere insieme”.

Stefano Di Tomassi

 

 

 

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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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