Storie dal Mondo

LIBERTE’, EGALITE’…FRATERNITE’

Attacco terroristico a Parigi. L’assalto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo sconvolge l’Europa. E scopre i vecchi e mai sanati dissapori della Francia.

Roma- Un brivido mi ha attraversato la schiena, occhi sbarrati sul pc, fissi a guardare e riguardare i video e le foto, i titoli in testa ai giornali: ”Attentato a Charlie Hebdo”. Per un attimo la mente è tornata a quell’ 11 settembre ancora vivo nella mente di tutti noi. Circolano video amatoriali fatti da passanti e persone appostate sul tetto della redazione, in uno dei video diffusi, in particolare, dove attaccano gli agenti e sparano all’impazzata urlano il nome di Allah. Questo mi ha fatto molto riflettere.

Non in mio Nome.  Il nome di Dio, del loro Dio. Allora mi chiedo in nome di quale Dio possiamo accettare questo massacro, in nome di quale religione possiamo chiudere gli occhi o chinare il capo? Credo non esista un Dio o una religione che possa in qualche modo, neanche lontanamente giustificare tale barbarie. Dire attentato terroristico è giornalisticamente corretto, mi sento di dire che questa volta siamo andati oltre tale definizione, non si è attacca una chiesa nemica o un governo ostile o un avamposto militare, si è attaccato volutamente una cultura, la libertà di opinione, di stampa, di pensiero individuale che ad oggi è la più grande conquista che l’occidente ha fatto nella sua storia. È superfluo raccontare nei dettagli la cronaca della rappresaglia armata: un’azione militare ben studiata, ben eseguita, un’operazione chirurgica per abbattere , “sottomettere” la libertà e per zittire quelle bocche che hanno sempre voluto criticare, pensare ed pubblicare satira.

La Mina Spuntata. Hanno spezzato la punta della matita che rappresentava la satira. La satira che sin dai tempi antichi ad oggi è sempre stata temuta. Il potere, di qualunque forma, ha sempre visto di mal occhio le prese in giro, le caricature. Il potere non ha senso dell’umorismo ma come diceva Forattini “la satira è la più alta espressione di libertà e democrazia”. Ecco, proprio libertà e democrazia. Quella libertà e quella democrazia  che rappresenta la nostra forza e allo stesso tempo la nostra debolezza. Oggi qualcuno ben armato voleva dimostrare che basta poco a spezzare una matita, ci vuole poco a negarci libertà e democrazia.

Storia e Contraddizioni di un Paese. Le conseguenze di questa storia saranno lunghe e dolorose, in particolar modo, per un paese come la Francia. Un paese che vota in massa la Le Pen per paura dello straniero e  poi convive quotidianamente con il diverso, con l’altro. Storicamente il problema francese è vecchio quanto il colonialismo. Proprio dalle ex colonie, arrivano le generazioni che si sono insediate nella Francia libera, nella Francia tollerante. Proprio loro che non hanno mai abbandonato la loro fede, seppur nelle sue forme più integraliste, proprio loro che hanno avuto quella libertà di culto, in altri paesi negata, proprio loro hanno voltato le spalle al loro paese, alla loro patria. Non vorrei essere frainteso non intendo dire che i musulmani francesi sono colpevoli come i tre terroristi che hanno compiuto la strage. Ma è quel popolo di Allah, è quella fede che oggi come non mai deve difendere la loro libertà di religione, di pensiero, di razza e di diversità e combattere con tutte le sue forze le frange estremiste dell’Islam. Dovrà essere quel popolo ad unirsi e a sentirsi prima di tutto francesi e dopo musulmani. Solo così non avranno avuto ragione i terroristi, solo così perderanno i fondamentalisti.

Corsi e Ricorsi. Gli occidentali non potranno fare nessuna guerra, non ci sono nemici, non c’è un esercito contro cui fare crociate. Questa guerra sarà dura, lunga e sofferente. Sarà una guerra culturale e per vincerla ci vorranno anni probabilmente decenni ma sarà l’unico modo possibile di vincerla. Le nostre crociate le abbiamo fatte quasi dieci secoli fa e ancora ne portiamo le ferite e la vergogna. Ancora la Chiesa chiede scusa e s’indigna a rileggere quelle pagine di storia macchiate di sangue.
Con l’11 settembre è iniziata la crociata di altri contro l’”occidente”: non sappiamo come né quando finirà ma sappiamo che l’unica arma a nostra disposizione è la cultura con la C maiuscola.

La speranza profonda è che sull’onda dell’indignazione non si risponda con la stessa moneta, ma si possa rispondere civilmente in massa tutti insieme: cristiani, ebrei e musulmani. Mano nella mano a dire in coro questa libertà è nostra e nessuno potrà mai ucciderla: Je suis Charlie

Fabio Piccioni

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Fabio Piccioni

Nato a Roma e ci vive ancora. Dopo la laurea in Scienze Politiche intraprende varie esperienze tra cui la vita di mare. Appassionato di politica, arte e viaggi. Durante le elezioni non dorme quasi mai. Ama lo sport e tra i suoi preferiti ci sono calcio e pugilato. La sua prima vera passione era e rimane la fotografia. Oggi lavora con creatività nella sua agenzia pubblicitaria a Roma.

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