Questa rubrica è uno spazio dedicato ai giovani “Talenti” dell’istituto Vincenzo Pallotti che grazie all’alternanza scuola-lavoro stanno effettuando uno stage presso la nostra redazione. Qui saranno raccolti e pubblicati i loro articoli

Washington-  20 Gennaio 2017, Trump sale alla Casa Bianca. A 73 giorni dalla sua elezione, questa mattina Donald J. Trump sarà il 45° presidente degli stati Uniti d’America. Non si fermano le polemiche sul suo conto: il «tycoon» continua a rompere gli schemi con provocazioni che hanno tutto il sapore delle minacce. Prese di posizione che gli sono valse l’appellativo di nuovo “Hitler d’America”.
Accusato di populismo, sessismo, razzismo e nazionalismo, il neo presidente è stato per questo paragonato al dittatore tedesco.
Esistono infatti diverse somiglianze tra il miliardario di New York e il «Fuhrer»: le discriminazioni razziali, in primis. A parte il sogno di una nazione forte e dominatrice, c’è anche l’attacco alle minoranze. Non a caso, uno dei cavalli di battaglia del presidente U.S.A è la politica offensiva nei confronti dei vicini «nemici» messicani.

«Avremo un grande muro al confine con il Messico» ha annunciato Trump nel suo primo comizio. La politica sull’immigrazione , dunque, passa attraverso barriere e divisioni. Ma di fronte a questi muri si infrangono sogni e speranze di chi scappa dal proprio paese per cercare nuove opportunità. Stando agli ultimi calcoli infatti, sarebbero circa 5600 gli immigrati clandestini, che nel disperato tentativo di valicare il confine, avrebbero perso la vita nel deserto americano.

 

Alessandro Diodati

Alessandro Sanges

Gianluca Contegno