Il deserto del Sahara e Wadi El Rayan.

Destinazione Sahara. Finalmente Il deserto, finalmente il simbolo indiscusso e affascinante del mondo egiziano e africano, ma anche l’elemento più lontano e altro da noi e dalle nostre esperienze. Akrm allora può avvicinarci a questa realtà, portandoci nel suo viaggio da Alessandria alla città di Faiyum, che dista 130 km sud-ovest dal Cairo. Un viaggio intenso e stancante fatto da 5 ore di pullman con la sua famiglia percorrendo strade di sabbia e dissestate, partendo come da programma alle 4.30 di mattina. L’arrivo alle 10 sotto un caldo insopportabile, con temperature oltre i 40 gradi, con la consapevolezza che sia un’esperienza assolutamente preferibile d’inverno.
Ciò che si pone davanti ogni visitatore è solo sabbia e 2 laghi.

Ci si trova precisamente a Wadi El Rayan, un’area naturale protetta unica nel Governatorato di Faiyum, designata come Patrimonio dell’umanità nel 2012. A circa 65 km a sud-ovest di Faiyum e 80 km a ovest del fiume Nilo, costituita da una depressione secca e arida, la valle di Wadi El-Rayan è un’area immensa di 1759 km², un centinaio dei quali sono bagnati dal corpo idrico dei laghi Wadi El Rayan. Questi due laghi artificiali, originati e utilizzati dal drenaggio agricolo, sono collegati da delle cascate considerate le più grandi d’Egitto e che sono oggi la grande attrazione per i fotografi e per chi vuole tuffarsi rinfrescandosi dal caldo. Inoltre nella riserva si possono ammirare tre sorgenti sulfuree sul lato meridionale del lago inferiore, con ampie dune mobili di sabbia. A sud e sud-est delle sorgenti invece c’è Gabal Manqueer Al Rayan, dove si trovano fossili marini e resti archeologici.

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La vegetazione della zona è limitata alle aree intorno alle sorgenti e alla base delle grandi dune: Wadi El Rayan ospita una delle poche popolazioni rimaste al mondo della gazzella dalle corna esili, in via di estinzione; la gazzella dorcade si trova ancora nella zona in piccoli numeri, mentre sia la volpe del fennec che la volpe di Rüppell hanno scarse presenze. Ci sono 11 specie di rettili, 9 specie di mammiferi, 13 specie di uccelli residenti e 26 specie di uccelli migratori e vagabondi.

Posto bellissimo e molto frequentato, da godersi in gruppo, Wadi El Rayan offre anche la possibilità di fare safari in fuoristrada. Non solo, una tavola calda in loco oltre a fungere da ristoro ha intuito la bellezza e le potenzialità del luogo e ha lanciato una tendenza qui affermatasi: affitta snowboard per “surfare” sulle dune del Sahara. Una volta prese le tavole si va in jeep fino a delle colline di sabbia, si scende e si scivola sulle onde dei granelli gialli di sabbia formate dal vento. E il vento può essere un fattore anche molto fastidioso: molto spesso si alza un vento fortissimo e si scatenano delle vere e proprie tempeste di sabbia.
Così nasce una tempesta di sabbia qui: all’inizio il vento non tira forte, rinfresca o scalda ancora di più il clima ma non ferma le attività e il “surfare”; dopo alcuni minuti però ecco che può diventare incontrollabile, non si riesce più a vedere niente e si deve scappare via in un posto chiuso e sicuro. Spesso ci si ripara in auto ma a causa della poca visibilità c’è il rischio di finire fuori strada e insabbiarsi, con la necessità e la dura fatica, in una scomodissima situazione di vento e sabbia, di spingere il minivan per rimetterlo su strada e tornare a casa. Con un po’ di sabbia addosso ma con tanta felicità nel cuore e la bellezza della natura insidiosa e selvaggia negli occhi. Il Sahara da queste parti è soprattutto questo.

 

Emanuele Forlivesi