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L’Egitto visto da un turista egiziano. DIARIO DI BORDO #8

La famiglia tra l’Italia e l’Egitto.

Abbiamo attraversato la bellezza conosciuta, sconosciuta e imperdibile dell’Egitto, ma siamo ai saluti. Akrm, il nostro turista egiziano in Egitto, riparte per il suo mondo, che è anche il nostro più familiare. E l’Egitto lo rivedrà tra qualche tempo, magari portando con sé amici italiani curiosi di vivere le sue esperienze per sentirsi davvero cittadini del mondo, fratelli tra fratelli. Perché lo siamo tutti, e viaggiare ce lo rende evidente, pur nelle nostre diversità.

Il nostro viaggio è stato intenso, toccando molte mete: Il Cairo, Alessandria e il suo parco archeologico, il deserto del Sahara, le Piramidi con la Sfinge, la necropoli di Saqqara, la statua di Ramses II. Prima di tornare a vedere il Colosseo però abbiamo un altro evento da raccontare, da festeggiare: il compleanno di Akrm con tutta la sua famiglia d’origine.
Maschere per i più piccoli, palloncini, bombolette di schiuma spray, gavettoni, cappellini, trombette, lingue di menelik, candeline e decorazioni. Tutti fuori in giardino, insieme dopo anni e anni di assenza. Manca solo la torta: niente di meglio che arricchirla con la foto della cosa più importante che abbiamo, la famiglia. Questa era la sorpresa di Akrm per loro, ringraziarli per quei pezzi di vita insostituibili vissuti insieme lungo l’Egitto, che abbiamo raccontato. Non se lo aspettava nessuno.
Tra i bambini della famiglia che correvano sulla sabbia del mare davanti a noi e gli altri che giocavano con un pallone sognando di diventare i nuovi Salah la torta è stata tagliata con il desiderio di rivedersi presto. E poi il via alle mille foto con il festeggiato parente turista, italiano ma oggi ancor più egiziano.
Adesso i gavettoni e le bombolette di schiuma hanno scatenato una vera e propria battaglia tra cugini piccoli e grandi, alla fine ne esce sconfitto proprio Akrm con una porzione di torta in faccia. Tutto il mondo è paese d’altronde.
Si fa tarda notte, e tra qualche ora si parte in direzione Cairo, all’aeroporto. Ma ancora un ultimo abbraccio, un ultimo gavettone tra Akrm e i suoi familiari. Famiglia significa qualcuno su cui contare, significa divertirsi e condividere miseria, cugini che per te si prendono le ferie per portarti alla scoperta dei loro luoghi di vita, significa partire e sapere che c’è qualcuno c’è che non vede l’ora di vederti, qualcuno che ti aspetterà sempre. Il nostro Akrm non dimenticherà mai le loro facce felici per il compleanno organizzato tutti insieme. L’Egitto sarà per lui sempre quella felicità, ma rimarrà più come una seconda casa, dove ci sarà sempre posto sicuro e amorevole.
L’Italia è più vicina, Akrm sta tornando. L’Italia altrettanto amorevole, stupenda e contraddittoria in cui è nato e cresciuto.

Salem Masr  (Ciao Egitto)

 

Emanuele Forlivesi

Emanuele Forlivesi

Scrivo, racconto, comunico e creo storie ed emozioni. E insegno a farlo. Su carta, a parole o in digitale. Giornalista da febbraio 2019, sono laureato in Lettere e in Informazione e Comunicazione. LA MIA STORIA è quella di un ragazzo nato sul mare di Roma che ha sempre respirato gli odori, osservato i colori, percepito la materia, ascoltato le voci degli ambienti naturali e sociali che ha vissuto fin qui. Visionario, ho sempre trasmesso le storie che questi celavano o esaltavano, in un biglietto di auguri o in una cartolina, su articoli o su pagine social.

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